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Ultimo aggiornamento: 21/09/2020 13:25:25 Sezioni 0 di 0

Affitti buttati e materiali di studio rimasti nelle case universitarie, chi pensa agli studenti?

Su Change.org una petizione per chiedere a sospensione degli affitti nei riguardi di tutti coloro che sono dovuti rientrare in fretta nelle loro città. E c'è chi vorrebbe recuperare libri, appunti e materiali ma si scontra col dpcm.

l'impossibilità di varcare il confine

La Spezia - Avevano lasciato le loro città universitarie per tornare in famiglia prima che fosse troppo tardi, prima cioè che il lockdown fosse imposto per legge e scattasse la quarantena per tutti i coloro i quali avevano deciso di ritornare a casa, evitando di dover trascorrere settimane in completa solitudine. Ma ora per gli studenti fuori sede sparsi nelle tante città universitarie si pongono diversi problemi: innanzitutto quello degli affitti perché pagare canoni di locazione mensili senza utilizzare le abitazioni è un altro macigno da sopportare sulle schiene delle famiglie che già devono trovare il modo di sopravvivere magari senza cassa integrazione o aiuti da decreto. Da qui su Change.org è partita una petizione, che ha superato le 81mila firme, per la sospensione dei canoni di locazione nei riguardi di tutti gli studenti universitari che sono dovuti rientrare nelle loro città e che - per impossibilità sopravvenuta - a causa del grave stato di emergenza Covid-19, non potranno ritornare nei propri appartamenti in affitto fino a nuovo ordine”. Si legge ancora nel testo: "In questa situazione drammatica risulta indispensabile la sospensione dei canoni di locazione a favore degli studenti, per tutta la durata dell’emergenza, sperando che presto la situazione possa tornare alla normalità e che gli studenti possano tornare alle loro università e ad abitare gli appartamenti lasciati vuoti. Questi studenti si stanno mobilitando per chiedere ausili economici al governo ed il contributo di tutti noi può essere vincente".

Ma c'è anche chi si pone un problema meramente didattico, comunque importante. Un genitore ci scrive a tal proposito, facendosi portavoce di un problema che, evidentemente accomuna tante famiglie spezzine: "Sono genitore di una studentessa universitaria e vorrei chiedervi di farvi portavoce di un problema che accomuna tanti studenti fuori sede:
quando c'è stata la chiusura molti di loro erano già rientrati nella casa di residenza, lasciando materiali, appunti e libri nelle abitazioni universitarie. Gli esami inizieranno i primi di giugno e tutti attendevano il decreto del 4 maggio per poter ritornare a recuperare quanto necessario per poterli sostenere". Questo il problema, peraltro di non facile soluzione visto che al momento le motivazioni di studio, a differenza di quelle lavorative, non sono sufficienti a varcare il confine regionale, così questi studenti sarebbero costretti a rischiare la denuncia per recuperare le proprie cose. Genitori che hanno scritto alle istituzioni sia locali che nazionali e ovviamente al Miur e all'università non ricevendo però le adeguate risposte. La speranza è che qualcuno legga e colga il senso di un problema che accomuna centinaia di ragazzi e ragazze.

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