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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 22.30

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"Il Dialma ha ucciso la danza contemporanea"

Lettera aperta di Loredana Rovagna, maestra e coreografa che da quarant'anni insegna in città. "I candidati sindaco parlano solo di musica e teatro. I nostri progetti non trovano sostegno nelle istituzioni".

`Il Dialma ha ucciso la danza contemporanea`

La Spezia - Quarant'anni di attività e una conoscenza del mondo della danza affinato dalla passione e dalla conoscenza. Loredana Rovagna è la fondatrice del Centro studi danza di Via Tommaseo e ha allevato generazioni di danzatori e danzatrici ma è anche coreografa e regista. Questa la lettera aperta indirizzata ai giornali nelle scorse ore che pubblichiamo integralmente.

"La cultura non è certo al primo posto nei programmi politici dei vari candidati a sindaco che pare non siano interessati a sviluppare maggior sapere per elevare la città ad una qualità necessaria allo sviluppo di mentalità aperte anche all’internazionalità delle proposte turistico-culturali. Gli ambiti di sviluppo finanziati sono stati da sempre la Musica, vi è un Conservatorio statale, e il Teatro, tre associazioni in residenza gratuita, progetti per le scuole e numerose compagnie amatoriali.
La Danza da tempo è quasi totalmente ignorata e non è più nel programma del Teatro: come è possibile che con la storia scritta nella cultura cittadina, ciò avvenga? Nel 2015, per la cosiddetta “Prima Stagione di Danza e Balletto” del Circolo Fantoni al Teatro Civico, il Consulente per il Teatro affermava la presenza di circa 40 Scuole di Danza sul territorio e per riunirle, si proponeva un seminario di 2 ore con annesso spettacolo, inserito con altri spettacoli di intrattenimento uniti a titoli di repertorio che attirano l’ignaro pubblico compiacente malgrado la dubbia qualità delle proposte. E non è bizzarro che da lungo tempo, ogni estate si spendano centinaia di Euro per inventarsi location sempre diverse, alcune delle quali hanno comportato anche il taglio di numerose piante dei giardini, peraltro avvenuto sempre nel silenzio assoluto dei cittadini?

Desidererei ricordare che per 30 anni ci furono stagioni felici, quando il pubblico era presente sempre numerosissimo e quando le esperienze degli Stages Internazionali, unici nel panorama nazionale contemporaneo, aiutavano i giovani danzatori anche spezzini a crescere e a formarsi nella professione, oltre a far da panorama ai giovani coreografi autori contemporanei. Poi 10 anni fa, improvvisamente, la città tutta si scoprì a vocazione “contemporanea” e nacque il nuovo progetto del “Dialma”, vera “patata bollente” mal creata fin dalla sua ideazione che finalmente trovò una sua collocazione e dovette diventare il fulcro di tali scelte, esprimendo anche corsi di danza in sleale concorrenza con le scuole di danza private della città.
Iniziarono le detrazioni subdole e sistematiche del lento e lungo lavoro metodico svolto dal Centro Studi Danza, Di.Da. Dimensione Danza, cominciando col mettere sullo stesso piano tutte le realtà di danza esistenti facendo così di “tutt’erba un fascio” senza voler considerare i Progetti svolti e le diverse finalità che costituivano le caratteristiche uniche di base del progetto pluriennale in divenire del Centro. Se il balletto classico di repertorio è così amato, perché le altre scuole di danza e il pubblico degli abbonati al Teatro Civico, non sono presenti agli spettacoli in film in diretta del Bolshoi e del Royal Ballett programmati al cinema Il Nuovo?

Mentre il pubblico del Dialma è di 140 persone a volta, si fa presente che al Teatro Civico era già stato formato un pubblico di danza contemporanea d’autore di circa 500 persone. Non comprendo perché le scelte politiche fatte abbiano avuto la necessità di smantellare il costruito sostituendo e non affiancando semplicemente il nuovo. Domande per i candidati sindaco: “Quale progetto e idea di cultura? Qual è la politica culturale pensata per sviluppare la Danza in città?”. Gli Eventi sono effimeri se non collegati permanentemente e strettamente al territorio.
La Fondazione Carispezia e il chimerico Assessorato alla Cultura con l’invenzione del Tavolo della Cultura, intendevano certamente aiutare le Associazioni a crescere; noi ringraziamo per le buone intenzioni e l’opportunità unica, peccato che tutto sia stato calato dall’alto.
Nel Bando 1 del 2017 per la Cultura della Fondazione, su 80 progetti solo 20 sono stati finanziati e tra questi alcuni esistenti da tempo. Questi ultimi non avrebbero potuto trovare conferma e finanziamenti senza obbligo di partecipare al Bando?

Per ciò che ci riguarda è già la terza volta da “Insieme è Cultura”, che partecipiamo senza vincere e perciò il lavoro sul nostro storico Progetto per l’Educazione del Pubblico e la Formazione professionale già ampiamente avviato e che nella sua applicazione pratica ha dato fin da subito ottimi risultati, non può essere sviluppato al meglio. Malgrado tutto continueremo a proporlo perché la sua forza è proprio l’organicità della proposta di Spettacoli d’Autore Contemporaneo, Stages di Perfezionamento, Visione di films, Incontri con esperti, Mostre tematiche e a tutt’oggi ancora, è un progetto innovativo perché interrotto nella sua complessità da 10 anni e non riproposto nel frattempo agli stessi livelli qualitativi e internazionali raggiunti fino al 2007 e che per tre decenni fecero della Spezia una città felice nel panorama nazionale della Danza".

Loredana Rovagna

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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