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"Dipingere il silenzio, l'arte inattesa di Mansueti"

Valerio Cremolini

in mostra
"Dipingere il silenzio, l'arte inattesa di Mansueti"

La Spezia - Nei mesi scorsi il parroco della chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta alla Spezia monsignor Ilvo Corniglia, interprete del desiderio dei familiari di Luciano Mansueti, mi chiese se fosse possibile organizzare una mostra per ricordare la pittura del suo assiduo collaboratore. La richiesta raccolse subito l’adesione dell’Unione cattolica artisti italiani. Conoscevo Mansueti e ricordo bene quando, con particolare discrezione, mi parlò la prima volta della sua inclinazione artistica. La pittura giovava al suo spirito, ponendosi come momento di creatività ed anche di temporaneo distacco dagli impegni di ogni giorno, affrontati sempre con lodevole sacrificio. Eccomi dunque ad esprimere alcune considerazioni sui dipinti di Luciano, amorevolmente raccolti dal fratello Carlo. Un elemento è comune a paesaggi, nature morte ed ai temi interpretati con percettibile sobrietà. Si tratta del silenzio, che avvolge ogni dipinto, tanto da elevarsi a principale protagonista di innumerevoli composizioni immerse in uno spazio muto, metafora di non superficiali indagini interiori: quasi un’esortazione a godere anche solo pochi attimi di positiva solitudine. La pittura, con segni e colori, così come la poesia con le parole dei poeti, attiva colloqui non effimeri con sé stessi e con gli altri, favorendo momenti di crescita culturale ed umana. Così Luciano scrive, tramite le disciplinate immagini del suo variopinto repertorio, un personalissimo diario parlante, capace di suscitare emozioni e di svelare il suo rapporto con la vita. La chiarezza formale, che si ripete nei toni metafisici di case, alberi, fiori, vele, spiagge, cabine e di altro ancora, è un’ulteriore peculiarità, che si percepisce insieme al velo di una malinconia rivelatrice dell’identità della persona. I colori, stesi sullo spazio, definiscono la struttura compositiva di ogni tela, tra scenari che, non di rado, suscitano incanto. La mostra è aperta sino al 5 giugno (dal martedì al venerdì, 17 – 19.30) al centro culturale “Angiolo Del Santo” di via Don Minzoni 62, alla Spezia.

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