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Exodus/Odifreddi tra scienza e fede: un tema quanto mai attuale
Un riassunto della lectio magistralis tenuta al Civico alla luce dell'enciclica del Papa
La Spezia - Ieri il Papa, ricevendo i partecipanti di un convegno sull'enciclica Fides e Ratio, è intervenuto sulla questione scienza-etica. Tema su cui il dialogo è apertissimo: 'La scienza puo' solo accogliere i principi etici e 'riconoscerli come necessari per debellare eventuali patologie mentre mentre la Chiesa - prosegue Benedetto XVI - ha il dovere di intervenire, con il proprio giudizio morale, su questioni politiche che riguardano in special modo la dignita' della persona, dalla sacralita' del matrimonio alla difesa della vita'.
Una premessa che ci consente di introdurre la lectio magistralis, attesissima, che ieri pomeriggio ha tenuto Piergiorgio Odifreddi in un Teatro Civico tutto esaurito. L'abbiamo riassunta rendendoci pienamente conto di quanto sia difficile sviscerare tali argomenti in poche righe: 'Sono stato chiamato a La Spezia per parlare di scienza e di fede. Ciò che si aspetta che io faccia è presentare la posizione dello scienziato in contrasto con quella del religioso. In passato c'è stato il tentativo, da parte degli ultimi due pontefici, di inserire nel preamobolo alla Costituzione Europea il riferimento delle radici cristiane d'Europa. Io sono contento non sia stato fatto. Se si fosse voluto fare un richiamo alle vere radici d'Europa si dovrebbe partire dal presupposto che essa si è costituita su idee di persone di origine ebraica e poco credenti. Mi riferisco a Karl Marx, Albert Einstein e Sigmund Freud'.
Altri stralci interessanti della lezione di Odifreddi: 'L'atteggiamento degli stoici è quello degli scienziati. La natura è la creazione per il fedele ma sopra il regno dei cieli sta Dio perciò etica, fisica, filologia
rappresentano tre scalini da salire. L'immagine laica è tipica della scienza classica ma per gli stoici Dio è ragione 'in principio era il logos'. Lo stesso Agostino traduce il logos come ragione. Chi ha letto i 'Pensieri' di Marco Aurelio sa che gli esercizi spirituali consistono nel liberarsi da un attaccamento a qualcosa. L'idea di Marco Aurelio è quella di fare un'analisi chimico-fisica di ciò che abbiamo davanti, decostruire l'oggetto del desiderio penando che in fondo è fatto di viscere, di cose anche brutte. E', insomma, un'analisi scientifica. Quando pensiamo qualcosa dobbiamo prendere i pensieri come forme in analisi logica. La scienza spesso viene imputata di riduzionismo. Come se fosse una colpa ridurre un oggetto ai suoi elementi essenziali mentre per gli stoici si tratta di un atteggiamento tipicamente filosofico-religioso. Come mai oggi esistono ancora i licei e le accademie e non le stoe? Perchè lo stoicismo è filosofia atea ove Dio è considerato come ragione. 'Accettare l'inevitabile e non desiderare l'impossibile', è una massima stoica molto saggia'.
Odifreddi entra nel vivo della lectio: 'Alcuni teologi cercano di affermare che la vera spiritualità è posseduta soltanto dai religiosi. Invece anche la scienza ha la sua, che ha radici molto antiche. Timeo di Platone, 'De Rerum naturae' di Lucrezio sono esempi di inni alla natura in senso materialistico. Senza dimenticare Spinoza con Deus sive natura' o il Trattato di Witgenstein. C'è una tradizione di scienza legata alla spiritualità ma è una tradizione minoritaria perchè agli scienziati interessa poco'.
Odifreddi si sofferma su Einstein e sul fraintendimento che ci sarebbe stato sulla sua posizione verso la religione: 'Einstein parlava in maniera poetica, suggestiva. Si poteva pensare che fosse credente. Il grande fisico diceva 'sottile è il signore ma non malizioso' per significare che Dio non intralcia il lavoro degli scienziati. 'Dio non gioca a dadi', un'altra frase einsteniana e credo che la meccanica quantistica sia una teoria deterministica. Tali espressioni sono esempi del suo stile più che professione di fede. Nel 1930 Einstein dice che questo mondo così materialistico gli unici ad essere profondamente religiosi sono gli scienziati. Un Dio che punisce e interviene nelle faccende umane, nel rapporto di casualità, è pura superstizione'.
Ultimo tema quello della laicità dell'etica: 'L'intelligenza ci chiarisce il rapporto tra mezzi e fini ma de fini ultimi si occupa il pensiero religioso. E' quello che noi chiamiamo etica che può benissimo essere laica. Lo scienziato deve credere che il mondo sia ordinato. Einstein disse di non credere che in un Dio personale e che 'la contrapposizione tra scienza e fede ci può essere quando parliamo di religione istituzionale (cattolicesimo). Il dogma è imposto dall'alto, qualcosa che sta scritto in un libro, rivelato in un concilio ecumenico'.
Giovedì 16 ottobre 2008 alle 22:35:13
FABIO LUGARINI
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