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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 18.17

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"Polvere racconta la nostra Shoah quotidiana"

di Paolo Marcesini

La mostra di Sergiampietri
"Polvere racconta la nostra Shoah quotidiana"

La Spezia - La Giornata della Memoria ho deciso di celebrarla consigliandovi il lavoro e la “visione” di un artista vero, Danilo Sergiampietri a cui, chi vi sta scrivendo questa piccola storia, è legato da una lunga amicizia e da innumerevoli complicità culturali. E così, se siete a La Spezia vi invito all’inaugurazione di "Polvere", la sua ultima mostra.

Vedrete dei volti. Sono 20 ritratti in polvere di ferro, fragili, destinati alla distruzione, all’oblio. Dei mandala della memoria realizzati su piastrelle grezze di marmo di Carrara, materiale di scarto di segheria.

I ritratti sono di uomini, donne, bambini. Vengono da molto lontano. E ci ricordano una storia. Una terribile storia. Il 16 e 17 luglio 1942 più di 13.000 ebrei parigini vennero arrestati e in parte trasferiti nell’edificio che ospitava il velodromo d’inverno di Boulevard de Grenelle, a due passi dalla Tour Eiffel. Qui, più di 8.000 persone vennero tenute in condizioni disumane prima di essere trasferite nei campi di transito della periferia e quindi deportate in treno e mandate a morte ad Auschwitz. La maggior parte di loro morì nelle camere a gas. Una ferita ancora aperta in Francia perché la “Retata del velodromo d’inverno” (Rafle du Vélodrom d’Hiver) venne decisa, progettata ed eseguita da francesi; non fu necessario un solo soldato tedesco per compiere questo crimine così odioso. Come ricorda una targa collocata sul luogo dove sorgeva il velodromo, poi demolito, furono internati 4.115 bambini, 2.916 donne e 1.129 uomini.

I volti di Polvere di Sergiampietri sono i loro ritratti. Storie che oggi tornano a trovarci. C’è una bella frase di David Grossman che sembra descriverli:

“Ma sono così pieni di vita!
Vi balenano sorrisi, stupore, mestizia,
come se quei visi agognanti, disperati,
volessero provare un’ultima volta tutte le espressioni,
e assaporare il gusto forte delle emozioni
di cui sono stati privati”.

Guardateli bene. Sono sguardi ancora inconsapevoli del destino che li sta per travolgere, sguardi che sanno di casa, lavoro, scuola, vestiti buoni per le feste, cose da fare, progetti.
Mi colpiscono molto. Soprattutto oggi. La memoria non è solo dovere del ricordo. La memoria è un impegno che ci prendiamo tutti i giorni per avere cura del nostro presente. Quei volti potrebbero essere quelli dei migranti in mare che vediamo tutti i giorni, di tutti gli uomini e donne discriminate per la loro razza e provenienza, di vite uccise in nome di Dio, di minoranze calpestate nella dignità a causa del loro genere, delle loro malattie persino delle loro colpe, di occhi grandi che chiedono solo qualcosa da mangiare e un po’ di acqua da bere per non morire. Quei ritratti ci ricordano che oggi più che mai la memoria è sinonimo di rispetto.

Nella sala che ospita la mostra verrà trasmesso anche “21 Shots”, un filmato ideato sempre da Sergiampietri dove si vede un cacciatore che spara ad una sagoma di metallo. Il risultato dei colpi lo vedrete alla fine del video. La citazione contenuta nel titolo è un omaggio ad American Skin (41 Shots), una canzone di Bruce Springsteen dedicata alla morte di Amadou Diallo, ucciso da 41 colpi di arma da fuoco, di cui 19 andati a segno, sparati dalla polizia di New York nel 1999. Diallo non aveva fatto nulla, era solo un ragazzo, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato con il colore della pelle sbagliato. L’ispirazione del video arriva da un terribile fatto di cronaca dell’estate scorsa a Roma quando, lo ricorderete, un uomo affacciato al balcone di casa sua sparò dei pallini di gomma ad una bambina che passeggiava per strada in braccio alla madre. La bambina aveva come una unica colpa quella di essere rom. L’uomo tutto sommato non pensava di aver fatto nulla di male, in fondo erano solo dei rom.

"Polvere" racconta la nostra Shoah quotidiana.
Ci vediamo lì. Se volete.

La mostra verrà inaugurata alle 17 di oggi, domenica 27 gennaio, ed è organizzata dal Club Tre Emme della Spezia in collaborazione con il Circolo Ufficiali “Vittorio Veneto” della Spezia (Viale Italia, 2) che ha messo a disposizione del Club e dei visitatori la Sala Azzurra. La tematica della Shoah sarà introdotta dalla studiosa della cultura ebraica Vanda Basile. Interverrà la Dr.ssa Marzia Ratti, Direttrice dei Servizi Culturali del Comune di La Spezia. Sergiampietri, nato nel 1964 a Castelnuovo Magra, diplomato al liceo artistico di Carrara, dopo aver lavorato per alcuni anni nel campo del restauro, nel 1989 si è laureato in Architettura all’Università di Genova. Attualmente vive e lavora alla Spezia, dove si occupa di architettura e di arte sviluppando da anniuna ricerca personale che si muove lungo la sottile e instabile linea di confine tra le due discipline. Da domani e sino al 3 febbraio potete visitare “Polvere” tutti i giorni, dalle 11, alle 19.

PAOLO MARCESINI

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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