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Attesa finita, la Mazzini riapre le sue porte | Foto

Dopo anni di chiusura la più antica biblioteca cittadina è pronta a ricevere studenti, ricercatori ed appassionati: da lunedì si riparte. Tutte le immagini che suggellano la conclusione dei lavori.

taglio del nastro
Attesa finita, la Mazzini riapre le sue porte

La Spezia - Quando un presidio culturale torna a disposizione della comunità la festa non è nè banale nè superflua. E nel caso della riapertura della Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini", visto quanto tempo è passato dalla chiusura, il traguardo è ancor più agognato. Si sono finalmente conclusi i lavori che hanno interessato in questi anni la storica sede della prima biblioteca nata in città. Palazzo Crozza ha nuovamente schiuso le sue porte seppur per la cerimonia prima di tornare a disposizione degli studenti, dei ricercatori, dei curiosi a partire dalla giornata di lunedì. Al taglio del nastro erano presenti il Sindaco Pierluigi Peracchini; l’Assessore ai Lavori Pubblici Luca Piaggi; il direttore dei Musei e dei Servizi Culturali Marzia Ratti; il funzionario responsabile del settore Biblioteche Roberta Correggi; l’ingegnere Claudio Canneti, direttore del Dipartimento Servizi Tecnici e Opere Pubbliche.

Così il sindaco Peraccini che ha ricordato la bellezza neoclassica del palazzo di Corso Cavour e ha ringraziato i due "Ubaldi", direttori fondamentali in epoche diverse: "Il primo fu Ubaldo Mazzini, a cui la biblioteca venne intitolata, e il secondo fu Ubaldo Formentini. Due grandi uomini, studiosi, intellettuali e letterati, sotto la cui direzione la biblioteca può vantare di donazioni e lasciti importanti che ancora oggi impreziosiscono il suo catalogo. É grazie a loro se la Mazzini ha un importante patrimonio umanistico e se é diventata il punto nevralgico di tutto il nostro sistema bibliotecario con la conservazione di materiale di pregio e di importanti documenti cittadini. Ritroviamo gli affreschi, le suggestioni, ma è la biblioteca stessa la vera bellezza, specialmente in un momento storico che ci vuole sempre più iperconnessi e multitasking, che ci illude di poter essere contemporaneamente concentrati su più fronti e ugualmente se non maggiormente efficienti su tutto. Stiamo pericolosamente perdendo la capacità più caratteristica dell’umano e che a lui solo è propria in tutto il creato: il pensare di stare pensando, il riflettere di sé su di sé. L’esercizio di un pensiero lungo, la quiete di una riflessione che vada al di là dell’istante, la solitudine silenziosa mentre si sfogliano capolavori che hanno fondato la nostra cultura, penso alla Metafisica di Avicenna o all’Ariosto le cui edizioni pregiate si trovano qui alla Mazzini, sono tutti spiragli di bellezza che la biblioteca restituisce alla nostra vita. Una biblioteca allora è un luogo che io credo già sia bello di per sé, perché è occasione di fermarsi e ritrovarsi, e come diceva Umberto Eco, “scoprire libri di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza. Oggi non riscopriamo inaugurandola solo una biblioteca, ma un luogo dell’anima della città dove la bellezza architettonica ritrovata riflette la bellezza dei suoi cataloghi. Auguro a tutti i ragazzi che trascorreranno ore e ore nella più profonda concentrazione in questa biblioteca di godere quanto più possibile dei suoi tesori nascosti, perché i libri sono patrimonio dell’umanità intera e ci sono perché devono essere letti, studiati, riflettuti. In conclusione ringrazio tutto il settore dei lavori pubblici, l’Assessore Piaggi, l’ingegnere Canneti, e tutto il settore dei servizi culturali e del sistema bibliotecario, la dirigente Marzia Ratti e la dott.ssa Correggi". Così Luca Piaggi, assessore che ha seguito da vicino tutte le fasi della lunga opera di risistemazione: "Qui dentro c’è tanta storia cittadina, un viaggio incredibile. Lavori che hanno rispettato i vincoli architettonici, un recupero del passato ma assolutamente proiettato verso il futuro. Un esempio bellissimo su come in futuro e l’antico si possono compenetrare. Buona lettura a tutti quelli che verranno".

Giornali d'epoca, archivio storico ma anche wi-fi. I lavori, terminati nei giorni scorsi, seguono e completano quelli già realizzati alcuni anni fa che hanno riguardato il restauro della facciata ed il rifacimento del tetto. Le opere eseguite in quest’ultima occasione hanno consentito l'adeguamento dell’edificio alle normative sulla sicurezza e sull'abbattimento delle barriere architettoniche. Gli studenti, gli studiosi, e tutti coloro che sono interessati alle materie umanistiche e in particolare alla storia del nostro territorio, e con essi tutti i cittadini spezzini, ritroveranno dunque un punto di riferimento culturale importante che in questi anni era loro mancato, reso più accessibile e più sicuro.
Si potranno nuovamente consultare, ad esempio, i quotidiani e i periodici storici, locali e non, i documenti dell'Archivio Storico Comunale, oltre al prestigioso Fondo antico della Mazzini.
Sarà inoltre di nuovo disponibile in centro città uno spazio di studio ammodernato, dotato di connessione wi-fi, per i tanti utenti che ne hanno necessità.

"La più antica biblioteca della città fu voluta nel 1842 grazie al volere della nascente borghesia del tempo: era privata ed è diventata pubblica nel 1898 - ha aggiunto Marzia Ratti, rivedendo tutta la storia del palazzo -. Al tempo la Cassa di Risparmio della SpeZia era proprietario di questo palazzo Crozza e la vecchia biblioteca civica che sorgeva all’interno del teatro Civico fu spostata qui. Qui si respira la storia delle più antiche istituzioni spezzine, dal 400 in poi. La storia della città sotto l’anciene regime, i poteri, l’urbanistica, l’archivio storico comunale. Un mondo ancora da scoprire, qui troviamo i migliori intellettuali della Lunigiana storica".

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