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Banti: ''Odifreddi ad Exodus, una brutta caduta di stile''
Così l'ex parlamentare
La Spezia - Sul suo organi di informazione 'Politica Web', tra i tanti argomenti che analizza, l'ex parlamentare Egidio Banti formula il suo pensiero sulla presenza di Piergiorgio Odifreddi al Premio Exodus. Eccone il contenuto:
Mercoledì 15 ottobre, al Teatro Civico di Spezia, si apre l’edizione 2008 del “Premio Exodus”. La manifestazione di carattere culturale, promosso alcuni anni or sono dalla Regione Liguria e dall’Istituzione ai servizi culturali del comune della Spezia, intende ricordare l’odissea della nave “Exodus”, che proprio da Spezia prese il mare nel lontano 1947 alla volta della Palestina, ovvero del nascente stato di Israele, avendo a bordo migliaia di emigranti israeliti. Il premio di quest’anno sarà assegnato a Corrado Augias, la cui famiglia ha origini ebraiche, e a due protagonisti di quell’epoca: Gualtiero Morpurgo e Mario Pavia. Tutto bene, dunque, ivi compreso un programma molto denso di iniziative culturali e musicali che si protrarrà per tre giorni. Tutto bene, se non per un “particolare” davvero non di poco conto, che a mio giudizio rappresenta una inutile e sconcertante caduta di stile da parte degli organizzatori. L’inaugurazione del ciclo delle manifestazioni, al Teatro Civico, sarà dedicata al tema “Scienza e fede”, ed affidata, senza alcun contraddittorio (neppure successivo), al professor Piergiorgio Odifreddi, docente di matematica (quindi non di filosofia né di teologia) e presidente onorario dell’Unione nazionale degli atei e dei razionalisti agnostici (sic !). Ora, la caduta di stile, a nostro sommesso avviso, non è solo verso i cattolici – ai quali il sunnominato docente non risparmia strali polemici dovunque gli capiti di prendere la parola -, ma anche verso gli ebrei. Ecco infatti quanto scriveva sul “Foglio” il 13 marzo 2007 l’illustre scrittore ebraico Giorgio Israel, a proposito proprio di Odifreddi e di un suo libro recente: “Le finalità del libro sono chiare. In primo luogo, mostrare che l’ebraismo è, in soldoni, il tentativo di stabilire su basi teologiche il diritto a una terra: un disegno perverso che ha condotto alla costituzione di Israele, dal nostro definito in un’intervista uno “stato fascista”. E dunque, o gli organizzatori del “Premio Exodus” intendono mandare un segnale (pericoloso) di revisionismo storico anche rispetto alle vicende del 1947 – 1948, oppure, come direbbe un noto personaggio politico, “che c’azzecca” Odifreddi in questa circostanza ? Proprio niente ! E’ pur vero che Odifreddi ha imperversato a fine agosto per ben tre serate a Sarzana, in occasione del “Festival della mente”, e che il festival realizzato nella seconda città della provincia è una ferita aperta per i responsabili culturali e politici della città di Spezia, ma mettersi addirittura a copiare quell’evento, e per di più il suo aspetto forse più discutibile (ed oggetto di polemiche giornalistiche persino sul “Corriere della sera”), bene, francamente ci sembra proprio esagerato. Se poi fosse vero quello che si dice nei corridoi di palazzo civico, e cioè che Odifreddi parla da solo perché il cardinale Angelo Bagnasco avrebbe cortesemente rifiutato un pubblico contradditorio con lui che gli sarebbe stato proposto, be’, allora ci sarebbe proprio da lasciarsi cadere le braccia. Peccato, davvero.
Mercoledì 8 ottobre 2008 alle 13:03:37