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Ultimo aggiornamento: Venerdì 07 Agosto - ore 20.09

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“Intimate Audrey”, l'icona di eleganza e semplicità vista da vicino

In Fondazione sino al 1° marzo. La presidente Ceroni: "Una figura che attiene all’immaginario collettivo, capace di avvicinare generazioni differenti e di toccare passioni di un pubblico trasversale".

Inaugurazione sabato 7 dicembre
“Intimate Audrey”, l'icona di eleganza e semplicità vista da vicino

La Spezia - Uno sguardo discreto nella vita privata, nei luoghi e tra i familiari di Audrey Hepburn. E' quello che si ha l'impressione di poter rivolgere nei confronti dell'attrice britannica visitando la bellissima mostra allestita nei locali di Via Chiododella Fondazione Carispezia.
L'esposizione-biografia “Intimate Audrey” inaugura domani, sabato 7 dicembre alle 17.30. Una creata dal figlio Sean Hepburn Ferrer per celebrare i 90 anni dalla nascita dell’attrice, icona di stile ed eleganza, considerata una delle figure femminili più leggendarie del cinema di tutti i tempi.
“Questa mostra, come già altri eventi espositivi realizzati dalla Fondazione - afferma la presidente Claudia Ceroni -, affronta temi e figure che attengono all’immaginario collettivo, capaci di avvicinare generazioni differenti e di toccare passioni di un pubblico trasversale. “Intimate Audrey” racconta la vita di Audrey Hepburn, icona di stile ed eleganza, ed è stata pensata dal figlio Sean Hepburn Ferrer in occasione dei 90 anni dalla nascita dell’attrice per restituirne un’immagine inedita – “intima” come suggerisce il titolo della mostra. Non soltanto quindi la diva celebrata in tutto il mondo, ma il suo lato meno conosciuto, di moglie, madre, di donna generosa, impegnata nel sociale, che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita, come ambasciatrice Unicef, ad aiutare i bambini africani. Attraverso questo racconto scopriamo perciò l’umanità di questa persona e chi lei fosse a porte chiuse e riflettori spenti”.
“Grazie per ospitare questa mostra alla Spezia - ha aggiunto Sean Hepburn Ferrer - in occasione dei 90 anni dalla nascita di mia mamma. Questo percorso è iniziato dieci anni fa a Bruxelles, poi è stato replicato in Olanda. L'obiettivo è di farla girare il più possibile per offrire a più persone la possibilità di avere la conferme di chi era questa donna, oltre all'icona che tutti conoscono. Mia madre era dotata di una eleganza interna ed esterna: ha vissuto di fatto tutta la vita in un vestitino di cotone bianco. Il segreto dell'amore che provano tutti per lei è che la consideriamo una di noi, piuttosto che una di loro. L'obbiettivo di questa esposizione è quello di raccogliere fondi, raccontare la sua storia e dare speranza alle persone, così che possano fare qualcosa per il mondo della solidarietà. E' una palla di neve che cresce sempre di più. La speranza che le cose cambino è come un bambino che cresce: a volte sembra tutto fermo, altre l'avanzamento è evidente, quasi uno scatto. E con la tecnologia questo è ancora più possibile. Cosa avrebbe pensato mia madre della tecnologia di oggi e dei social? E' stata la donna più fotografata del XX secolo: ancora oggi trovo immagini di lei che non conoscevo nonostante da anni segua questo progetto. Aveva capito il valore dell'immagine prima di chiunque altro”.

Dopo Bruxelles e Amsterdam, la mostra arriva per la prima volta anche in Italia, alla Spezia, in un allestimento pensato ad hoc per gli spazi espositivi della Fondazione, e offrirà l’occasione di scoprire una versione inedita di Audrey Hepburn, centrata sul lato umano e privato della donna dietro la star.

Tra foto (tra cui molte inedite), ricordi personali, scritti, disegni e oggetti, la mostra è divisa in diverse sezioni che ripercorrono alcuni dei momenti più importanti della vita dell’attrice: l’infanzia a Bruxelles con la famiglia d’origine, i successivi trasferimenti a Londra, negli Stati Uniti, in Italia, il matrimonio in Svizzera con Mel Ferrer e la nascita del figlio Sean, gli amici, fino agli anni in cui si è dedicata con un impegno smisurato alla filantropia, che le è valso l’Oscar umanitario.

La mostra comprende anche spezzoni dei suoi film più famosi e video-interviste dell’attrice.
Il tutto raccontato “dietro le quinte”, attraverso gli occhi del figlio Sean, e puntando l’attenzione su una Audrey Hepburn quotidiana, donna e madre, non solo la stella di Hollywood che tutti conoscono.


