Avvistato un Pirata in mezzo al Golfo
La Spezia. Sarà come fare un salto indietro nel tempo, dai saraceni in poi, quando le nostre coste erano oggetto di scorrerie furibonde, tra colpi di spada e polvere da sparo. Ma con i piedi ben saldi per terra, anzi, a mollo nelle acque tra Palmaria e Portovenere.
“La Vera Storia del Pirata Bacicio” è un’epopea tra storia e leggenda, plebe e nobiltà. La tradizione locale che si sposa con il senso dell’avventura internazionale, come tutti i pirati ci hanno insegnato, da Morgan a Sandokan, passando anche dai deliri proto tecnologici alla Capitano Nemo.
E, perchè no, dalle riflessioni spazial esistenziali di Capitan Harlock, in moto perenne e costante sulla sua Arcadia in cerca di verità.
Perché a volte la letteratura sembra che parta molto in basso, contaminandosi con il suolo ed il sottosuolo, ma subito dopo si libra e si eleva. In fondo, la sua vera forza è questa.
Lunedì 9, al Civico potremo vivere un altro pezzo di queste storie, solo ambientato qui da noi.
Sul palco, un esamble polimorfo e mulifunzionale, che mischia linguaggi e tecniche. Espressione autentica del territorio e della sua capacità di guardare oltre. Talenti improvvisi e coltivati ed antichi professionisti.
"Il mare cela antichi tesori; talvolta li svela, altre volte ne accoglie di nuovi, ma il vero tesoro è proprio lui stesso; questa è la scoperta di uno strampalato scrittore/biografo dei nostri giorni che insegue le tracce del marinaio spezzino Giovan Battista Cavicioli in arte (piratesca) Bacicio Do Tin.
Bacicio fu uno dei più temuti pirati del Tirreno, comandante del veloce Lampo, corsaro di Napoleone e infine pirata in proprio sulle coste del Mediterraneo. La sua vita era stare in mare, e pur di navigare fu disposto a depredare ed uccidere, perchè sulla terraferma non era altro che una caricatura di se stesso.
Il romanzo di Cavanna è poesia, atto d'amore verso il mare camuffato da racconto d'avventura; è un atto d'amore verso la Liguria che gli ha dato i natali e il Golfo della Spezia che lo ha adottato; è storia fedelissima, anche se le vicende narrate, come lui stesso dice, sono "balle", più vere della verità.
L'idea della messinscena è quella di far interagire il Giastèma, che teneva i diari di bordo, con un improbabile personaggio storico in scena, "Malaballa" e con il punto di vista del moderno ricercatore, che è reso attraverso un video realizzato sui mari delle nostre coste e i moderni luoghi descritti nel racconto: Porto-venere, Lerici, le Rocche, Panigaglia, le strade spezzine, le gloriose biblioteche, Riccò del Golfo..." (dalla presentazione del Teatro Civico della Spezia)
Lunedì 9 febbraio, ore 21 Teatro Civico