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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Marzo - ore 12.04

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A Pietrasanta con Fabrizio Mismas e Franco Pagliarulo

di Valerio P. Cremolini

A Pietrasanta con Fabrizio Mismas e Franco Pagliarulo

La Spezia - In molti, compresa una graditissima rappresentanza spezzina con il pittore Enrico Imberciadori, il fotografo Piero Biggi, le pittrici Rosa Maria Santarelli, Gloria Giuliano e le allieve del suo “Ensemble” (Alessandra Agostini, Marina Biggi, Rozalia Georgea, Caterina Pasini, Lina Rotondi, Nadia Sergi) hanno trascorso un gran bel pomeriggio nello storico C.R.O. (Circolo Ricreativo Operaio) di Pietrasanta, dove, affermando l’importanza fondamentale del disegno, lo scultore Fabrizio Mismas e il pittore Franco Pagliarulo hanno interpretato dal vero la grazia e la bellezza della modella Emily Kolber. Questa volta in abiti scelti che hanno idealmente richiamato il tempo della classicità greca, la sontuosità del Rinascimento, l’eleganza del Liberty e il disinvolto abbigliamento dell’età contemporanea. Già nel settembre scorso l’analoga performance di Mismas condivisa da Silvio Benedetto e da Emily nella sede del Circolo Culturale “A.Del Santo” aveva rappresentato un originale momento di valorizzazione del disegno e un attestato, sempre che ce ne fosse bisogno, del loro superbo bagaglio tecnico, manifestato nella decina di persuasivi lavori eseguiti con invidiabile speditezza.
Al C.R.O., grazie anche all’apporto nella regia dell’esperta Vera Giagoni, si è andati oltre e non esagero nel raffigurare quello spazio ricreativo, per l’intera durata dell’evento artistico, alla stregua di un esteso palcoscenico sul quale hanno transitato vari attori. Avanti a tutti, ovviamente, i due pittori e la modella, affiancati dai contributi altamente professionali della pianista Patrizia Pieraccini, della violinista Maria Cristina Olivieri e di Valeriano Pellegrini, lettore di straordinarie pagine poetiche di Omero, Francesco Petrarca, Saffo, Guido Gozzano, Alda Merini e Wislava Szymborska. L’eterogenea equipe ha alimentato la percezione di un incanto che ha trattenuto tutti i presenti a godere, attimo per attimo, l’amabile incrocio di creatività che gravitava attorno alla gestualità di Mismas e di Pagliarulo, intenti a fissare su tele e fogli bianchi le diverse posizioni assunte da Emily con i conseguenti mutamenti dell’espressività del suo viso.
Nei volti di Mismas e Pagliarulo, artisti di larga reputazione, trapelava l’umanissima tensione di chi si sente messo alla prova dinanzi agli innumerevoli sguardi che non si sono concessi alcuna distrazione. Ciò dimostra la serietà di chi avverte l’importanza di ogni esperienza, considerata di grande utilità per il proprio miglioramento. Ritengo di avvicinare le loro prestazioni ad altrettanti silenziosi “assoli”, accolti dai meritati e sinceri applausi dei presenti. Anch’io mi sono unito ogni volta a quel corale consenso, da cui trasparivano anche sentimenti di affetto.
Le opere, allineate l’una all’altra, in permanenza sino a fine settimana, soddisfacendo la bellezza del disegno, come suggeriva il titolo dell’incontro, hanno rivelato con l’equilibrio formale che le accomuna, l’autonomia operativa di ciascun artista. Mismas, con pennino, inchiostro e acquarello, ha interpretato Emily, non poco emozionata, nelle quattro posture, con la consueta, purissima stilizzazione offrendo la sensazione della completezza e della vitalità del disegno, attributo che ne denota l’esito qualitativo. Senza alcuna disattenzione ho seguito Pagliarulo, conosciuto da pochissimo, e sono stato hanno attratto dalle ritmiche movenze della sua spigliata mano nel trattare il carboncino, da cui è scaturito il volto con dettagli del corpo di Emily. Sono convinto che sia un pittore di alto profilo.
Pecco, forse, di autoreferenzialità, nel riferire che ai presenti non è passato inosservato il mio intervento con il quale ho introdotto la bella e colta manifestazione. Nel mio argomentare ho sottolineato la felice compresenza di più espressività artistiche, dando rilievo alla felicissima stagione della rivista “L’Eroica”, che, nel nome della poesia, ha dato continuativo rilievo all’integrazione tra le arti, tanto propugnata dal fondatore Ettore Cozzani. Il riferimento, che ha evocato una significativa pagina di rilevanza culturale nazionale ed internazionale, mi è parso opportuno.
Il poco tempo non mi ha permesso di affrontare il tema della presenza femminile nell’arte. Avrei iniziato con il seguente pensiero di Charles Baudelaire, per il quale la donna “è una luce, uno sguardo, un invito alla felicità, ma soprattutto un’armonia generale, non solo nel gesto e nel movimento delle membra, ma anche nei veli, negli ampi abiti in cui si avvolge, come gli attributi e il fondamento della sua divinità”.
Concludo, riprendendo l’iniziale considerazione sul bel pomeriggio trascorso al C.R.O. A Giovanni Panconi, direttore del circolo, il gran merito di aver ospitato un momento culturale, davvero, apprezzato e da non dimenticare. Una specie di vero e proprio “atto secondo”.

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Franco Pagliarulo
Fabrizio Mismas


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