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Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Settembre - ore 20.00

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"Archeologica" racconta i tesori di Luni e Pegazzano

Diciassettesimo compleanno per la rassegna dedicata all'archeologia a Castello San Giorgio. I protagonisti saranno: la chiesa San Michele Arcangelo e i nuovi scavi di Luni che hanno portato alla luce mosaici e un possibile presidio produttivo.

Gli spezzini vogliono saperne di più
"Archeologica" racconta i tesori di Luni e Pegazzano

La Spezia - Conoscere per apprezzare la Spezia, la sua storia e il territorio. Sono le basi della 17esima edizione di Archeologica che si terrà venerdì 13 e sabato 21 aprile. Il festival dell'archeologia quest'anno si focalizzerà sul mondo antico coinvolgendo la Chiesa di San Michele a Pegazzano e i recenti scavi di Luni che hanno riportato alla luce due domus.
Nonostante le due locazioni siano geograficamente “lontane”, se così si può dire, a legarle è proprio il territorio.
A presentare l’iniziativa stamane, presso il Museo del Castello, sono stati l’Assessore alla Cultura Paolo Asti, Marzia Ratti, Direttore dell’Area II Servizi culturali del Comune della Spezia, Donatella Alessi, ideatrice e curatrice della manifestazione, Enrica Salvatori, professore associato di storia medievale all'Università di Pisa, e Paolo Sangriso, archeologo.
“E' un'occasione - ha spiegato Donatella Alessi curatrice di Archeologica- per riscoprire la nostra storia assieme a docenti universitari. C'è sempre bisogno di conoscere qualcosa in più sul nostro passato e amare di più la nostra storia”.
“Questa iniziativa - ha commentato l'assessore Paolo Asti - regala una magia . Spezia ha una realtà nascosta da riscoprie”.

La prima conferenza, del 13 aprile, è quella dedicata a San Michele di Pegazzano. Si parla della "chiesa di contrada" e si porrà l'accento su uno dei pochi residui monumenti del medioevo spezzino ancora visibile.
“C'è da sottolineare che sono stati proprio gli spezzini a chiedere con forza il recupero di questa chiesa. Benché possegga un'epigrafe trecentesca di grande pregio e presenti tracce evidenti di murature medievali - ha spiegato nel coso della presentazione nella terrazza del Castello San Giorgio Monica Baldassarri docente di storia medievale all'università di Pisa -, la chiesa ha subito nel dopoguerra un profondo degrado, a cui hanno reagito associazioni volontarie di cittadini chiedendo ripetutamente il restauro e la valorizzazione dell'edificio. Ultimamente la chiesa ha visto restaurate le pitture dell'area absidale interna ed è stata oggetto di uno studio storico e di un intervento di scavo archeologico limitato a un settore dell'area absidale”.

Le responsabili di questo ultimo intervento presentano i risultati di questa prima indagine: Enrica Salvatori, professore associato di storia medievale all'Università di Pisa è inoltre presidente della Società storica spezzina, e Monica Baldassarri, direttrice scientifica del Museo Civico di Montopoli in Val d'Arno coordinatrice di numerose indagini di scavo in Lunigiana.

Sabato 21 aprile alle ore 17.00 potremo ascoltare la relazione dal titolo "Casa e bottega. Scavi dell'Università di Pisa a Luni". Vengono presentati gli scavi in corso nel quartiere sud-orientale di Luni. Al momento sono state portati in luce due domus costruite nel I sec. a.C., una delle quali con cospicui mosaici, e un impianto artigianale, probabilmente per la lavorazione dei tessuti. Il quartiere continuò ad essere abitato sino agli inizi dell'VIII sec. d.C. Lo studio delle anfore, del vasellame e dei resti dei pasti ci permette di ricostruire molti aspetti della vita quotidiana a Luni. I conferenzieri sono i responsabili delle campagne di scavo Simonetta Menchelli, professoressa di Topografia antica e Archeologia subacquea all'Università di Pisa, e Paolo Sangriso, laureato in Topografia antica, specializzato in archeologia sulla topografia dell'Ager Lunensis.
“Luni non è solo un pozzo di scienza - ha spiegato Sangriso – ma un pezzo di storia spezzina, perché il territorio della collina romana di Luni comprendeva anche il Golfo della Spezia arrivando fino a Porto Venere. E' quindi di estremo interesse riuscire a capire quelle che sono le fasi produttive della colonia e della città per comprendere le fasi evolutive del territorio e come sia cambiato il territorio del golfo. L'università di Pisa ha aperto uno scavo in una porzione di territorio, negli scavi di Luni, ancora da considerarsi “vergine”. Abbiamo individuato una parte del quartiere sud della città una zona che rappresenta una forbice di vita di notevole interesse. Sono tornati alla luce due mosaici, un possibile impianto produttivo e un muretto interrato per 90 centimetri sia sopra che sotto il livello del terreno. Al momento non sappiamo se si tratti, ad esempio, di una fortificazione. C'è una doppia faccia che permetterà a noi di proseguire nello scavo e di allargare il cantiere, nuove idee e nuove domande sulla Spezia romana”.

Il programma proporrà al termine, come di consueto, l'abbinamento "Archeologia e Agricoltura", con una degustazione di prodotti tipici.

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