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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Settembre - ore 22.15

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"Aperti al confronto, abbiamo agito in totale trasparenza"

"Gli Scarti" sono sulla bocca di tutti e dopo una settimana di silenzio, rispondono: "In sei anni, i due terzi degli spettacoli non era da noi organizzato. Il finanziamento da 25mila euro era per partecipare ad un bando era per Fuori Luogo".

"chiediamo un percorso partecipato"
"Aperti al confronto, abbiamo agito in totale trasparenza"

La Spezia - Mai come in questi giorni si sente parlare di Dialma Ruggiero, della sua storia, del suo futuro. E questa mattina è stata la volta dell'Associazione culturale "Gli Scarti" che ha messo nero su bianco le spese sostenute, tentando di fare chiarezza sul proprio ruolo all'interno dell'ex scuola di Via Monteverdi. "A proposito della proposta dell’amministrazione siamo d’accordo sull’avvio di una riorganizzazione del centro, attraverso bando e procedure trasparenti, ma chiediamo l’apertura di un percorso partecipato con le associazioni-tutte, gli utenti e l’amministrazione al fine di individuare le migliori soluzioni. Per vari motivi siamo preoccupati del passaggio della struttura dal settore Cultura al settore Patrimonio e delle sue possibili ripercussioni sul carattere sociale e culturale del centro". "Siamo disponibili a ragionare su modalità che portino risparmi o maggiori entrate nelle casse del Comune - proseguono i membri dell'associazione -, riteniamo però che il centro rispetto alle altre strutture culturali, costi in realtà molto poco e renda molto ai cittadini, soprattutto raffrontandolo con il numero di utenti, frequentatori, spettatori di eventi, e considerando la funzione sociale, culturale e aggregativa che in questi anni ha rappresentato per il quartiere e per tutta la città, e per la reputazione che si è guadagnato anche a livello nazionale".
"Il rischio maggiore è una lievitazione dei costi per tutti e per i corsi - ha dichiarato Andrea Cerri, presidente e coordinatore generale del sodalizio -, qualunque associazione dovesse vincere il bando anche se avesse le disponibilità economiche dovrebbe applicare tariffe elevate. Questo comporterebbe un cambio radicale e il Dialma diventerebbe uno spazio 'per ricchi'. E' una remota possibilità, ma il rischio c'è".

Nel corso della conferenza l'associazione ha poi voluto puntualizzare la separazione tra ciò che è e rappresenta Fuori Luogo e le attività degli Scarti come associazione, che assieme ad altre realtà ha ottenuto la residenza. L'associazione culturale, che rivendica la candidatura al premio Ubu come miglior progetto teatrale, ha ricevuto dal Comune della Spezia un contributo diretto solo nel 2016."Due anni fa c'è stato un contributo diretto alla nostra associazione - ha detto Cerri - per l'esigenza di partecipare al bando della Compagnia di San Paolo, poi risultato vincente, e quindi ha permesso di attrarre sul territorio 18mila euro da investire su Fuori Luogo per avere un gestore unico sul territorio. L'anno successivo si è tornati alla coproduzione precedenti". Questo atto, accompagnato da una decina di pagine di report su ogni singola attività dell'associazione e del progetto Fuori Luogo: è una risposta anche alle dichiarazioni dell'assessore alla cultura Paolo Asti intervenuti ieri anche sulle pagine di CDS (leggi qui).

Proprio sulla residenza, sulla quale si sofferma a lungo l'intervista all'assessore, Cerri replica: "L'assessore Asti ha sostenuto che siamo rimasti in residenza dal 2011 al maggio 2017 ricevendo anche contributi comunali, come per il 2017, pari a 25.000 euro e facendo poi anche bigliettazione sugli spettacoli. E' un'inesattezza perché si tratta di un contributo del 2016 finalizzato al progetto Fuori Luogo". Sulla cedibilità dello spazio Cerri ha specificato: "Chiunque poteva chiedere uno spazio all'interno del Dialma. Prendendo i numeri della Siae, dal 2011 ad oggi il 72 per cento degli spettacoli ospitati nell'auditorium erano organizzate da altre associazioni, i nostri raggiungevano il 28 per cento degli eventi appartenenti ai cartelloni di Fuori Luogo in coproduzione con il Comune". "Un altro elemento messo in evidenza nelle parole dell'assessore è la proposta di affitto a 3 euro al mq sulle superfici, oltre alla questione delle pulizie. Da come pare, tutto sarebbe a carico delle associazioni. Non si parla più di 30mila euro, ma di 110mila euro. Costi che oggi variano dai 30 ai 40mila euro". E a margine della conferenza, dall'associazione assieme ad altre realtà che gravitano nel centro è partita una lettera indirizzata a palazzo civico nella quale stato chiesto di aprire un percorso partecipato per la riorganizzazione del centro.

Clicca qui per consultare il dossier completo dell'associazione culturare Scarti

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