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“Volti dal fondo. Venti voci di donne dall’Archivio Storico Oto Melara”

presentato il terzo volume
“Volti dal fondo. Venti voci di donne dall’Archivio Storico Oto Melara”

La Spezia - L’auditorium della Biblioteca Beghi ha ospitato la presentazione del terzo volume dei Quaderni dell’Associazione Museo della Melara, collana editoriale rivolta alla valorizzazione della cultura d’impresa. Il libro, curato da Alessandra Vesco ed Alessandro Cecchinelli, porta il titolo Volti dal fondo. 20 voci di donne dall’Archivio Storico OTO Melara e affonda la genesi su alcuni dati reali ricavati dai Fascicoli individuali della serie archivistica del Personale conservata presso l’Archivio Storico OTO Melara, riguardanti 20 donne che hanno lavorato in azienda durante la Seconda guerra mondiale. Le informazioni reali, ricavate dai documenti, sono lo spunto per la costruzione di narrazioni che presentano uno spaccato verosimile della condizione femminile nell’Italia degli anni Quaranta, un modo di rievocare memorie apparentemente vicine nel tempo, ma che ancora colpiscono per la eccezionalità del loro contributo.

L’Archivio Storico OTO Melara, preziosa fonte per la storia industriale e sociale spezzina, è infatti ricco delle molte storie degli uomini e delle donne che hanno lavorato nello stabilimento in più di un secolo di attività; in particolare le donne che sostituirono gli uomini richiamati sotto le armi, vivendo da protagoniste in un paese che spesso continuava a considerarle con pregiudizio. La pubblicazione si apre con i saluti istituzionali dell’Ing. Gianpiero Lorandi, Presidente dell’Associazione Museo della Melara e della Dott.ssa Raffaella Luglini, Direttore Generale della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, che coordina il sistema Museale archivistico integrato di cui fa parte anche l’Associazione Museo della Melara”. La sezione dei saluti si conclude con Franca Guidotti, presidente EWMD, dell’Associazione Europea per la Formazione Manageriale Femminile della Spezia (European Women’s Management Development). "La storia raccontata nel volume, delle donne che lavorano per la prima volta in Oto in sostituzione dei mariti, fratelli, padri impegnati nella Seconda Guerra Mondiale, rappresenta la storia della città e di un Paese: avere avuto la forza di chiamare e assumere le donne a ricoprire certi ruoli in un’epoca in cui la questione femminile non era neppure affrontata, è stata di per sé una conquista e un cambiamento sociale importante. Ancora oggi parliamo di pari opportunità, delle condizioni femminili nel mondo del lavoro, di questioni che dovrebbero essere superate e che invece sono ancora sul banco della politica, ma ottant’anni fa, mentre tutto ciò doveva ancora essere pensato, in Oto Melara si stava compiendo una rivoluzione sociale a cui doverosamente dobbiamo pensare. L’augurio è che quest’opera abbia molta fortuna soprattutto fra le nuove generazioni perché ora siamo chiamati ad affrontare un periodo dettato dall’emergenza Covid e ma presto dovremo traguardare un’emergenza economica e sociale senza precedenti, forse peggiore del dopoguerra, ed è bene che certi capisaldi del lavoro non vadano dispersi” - ha detto a margine della presentazione, il sindaco Peracchini.

Nel libro è presente un’introduzione con un saggio sul complesso rapporto tra donne e mondo del lavoro nel corso del tempo, che offre l’occasione di ripercorrere un tema ancora di stretta attualità; mentre la sezione principale è quella delle Voci, con i 20 racconti in cui si immagina che ogni donna prenda la parola in prima persona per narrare un po’ della propria vita e della propria storia. Il volume è arricchito da un contributo multimediale associato a QR Code, dove, ad ogni voce, si rimanda ad un documento sonoro con la lettura della storia della lavoratrice di ieri da parte di una lavoratrice di oggi; un ideale passaggio di testimone tra passato e presente, un esercizio di memoria ed un’occasione di empatia con chi ci ha preceduto. Negli approfondimenti conclusivi, infine, la Fondazione Ansaldo di Genova, importante archivio di concentrazione del mondo industriale, offre un suo contributo su come i fondi documentari in esso conservati raccontino le donne in generale e alcune donne in particolare, le cui vite e le cui storie continuano ad essere per noi, oggi, interessanti ed emblematiche.

L’Associazione Museo della Melara è un’istituzione senza scopo di lucro che dal 2001 persegue esclusivamente finalità culturali e sociali nel campo della promozione e valorizzazione della memoria storica della ex OTO Melara (ora Leonardo Divisione Elettronica Business Unit Sistemi di Difesa). Le sue attività riguardano principalmente il recupero, la tutela e la conservazione del patrimonio storico-culturale aziendale rappresentato dai fondi archivistici e dai prodotti di archeologia industriale delle sedi Leonardo di La Spezia e Brescia. Promuove attività di studio, ricerca, formazione e divulgazione nelle aree tematiche della business history, della storia della difesa, della storia sociale e della cultura d'impresa. Tutte le aree di attività prendono avvio dall'obiettivo di valorizzare, in una prospettiva non solo storica, nuclei di patrimonio documentario conservati presso l'Archivio Storico, gestito e coordinato dall’Associazione. Nella prospettiva di valorizzazione della cultura aziendale, l’Associazione Museo della Melara si prefigge di diffondere lo studio e la ricerca sui temi della storia e della cultura dell’impresa; recuperare il patrimonio storico-culturale riguardante documenti, pubblicazioni, manufatti, macchinari ed utensili industriali, archivi, immobili e quant’altro possa essere considerato testimonianza dell’evoluzione tecnologico-organizzativa, della cultura dell’impresa e delle sue relazioni con il territorio circostante e con la società; promuovere lo sviluppo dei rapporti con il territorio attraverso l’organizzazione di eventi accademici, culturali e celebrativi volti a tracciare il contributo dell’azienda nell’evoluzione dell’industria ad alto contenuto tecnologico.

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