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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 23.06

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Belle come non mai, la Sala delle polene è unica al mondo | Foto

Inaugurato il nuovo spazio del Museo tecnico navale, che nel 2016, con i lavori in corso, ha accolto 29mila visitatori. Il direttore Benedetti: "L'ampliamento di cui tanto si parla deve partire da questo traguardo".

Spettacolo imperdibile
Belle come non mai, la Sala delle polene è unica al mondo<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/La-nuova-Sala-delle-Polene-del-Museo-2359_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - Varcata la soglia della nuova Sala delle Polene del Museo tecnico navale spezzino ci si sente come su un molo ottocentesco, Calata Gianfranco, come l'ha battezzata il funzionario della Soprintendenza Enrico Vatteroni, in omaggio all'architetto Ricco, che tanto si è speso per la realizzazione del progetto di ricollocazione delle polene che ha finalmente visto la luce.
I passi rimbombano sul parquet grezzo, come sul ponte di un veliero. Le sculture si stagliano sui dritti di prua, ad altezze diverse, come mosse dal moto ondoso. Là in fondo Cristoforo Colombo indica l'orizzonte (non più - erroneamente - il cielo, come nell'allestimento precedente), mentre Atalanta, sorniona, osserva chi fa ingresso nella sala. Non è la più bella, non si distingue per i colori o la dimensione, ma è quella che incarna la storia più appassionante: la leggenda narra infatti che il suo sguardo e le sue forme abbiano fatto impazzire d'amore due uomini, un custode e un soldato tedesco, che per lei sarebbero addirittura arrivati a togliersi la vita (leggi qui). E poi ci sono draghi, leoni, santi e tritoni. Una collezione che spazia dal Settecento all'Ottocento, dal Regno delle due Sicilie all'Impero austro-ungarico. Uno spettacolo unico al mondo, che impreziosisce in maniera importante l'offerta storica e culturale del Museo navale spezzino, già capace di richiamare ogni anno circa 30mila visitatori.

"Sono entrato al Museo nel 2013 - ha ricordato nel corso della cerimonia di inaugurazione il comandante di vascello Silvano Benedetti, direttore della struttura - e non era in condizioni felici. E' raro, vista la mobilità dei nostri ruoli, iniziare e concludere un lavoro, ma questa volta ci siamo riusciti grazie all'intervento di riqualificazione concordato dalla Marina, dal ministero per i Beni e le attività culturali e dalla Soprintendenza. A questo team si è aggiunto il supporto fondamentale di Massimo Perotti e di Sanlorenzo, che hanno usufruito dell'art bonus consentendo di realizzare un'operazione che oggi offre questo spettacolo dal grande effetto scenico. Ma ringrazio anche il personale che ha deciso insieme a me di mantenere il Museo aperto durante i lavori: nonostante tutto abbiamo infatti registrato ben 29mila visitatori nel 2016. Ma la collaborazione per questa causa è contagiosa e ha coinvolto anche il centro commerciale La Fabbrica per il restauro della polena Italia, l'Anmil per quello delle bandiere di combattimento, Euroguarco per quello dei nastri Marconi e il Soroptimist. Sentiamo molto parlare dell'ampliamento del Museo, sarà un viaggio che parte da qua".
Il presidente di Sanlorenzo ha parlato di "un gesto dovuto al territorio che ha permesso all'azienda di crescere così tanto negli ultimi anni". "Da quando ho rilevato i cantieri Sanlorenzo siamo passati da 40 a 300 milioni di fatturato, da 70 a 300 dipendenti diretti e da 250 a 1.000 lavoratori dell'indotto. E questo anche grazie alle istituzioni, ai sindacati, alla collaborazione che abbiamo avuto da tutti i soggetti spezzini. Il nostro è stato solamente un piccolo gesto di riconoscenza".

Prima di accendere le luci sulla sala in cui convivono polene che aprivano le acque a vascelli che si fronteggiano nella battaglia di Lissa del 1866, Vatteroni ha ricordato commosso l'architetto Gianfranco Ricco, assente per motivi di salute, per la grande passione che ha dimostrato nel voler portare a termine la Sala delle polene.
"Per trent'anni ho sentito parlare di questo intervento - ha aggiunto - grazie a persone come lui e come Perotti oggi possiamo ammirare questa meraviglia. Ricordo quando arrivai la prima volta: le polene erano sdraiate sui materassi, avvolte in teli, come marinai feriti che attendevano di essere curati. Era una scena da campo di battaglia. Oggi possiamo dire di avercela fatta, anche se è stata un'impresa".

Tre i concetti sottolineati infine dall'ammiraglio Giorgio Lazio, comandante del Dipartimento militare marittimo Nord: "Pubblico, privato e due ministeri hanno fatto squadra in maniera efficace. E questo è quello che può dare davvero una spinta al Paese. Inoltre, per il mio incarico precedente a Londra, conosco bene il Museo di Greenwich, tra i più belli al mondo per la storia navale. Beh, non ha una sala come questa, incomparabile, unica al mondo. E infine dico che dobbiamo rendere il museo ancora più attraente, questo è un elemento chiave del rapporto tra la Marina e la città". Un riferimento, ovviamente, alla capacità di attrazione turistica che il Museo può esercitare a favore del tessuto economico locale.

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