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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Settembre - ore 22.25

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“Dialma spazio per tutti, senza colori politici”

Il tema del momento e’ il futuro della struttura di Fossitermi. L’assessore Paolo Asti: “Passare sotto il patrimonio non è un’opzione ma una necessità. Non penso al profitto ma al contenimento dei costi e un’apertura a tutte le espressioni”.

"includere, non escludere"
“Dialma spazio per tutti, senza colori politici”

La Spezia - Quali destini per il centro giovanile Dialma Ruggero. Con un bando ormai in procinto di essere valutato e la svolta impressa dal’assessore Paolo Asti, l’ex scuola di Via Monteverdi è al centro del dibattito cittadino e la politica ha già espresso le sue prime posizioni. Ma che ne pensa l’assessore di questa situazione, lo racconta nell’intervista al nostro quotidiano.

Se siamo arrivati alla scrittura di un bando di gestione è perché qualcosa, o più di qualcosa, della vecchia gestione non funzionava come avrebbe dovuto. Ricapitolando, quali sono i nodi?
“Il punto è un altro: in carenza di organici e di risorse l’amministrazione non può continuare a tenere ¾ risorse presso la Dialma per fare lavori di segreteria o distribuire o ritirare le chiavi alle associazioni e magari emettere ricevute per fitti da 10 euro con un costo di gestione amministrativa e contabile pari ad almeno il triplo”.

Più volte ha fatto riferimento alla necessità che tutti i fruitori della Dialma Ruggero abbiano pari diritti e pari doveri. In che cosa non è successo?
“Abbiamo tre associazioni che alcuni anni fa si sono aggiudicati per un corrispettivo di 6.800 euro l’anno la possibilità di usufruire degli spazi della Dialma. Altre, con un’attività spesso apprezzata da pubblico e critica, sono rimasti in residenza dal 2011 al maggio 2017 ricevendo anche contributi comunali, come per il 2017, pari a 25.000 euro e facendo poi anche bigliettazione sugli spettacoli. Tutte le startup durano al massimo 3 anni e non hanno gratuità. Così generalmente funziona da altre parti”.

Quante e quali associazioni non erano in regola coi pagamenti c'erano fino al cambio di giunta?
“La gratuità per gli Scarti era garantita da atti amministrativi quindi non c’è alcuna necessità di rientri la regolarità dei pagamenti avviene per circa il 90% dei casi”.

Perché ha optato per il passaggio della struttura sotto la voce patrimonio?
“A chi non conosce il funzionamento delle amministrazioni questa potrebbe parere un’opzione in realtà un bene che fa parte del patrimonio della collettività può essere messo in affitto solo da parte del comparto patrimonio. Quindi è solo un fatto tecnico indispensabile”.

A molti, leggendo dietro le righe, è sembrata una decisione allarmante, che suggerisce futuribili possibilità di cessione.
“ La delibera che approviamo in giunta giovedì parla chiaro: “dato atto che le funzioni svolte nell’edificio sono risultate e risultano utili alla comunità, per le tante possibilità che offrono di attività ludiche, formative e laboratoriali nel settore delle arti, del teatro, della musica, della danza e affini, attività che si intendono proseguire ora attraverso una forma di gestione aperta alla partecipazione del mondo associativo e culturale tramite procedura ad evidenza pubblica.” Nessuna vendita ma solo trasparenza negli atti amministrativi”.

Lei come se la immagina la nuova Dialma Ruggero, che, nelle sue mire, nulla avrà a che fare col passato?
“Non ho mire ma un solo obiettivo condiviso dall’amministrazione Peracchini con le linee di mandato approvate con delibere di consiglio: ridurre i costi in capo all’amministrazione compiendo atti nella massima trasparenza e, in questo caso, dare modo alle associazioni, dopo aver acquisito negli anni un utile esperienza, portarle a una gestione autonoma per altro tanto aspirata negli anni passati..”

Quanto costa oggi alla collettività e quanto dovrebbe costare invece?
“Le ¾ persone impiegate dall’amministrazione comunale hanno un costo, complessivo di tutti gli oneri, pari a circa centocinquantamila euro l’anno. Le attività svolte vanno dalla segreteria all’emissione di una singola ricevuta di pagamento da 10 euro, consegnare le chiavi a chi usufruisce degli spazi. Poi ci sono i costi delle utenze, pulizie e quanto altro previsto nella manutenzione ordinaria pari a circa 80.000 euro l’anno. Diciamo che prudenzialmente gli oneri diretti e indiretti della gestione ordinaria sono pari a circa 200.000 euro. L’affitto a 3 euro al mq sulle superfici non comuni (corridoi, scale, ecc) non produrrà ricavi maggiori ai 30.000 euro che costituiscono l’obiettivo che ogni anno raggiunge l’amministrazione: quindi l’obiettivo vero è quello dei tagli dei costi grazie all’autogestione della struttura da parte delle associazioni”.

Sotto il profilo artistico, che è poi l'altra faccia della medesima medaglia, che cosa secondo lei in questi anni ha meritato attenzione e continuità? A cosa invece è giusto rinunciare?
“Credo che un’amministrazione pubblica debba dare a tutte le associazioni la possibilità di esprimersi. In passato questo non è stato fatto; sono numerose le associazioni che in questi mesi si sono presentate da me lamentando di non aver mai avuto alcuna possibilità perché al di fuori dall’orientamento politico dominante senza averne alcuno. Il giudizio critico sul lavoro lo lascio alla comunità scientifica che in questi giorni si è espressa ampiamente”.

Dando uno sguardo al futuro, non è meglio ricorrere all'affidamento diretto alle associazioni della struttura?
“L’obbiettivo del bando sarà di includere e non di escludere ma questo deve valere sia per le associazioni che sono già all’interno della Dialma che di quelle che in questi anni sono rimaste fuori”.

Il bando verrà presentato a breve, ma si parla di creare delle sinergie fra varie associazioni che creino delle cordate. Non si rischia di far lievitare i costi annui che le associazioni dovranno a loro volta coprire alzando le tariffe?
“E’ un’opzione che escludo perché le tariffe non saranno quelle di una gestione onerosa come quella comunale ma viceversa molto ridotte visto la gestione associativa. Non succederà quel che è successo con il palazzetto dello sport dove un gestore applica tariffe che per società amatoriali sono diventate talmente onerose da portarle alla chiusura”.

La cultura deve sapersi autogestire e, magari, creare profitto: è uno dei must che delinea quella è che la sua linea di intervento. Allora perché non mettere mano anche al sistema museale che oggi costa agli spezzini denari sonanti ma non genera i numeri minimi che ci vorrebbero?
“Di certo l'accorpamento di una o più strutture abbasserebbe le spese. Non ho mai detto né pensato che la cultura e le arti in genere possano arrivare a pareggi gestionali. Diversamente credo che sia scandaloso spendere ingenti risorse pubbliche per valorizzare il lavoro di artisti viventi che grazie a quella valorizzazione troveranno sul mercato maggiori consensi e aumentare le loro quotazioni. Ci sono esempi virtuosi di chi ha prodotto mostre importanti con artisti di fama nazionale e internazionale senza contributi pubblici ma usufruendo della gratuità degli spazi producendo eventi culturali a costo zero. Questa è la strada anche per il mio mandato amministrativo. Le risorse che si potranno liberare saranno utilizzate per grandi mostre sostenute da una potente comunicazione in grado di promuovere la città anche sul piano turistico. Difficile accorpare collezioni come quelle in patrimonio alla città. Ma ci possono essere strade diverse utili a una giusto contenimento del disavanzo che la cultura inevitabilmente produce”.

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