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"In Italia si sono fatti passi indietro, troppa insofferenza alle regole"

Lia Levi giornalista, scrittrice e premio Exodus 2019: "Però quando si precipita si può ripartire e ricominciare, ci salvano ancora molte persone di buona volontà".

La testimonianza
"In Italia si sono fatti passi indietro, troppa insofferenza alle regole"

La Spezia - "L'Italia di oggi non è tanto bella. Non è solo una mia opinione. Lo vediamo tutti. Sono stati fatti dei passi indietro dal punto di vista della civiltà delle maniere che si usano, del linguaggio e dell'insofferenza nei confronti di qualsiasi regola anche della convivenza. Non ci sono più il rispetto e la sopportazione dell'altro è tutto frammentario, un po' come i ragazzi che si esprimono solo a messaggini. Non ci sono più punti di riferimento. Però quando si precipita si può ripartire e ricominciare, ci salvano ancora molte persone di buona volontà". E' questa l'Italia di oggi per Lia Levi, giornalista, scrittrice, perseguitata negli anni della deportazione che questo pomeriggio in Sala Dante ha ricevuto il premio Exodus 2019.
A margine delle iniziative legate alla seconda giornata dedicata alle vicissitudini di Fede e Fenice che hanno valso alla Spezia la medaglia d'oro al valore civile, Lia Levi ha raccontato un po' dell'Italia attuale e di come si possa instaurare un legame con le nuove generazioni.
"Ricevere questo premio è stata una gradita sorpresa - ha raccontato Levi ai taccuini di Città della Spezia - , quando però ho saputo di cosa si trattasse a partire dal nome e il suo spirito storico è stato molto significativo. Ai ragazzi di oggi non bisogna fare 'predicozzi'. Se si fanno loro discorsi astratti il messaggio non arriva. Il sistema che uso io, ma soltanto perché mi è più congeniale, è raccontare delle storie di ragazzi come loro per metterli davanti all'individualità per non incappare in una sofferenza 'astratta'. C'è dietro un processo di identificazione che li penetra di più. Bisogna dedicarcisi e crederci e mi accorgo quando un'insegnate li ha coinvolti. Tutte le cose vanno fatte credendoci molto".
Lia Levi è nata a Pisa da una famiglia ebraica piemontese, si trasferisce a Roma negli anni Quaranta dove fu perseguitata a seguito della promulgazione delle Leggi Razziali. Riuscì a salvarsi dalla deportazione e vivere fino alla Liberazione nascosta grazie all’intervento delle Suore di San Giuseppe di Chambéry. Fondatrice del mensile della comunità ebraica “Shalom”, Levi è una delle pochissime ad aver affrontato attraverso l’autobiografia il trauma che le persecuzioni ebbero sui bambini ebrei italiani, anche fra coloro che non ebbero esperienza dei campi di concentramento
"La scrittura non deve essere uno sfogo - conclude -. Io all'epoca dei fatti ero una bambina non scrissi allora infatti. E' l'elaborazione di quello che è accaduto a fare la differenza. Se si raccontano i fatti a caldo non restano, rimangono anzi uno sfogo immediato. C'è l'elaborazione di trasformare i ricordi in memoria è un lavoro valido lavorando su te stesso. Quando hai superato questo muro dell'angoscia sei dall'altra parte, a tratti anche gioiosa perché la scrittura è gioia".
A margine della manifestazione anche il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha voluto sottolineare l'importanza della figura della giornalista: "Anche quest'anno abbiamo una testimonianza importantissima, una delle ultime a livello mondiale. Lia Levi ricorda e testimonia che c'è una speranza oltre alle cattiverie e alle barbarie dell'uomo. Speranza che dobbiamo continuare a tenere viva anche quando sembra perduta. La città è onorata di ricordare il grande gesto che hanno fatto i nostri concittadini oltre settant'anni fa. Oggi ricordiamo anche un'altra figura quella di Adolfo Aron Croccolo recentemente scomparso. Per la nostra comunità è stata una grande perdita che oggi ricordiamo tramite il figlio. Adolfo Aron Croccolo è stato un testimone fondamentale della nostra storia, del nostro passato".

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Il sindaco della Spezia Pier Luigi Peracchini e Marina Pipeno menzione speciale al Premio Exodus 2019


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