Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Settembre - ore 21.55

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Antifascismo cattolico, uno studio di Nicola Carozza

Sulla figura di Celestino Carozzo.

Antifascismo cattolico, uno studio di Nicola Carozza

La Spezia - Nei documenti e nella corrispondenza degli intellettuali antifascisti a Parigi, fuoriusciti dall’Italia in opposizione al regime, tra i quali don Luigi Sturzo (che poi si sposterà a New York), Francesco Luigi Ferrari, Gaetano Salvemini, Francesco Nitti e Carlo Sforza, troviamo il nome di uno spezzino: Ettore Carozzo. Lo studioso Nicola Carozza, docente dell’Istituto superiore di Scienze religiose ligure, ha ricostruito in maniera inedita da fonti archivistiche l’impegno intellettuale e politico di Carozzo su un articolo apparso nei giorni scorsi sulla rivista “Storia e Politica” dell’Università di Palermo. Si restituisce così al dimenticato editore spezzino il posto che gli spetta nella storia dell’antifascismo e del movimento cattolico italiano. Ettore Celestino Carozzo era nato alla Spezia il 23 novembre 1892. Dopo aver frequentato la facoltà di Ingegneria a Pisa, si laureò in ingegneria meccanica al Regio Politecnico di Torino. Combattè nella Grande guerra come ufficiale dell’esercito, rimanendo mutilato nel braccio e nell’occhio destro. Tornato alla Spezia, fu come consigliere comunale di “parte” cattolica e nel 1919 rispose all’appello lanciato da Sturzo “A tutti gli uomini liberi e forti”, aderendo al Partito popolare italiano. Insegnò matematica all’istituto tecnico, allora fucina di tecnici e di periti che andavano ad occupare posti in Arsenale militare o nelle fabbriche della città, manifestando tra i banchi le sue idee democratiche e antifasciste. Nel 1923 fu costretto però ad emigrare a Parigi, unendosi agli ex popolari. Era convinto che non ci sarebbe stato un ritorno alla democrazia in Italia senza una vasta e penetrante azione culturale. Così, nonostante il controllo serrato della polizia politica, con la tipografia Librairie Moderne e la casa editrice Société des Éditions Contemporaines si impegnò come editore, intuendo l’importanza della stampa e la necessità di divulgare idee per formare i giovani. Stampò e distribuì tra gli altri i testi di importanti antifascisti, da Nitti a Sforza, da Salvemini a Tarchiani, da Luigi Sturzo ad Arturo Labriola, aiutando esuli come Lionello Cianca, Alberto Giannini, Alceste De Ambris. Antifascisti e partigiani lo ricorderanno tornato alla Spezia nel dopoguerra a godere della ritrovata libertà democratica ma pochi lo collegheranno agli intellettuali italiani in Francia. Morì alla Spezia nel 1951 a soli cinquantanove anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News