Le sezioni della mostra

L’ingresso
La struttura a forma di tunnel che accoglie il visitatore è stata pensata come un luogo di transizione dal mondo esterno al mondo dell’icona, così come la conosciamo, per portarci verso quello che si nasconde dietro lo schermo. Il profumo si mescola alla coinvolgente colonna sonora della sua voce, ripresa in alcuni momenti iconici della sua vita.
L’albero genealogico
Questo capitolo mostra una ricca collezione di fotografie dei suoi antenati olandesi, i suoi genitori – Ella Van Heemstra e Anthony Hepburn Ruston – e sottolinea le sue origini fiamminghe.



Nata e cresciuta in una cultura fiamminga
Fotografie e disegni della sua prima infanzia a Bruxelles e della sua crescita nei Paesi Bassi, popolano questa sezione, insieme alle fotografie dei primi spettacoli e balletti, prima che si spostasse a Londra, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dagli anni innocenti del Belgio, fino alla vita difficile in Olanda durante gli anni della guerra, che la segnarono profondamente nel cuore e rimasero indelebili nei suoi ricordi, forgiando il suo spirito e rendendolo sensibile verso le persone e le questioni del mondo.
Da Londra a New York
In questa sezione si inizia a vedere la giovane ballerina e la futura attrice che sbocciano tra- sformandosi in un’elegante giovane donna. Sono esposte anche alcune delle sue ballerine, divenute ormai un’icona.
La Notte degli Oscar
La notte degli Oscar per Vacanze Romane: l’emozione della premiazione, altri premi vinti nella sua carriera, la celebre Vespa e alcune delle locandine dei suoi film più famosi. Audrey è una delle 15 persone nel corso della storia ad aver guadagnato l’acronimo EGOT (Emmy, Grammy, Oscar e Tony Awards).
Un matrimonio svizzero
Alla fine del 1953 Audrey si trasferisce a Bürgenstock, in Svizzera, dove vivrà per i successivi 10 anni. Lì sposa l’attore, ballerino, scrittore, regista e produttore Melchior Gaston Ferrer nel settembre del 1954. Le foto del matrimonio, il suo abito da sposa, le fedi nuziali, uno scorcio della sua quotidianità a Villa Bethania, e la sua semplicità riempiono questa gioiosa sezione.
Audrey e Mel
Nel corso della loro relazione, durata 17 anni, hanno sempre cercato di non lavorare nello stesso momento in modo da non essere mai troppo lontani l’una dall’altro. La loro vita quotidiana trascorre tra le diverse produzioni cinematografiche, spostandosi da un luogo all’altro. Svariate immagini della coppia illustrano questa sezione molto personale, che rappresenta uno dei periodi più felici della sua vita.
Sean
Nel luglio del 1960 nasce suo figlio Sean. Fotografie della gravidanza, della nascita, del battesimo e dei suoi primi anni a Bürgenstock fino al 1963, illustrano questa sezione.
Gli Amici
Questa importante sezione ci porta a conoscere da vicino i suoi amici attraverso le fotografie e un video memorabile che raccoglie le loro testimonianze.
La Paisible
La Paisible, nella piccola frazione di Tolochenaz, nel cantone di Vaud, in Svizzera, è stata la sua casa per 30 anni (1963-1993). Qui si ritirò dalle produzioni cinematografiche e dalla sua carriera di attrice. Fu anche il luogo in cui si dedicò con slancio alla sua seconda e ultima carriera come ambasciatrice umanitaria per i bambini. Qui si scopre la sua casa, il suo amato giardino fiorito e i ricchi mazzi di fiori, il suo frutteto e le sontuose marmellate fatte in casa, i suoi amici – gli alberi. In questa casa scrisse centinaia di pagine di discorsi come ambasciatrice umanitaria. Alcune di queste pagine sono esposte in originale.
Il Capitolo finale
Gli ultimi 5 anni della sua vita sono quelli che ha descritto come la sua carriera più importante: quella di ambasciatrice dell’Unicef. Le missioni raccontate direttamente dalla sua voce in un video, colorano questa sezione finale, profondamente toccante. Il suo secondo premio Oscar – l’Oscar umanitario Jean Hersholt – che ha ricevuto postumo, chiude questo capitolo.

Scheda tecnica

titolo
“Intimate Audrey”

periodo
8 dicembre 2019 – 1 marzo 2020

sede
Fondazione Carispezia
La Spezia, Via D. Chiodo 36

a cura di
Sean Hepburn Ferrer
Giovanni Cerea, Chiara Dall’Olio, Silvia Papadakis

promossa da
Fondazione Carispezia

inaugurazione
sabato 7 dicembre ore 17.30

orari di apertura
dal lunedì al giovedì 15.30-19.30 | venerdì, sabato e domenica10.30-13.00 e 15.30-19.30
chiuso 25 dicembre 2019

biglietto
ingresso libero

informazioni
Fondazione Carispezia - via Domenico Chiodo 36, La Spezia
tel. 0187 258617 - feis@fondazionecarispezia.it
www.fondazionecarispezia.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

“Intimate Audrey”
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