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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Settembre - ore 21.16

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"Al Monteverdi ci chiesero chi fossero il signor Forneria e il capocomico"

Gradito ritorno alla Spezia per la storica Pfm. CDS ha chiacchierato con Franz Di Cioccio del nuovo album del tour, di Fabrizio De Andrè e del ritorno al vinile.

"Il ritorno al vinile è un atto di civiltà"
"Al Monteverdi ci chiesero chi fossero il signor Forneria e il capocomico"

La Spezia - Ama Star Wars, come Han Solo e Chewbecca esplorano l'universo alla ricerca di qualcosa da sperimentare. E' il paragone arriva direttamente da Franz Di Cioccio storico e inossidabile frontman della Premiata Forneria Marconi che il 23 marzo sarà alla Spezia, al Teatro civico, con una tappa del tour internazionale che riporta il nome dell'ultima fatica discografica "Emotional Tatoos".

Cosa c'è dietro e dentro l'album CDS lo ha chiesto direttamente a Franz Di Cioccio storico e inossidabile frontman della Pfm che assieme Patrick Djivas vantano il primato di aver portato per primi in Italia il rock progressivo nei teatri.
“Emotional Tatoos” è un viaggio al quale va stretto, anzi strettissimo, il termine “genere musicale” perché il solo fatto di etichettare la musica per la Pfm annienta il termine stesso di musica. CDS assieme a Franz Di Cioccio si avvicina, in punta di piedi, a questo mondo partendo proprio dall'immagine di copertina del nuovo album.

Una grande astronave alla scoperta dell'universo. Franz e Patrick come Han Solo e Chewbecca. “L'immagine della copertina racconta ciò che volevamo narrare -.esordisce il frontman della Pfm -. Parte dall'idea di prendere la nostra 'astronave', che poi è la nostra storia musicale, e portarla in giro per il mondo e cercare un luogo dove poi valga la pena di atterrare e scoprire qualcosa di nuovo. Quando si fa un disco biosgna riscoprirsi, noi non ne facciamo mai uno uguale al precedente. L'aspetto più bello di quando fai questi lavori è andare a cercare qualcosa che prima non conoscevi. La curiosità ti porta sempre alla novità e in questo album lo facciamo ancor di più. Emotional Tatoos arriva al termine di un lungo periodo in cui non facevamo dischi di questo tipo. Sono contenuti brani con arrangiamenti e un quel pizzico di follia che ha sempre contraddistinto Pfm: fare esperimenti sempre diversi”.

“La nostra idea è quella di guardare sempre al futuro - ha proseguito Di Cioccio - senza preoccuparci della classifica. Noi siamo contro la discriminazione di genere. Noi lo abbiamo fatto fin dall'inizio e oggi dopo tanti anni siamo ancora così...scapestrati. Nella copertina siamo in due e non c'è bisogno di far vedere le nostre facce. Tra l'altro sono un appassionato di Star Wars io e Patrick siamo come Han Solo e Chewbecca (ride, ndr). E' l'ironia che spinge sempre a osare e sperimentale”.

Quarantasette anni di carriera e nessun limite rivolti verso il futuro. Qual è il segreto della Pfm? “Il nostro tratto distintivo - racconta ai taccuini di CDS Di Cioccio - è cercare di essere contemporanei per ogni decennio, con quella voglia di vivere il tuo tempo e di far sentire la tua presenza perché quando tu fai arte devi dare la possibilità al pubblico di entrare nel mondo della musica, che è un mondo fantastico ed è bella tutta, e la discriminazione di genere fa male al piacere che tu provi quando ascolti quella bella. Non scoprirai mai che non ti piace il jazz se non lo ascolti mai. Bisogna schierarsi solo dalla parte della musica che ti rimane tatuata addosso e ti rimane dentro. Questo aspetto sin dall'inizio lo abbiamo affrontato assecondando la nostra follia. Del resto, fare un disco con De Andrè è stata un po' una follia (ride, ndr). Noi non partiamo dal presupposto di fare un disco per mostrare la nostra bravura, ma noi immaginiamo un film e lo mettiamo in musica”.

De Andrè, il ritorno in televisione. Come “leggerlo”? “Il nostro disco (Fabrizio De André in concerto - Arrangiamenti PFM, ndr) ha dato un valore ampio a quello che era Fabrizio. Il lavoro fatto insieme ha determinato un punto preciso, una svolta, un modo per portare nel futuro quello che lui aveva già fatto benissimo quando aveva scritto i versi. Nella fiction da un po' il senso di un eroe popolare, ma è una fiction e va guardata per quello che è.”

Emotional Tatoos, il tour internazionale. Il ritorno alla Spezia. La prima volta fu al Monteverdi. “Noi fummo la prima band a suonare al Monteverdi - racconta divertito Franz Di Cioccio – e fu divertente notare come al posto dell'avanspettacolo arrivò il rock progressivo. Siccome all'epoca andavano di moda chiamarsi per cognome, prima mi chiesero chi fosse il signor 'Forneria' e credevano che fossimo un trio”.

“Credendoci poi una compagnia teatrale - ha proseguito nel racconto - mi hanno chiesto chi fosse il capocomico. Gli dissi che ero io. Questo è proprio uno dei primi ricordi che ho di Spezia”.

L'amore per le Cinque Terre. Spezia, una città accogliente. “Ricordo comunque la Spezia come una bella città accogliente. E' vicina alle Cinque Terre, che adoro, Monterosso le conosco benissimo anche per il mare”.


L'ultima domanda. Il ritorno al vinile, cosa significa per voi? “Io sono assolutamente contento del ritorno al vinile. Tra l'altro la prima settimana di uscita dell'album 'Emotional Tatoos' è andato è stato primo nella classifica dei vinili. Mi ha fatto piacere anche scoprire che tra i ragazzi sta tornando questa voglia di dedicare del tempo all'ascolto della musica. Ti fa 'perdere' un po' di tempo ma smetti di essere un consumatore di musica liquida, diventa quasi come la cerimonia del tè in Giappone. E' un ritorno alla civiltà (ride, ndr)”.

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