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"Non vorrei rinunciare all'Estate spezzina. Festival del Jazz? Se lo faremo, sarà ridotto"

Un occhio preoccupato alla stagione più bella, non solo per chi vorrebbe godersela ma anche per le imprese che campano con il turismo e la ricettività: "Bar e ristoranti? Più spazi esterni ma prima certezza della ripartenze e regole sopportabili".

i tanti dubbi di una città

La Spezia - La Fase 2, l'estate che arriva e l'incertezza che monta sempre di più. Così facendo diventa anche difficile immaginarsi come trascorreremo i mesi più caldi e più attesi, dopo un inverno che non sarà stato freddo ma certamente piovoso e con la coda pandemica a suggellarlo. Guardare un attimo al di là dei problemi contingenti, che sono tanti e chissà quanti ne emergeranno nei prossimi mesi. Ma bisogna pur vivere e che cosa faremo nell'estate 2020 non è solo interesse di chi non ha mai smesso di lavorare e vorrebbe fare un po' di ferie anche solo per riposarsi. Ma soprattutto per chi in questo periodo dell'anno concentra la maggior parte del fatturato, il tesoretto che serve in inverno. Il ramo turistico è quello più in bilico: si parla di circa dodicimila persone che a vario titolo non saranno coinvolte nella "stagione", il che significa che se oggi i sussidi e le disoccupazioni garantiscono i livelli di sopravvivenza, tra qualche mese il problema sarà come andare avanti. "E' così. L’estate è alle porte - commenta a Città della Spezia, il sindaco Pierluigi Peracchini -, ma dal Governo siamo ancora in attesa del “decreto aprile” e di conoscere tutte le direttive su come vivere l’estate italiana, una stagione che evidentemente ha un’incidenza enorme su tutta l’economia del Paese. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma il tema è complesso e il Governo ha avocato a sé un ruolo decisionale che deve declinare una volta per tutte".

Estate oltrechè con mare e sole fa rima con eventi, generalmente. Che, tuttavia, potrebbero vedersi annullati. Anche eventi storici come il Festival del Jazz che generalmente si tiene a luglio, o l'Estate Spezzina che cavalca un paio di mesi, per non dire del Palio del Golfo in agosto. Ad oggi non c'è nulla di certo, lei pensa che nessuna di queste manifestazioni vedrà la luce?
"Mi auguro di essere messo nelle condizioni di poter organizzare un’estate in sicurezza, con prudenza e responsabilità ma di poterla vivere e di farla vivere alla nostra città. Immagino la possibilità di concerti all’aperto, con sedute che rispettino le distanze, con ingressi contingentati: dovremo ragionare in modo diverso e vivere la città nelle piazze e nei giardini, consapevoli che se non arriva un aiuto economico, i Comuni saranno trascinati in una crisi profonda. Intorno alle manifestazioni estive non si muovono solo musicisti e artisti ma anche professionalità di settore, tecnici, elettricisti e grazie agli eventi si garantisce non solo divertimento ma anche occupazione. Attualmente è tutto in standby, ma non vorrei rinunciare all’estate spezzina".

Quello con la 52esima edizione del festival del Jazz sarà un probabile arrivederci?
"Abbiamo attivato una collaborazione con l’Umbria Jazz e la partita è ancora aperta: due artisti stranieri certamente non potranno esserci ma stiamo ancora parlando della possibilità di mantenerlo alle condizioni che dovrebbero essere indicate dal Governo. Nel caso affermativo, chiaramente sarà un festival in versione ridotta. Per questo ribadisco che tutti abbiamo bisogno di risposte urgenti".

Dalla cultura all'intrattenimento, alla ricettività che tanto ha dato in questi anni alla città. I locali, inteso come bar e ristoranti, avranno una doppia penalizzazione: quella di un calo strutturale di avventori, perché mancheranno i turisti che sono quelli con maggior capacità di spesa, ma soprattutto perchè il contingentamento imporrà distanze. Mettere a loro disposizione il suolo pubblico, rinunciando a spazi e magari a qualche parcheggio è una soluzione che state contemplando, quanto meno per salvare il salvabile?
"Stiamo già individuando misure che vanno in questo senso ma prima dobbiamo avere la certezza della ripartenza e soprattutto regole che economicamente siano sopportabili dalle attività commerciali. In caso contrario, avremo tante attività che non staranno in piedi e questo dobbiamo scongiurarlo".

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