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Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 Ottobre - ore 11.06

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"Tra buonisimo e cinismo siamo tutti chiamati ad essere pronti per salpare"

Civico pieno per il terzo big dell'Estate Spezzina Edoardo Bennato. Con un repertorio di oltre quartant'anni il blues man napoletano fa scatenare gli spezzini.

storie e virtuosismi musicali sul palco
"Tra buonisimo e cinismo siamo tutti chiamati ad essere pronti per salpare"

La Spezia - "Pronti a salpare non è per quei poveri disperati che vanno in mare, è un monito per tutti quanti noi. La gente vuole soltanto il benessere. C'è una parte della nostra comunità che si definisce e si considera sensibile, consapevole e responsabile. La frase 'Pronti a salpare' è rivolta a loro. Da una parte c'è il buonismo inconcludente e dall'altro il cinismo. Dovremmo renderci conto che volenti o nolenti il nostro benessere futuro non potrà prescindere dalla soluzione dei problemi del Terzo mondo. In un modo o nell'altro dovremo risolvere questi problemi. Non la gente comune, questa frase è rivolta a quelle persone che, in teoria, possono fare qualcosa e a chi governa. Insomma tutti quanti, volenti o nolenti, dobbiamo essere pronti a salpare".

E poi "Nel mio paese, nessuno è straniero", la scritta che ha campeggiato alle spalle di Edoardo Bennato in un Civico gremito da almeno 800 presenze. Questa introduzione faceva riferimento a "Pronti a salpare", uno degli ultimi lavori del blues man napoletano durante il concerto di ieri sera, trasferito al chiuso per la minaccia di maltempo.
Edoardo Bennato terzo "big" in pochi giorni per l'Estate spezzina ha trascinato il pubblico spezzino, limitato nei movimenti per il cambio location, che comunque non si è trattenuto in applausi a scena aperta e cori. Il rocker napoletano ha proposto un repertorio ricchissimo cogliendo in tutto e per tutto i piaceri del pubblico. Ad aprire la scaletta alcuni grandi classici a partire dall'amore smisurato che Bennato ha per il rock'n'roll che ha definito come un'unica certezza in un mare di dubbi. "Il gatto e la volpe", "Sono solo canzonette", "L'isola che non c'è", "Quando sarai grande" hanno scaldato bene il pubblico. Soprattutto nel caso dell'Isola che non c'è è partito un monito da uno spettatore, rivolto al resto del pubblico, che ha detto: "Andiamo a tempo!"

Forte il legame con l'autore di Pinocchio Carlo Collodi, sul quale il blues man si interroga da tutta la vita, che nell'ultimo anno Bennato ha ripreso scrivendo le canzoni dedicate a Lucignolo e Geppetto che vanno a completare il viaggio cominciato nel '77 con "Burattino senza fili", di cui ha riproposto, oltre a "Il gatto e la volpe", "È stata tua la colpa ", "Mangiafuoco", "La fata" , "In prigione, in prigione". Ed è proprio con "La fata" che le immagini hanno raccontato la storia di tante donne di questo tempo: alle quali sono stati negati i diritti, sono sparite nel nulla, e in alcuni casi è stata tolta loro la vita: Yara Gambirasio, Lucia Annibali, Elisa Claps, Emanuela Orlandi, le scarpe rosse delle vittime di violenza.

E la scaletta del concerto è piena di ricordi e di impegno, uno su tutti il mix d'amore e ironia per Bagnoli, sua città natale, e per Napoli con "Napoli 55 'a musica", tre strofe blues che hanno lasciato spazio ai virtuosismi delle chitarre sul palco con una brillante citazione di "The Wall", "Sotto Viale Augusto che ce sta", "Vendo Bagnoli" e "È Asciuto Pazzo 'O Padrone". E il gran finale, dopo altri grandi classici come "Il rock di Capitano uncino" e "Rinnegato" con un altro excursus di "Pronti a Salpare" dedicato a Enzo Tortora e Mia Martini ("La calunnia è un venticello") e il bis, è stato affidato a "Nisida" un reggae che, nel descrivere la celebre isola situata nel golfo di Napoli dove sorge anche un carcere minorile, incoraggiandone una vacanza come fosse un'isola esotica. Il sottotesto però cela una critica all'inquinamento e anche dell'Italsider. Ma nelle parole di Bennato non è mancato il rispetto profondo per chi ha lottato e portato alto il nome del Paese con "Italiani" accompagnata da uno scroscio di applausi quando sullo schermo sono passate le figure di Falcone, Borsellino e Peppino Impastato.



Il pubblico al concerto di Edoardo Bennato
Il pubblico al concerto di Edoardo Bennato
Edoardo Bennato in concerto


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