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tifosi dello spezia ricordano ilaria spezia tantissime arrivate redazione

I tifosi dello Spezia ricordano Ilaria

Tantissime le mail arrivate in redazione

La Spezia - Oggi i funerali di Ilaria Franchetti Rosada, la ragazza 29enne strappata alla vita da un male incurabile. Al Picco, passerà dal Picco il corteo funebre, per l'ultima volta la tifosa dello Spezia sarà lì. Ecco il ricordo toccante del nostro Benedetto Marchese.
'Crotone, un afoso pomeriggio di fine aprile, un infimo ristorante sul mare, deserto ad eccezione di una quarantina di persone stravolte da dodici ore di viaggio attraverso l’Italia. Fra imprecazioni e lamenti vari all’improvviso una maglia aquilotta, un volto conosciuto: la Ila, con le sue bombole, vili ma indispensabili e con il suo entusiasmo contagioso che scatena abbracci ed un applauso che viene dal cuore, mentre la guardi con quel sorriso indescrivibile che non l’ha mai abbandonata. Un sorriso speciale, capace di farti vergognare del tuo mal di testa, della tua stanchezza, di farti cantare ancora di più, osservandola fierissima con la sua sciarpa ad intonare “O Bela Spesa” a mille chilometri da casa, più forte della malattia, felice di essere lì con le sue cose preziose: Peppe, le sue “Curve” e il suo Spezia. Tre motivi per vivere, per lottare per due anni di fila, per prendere a spallate, come Gorzegno, il suo giocatore preferito, un destino malevolo che ne ha affaticato il corpo ma non è mai riuscito a scalfirne il carattere ne tanto meno il buonumore. Sì perché la malattia, quelle maledette cannucce di ossigeno e la fatica nel compiere le cose più semplici di questo mondo non le hanno mai impedito di sorridere, di rincuorare chi le chiedesse notizie sulla sua salute, di continuare a soffrire e gioire per lo Spezia con gli amici, sui gradoni di quella curva, nella quale entri senza sapere di diventarne parte integrante col tempo, viaggiando su e giù per l’Italia, condividendo con chi ti sta accanto le situazioni più improbabili e i momenti più belli. Su quei gradoni dove col passare degli anni sei diventata semplicemente “Ila”, dove la gente ha imparato a stimarti per quello che eri, a volerti bene come una sorella acquisita per quel tuo modo di essere, sempre positivo sempre sorridente; sempre animata da quella passione che andrebbe insegnata sui banchi di scuola. Quella stessa gente che in questi quindici giorni ha sperato nel miracolo e, dopo aver letto il tuo messaggio: “Vado a Padova ad operarmi. Don’t Worry be Happy” ha creduto che quel destino maledetto lo avresti preso a calci sorridendo. Quella gente che ora ti sta piangendo ma che ogni volta, entrando in curva, penserà a te, che porterà in giro il tuo nome e in esso continuerà a far vivere la tua passione ovunque giocherà lo Spezia. Gli occhi si asciugheranno, il dolore col tempo si lenirà, ma il ricordo no, quello non svanirà mai, e in qualunque momento basterà guardare in alto per vederti sempre lì con la tua sciarpa, fiera, sorridente e orgogliosa.
Ciao Ila'.

Riceviamo e pubblichiamo anche questo ricordo di Roberto Carli:
Cara Ilaria , sono uno dei tanti con cui hai condiviso la stessa passione, per anni abbiamo girato l'Italia , sofferto e gioito al seguito delle nostre aquile, tantissime trasferte a cui tu non hai mai voluto rinunciare, mi tornano in mente quelle della salvezza della B , Crotone, Pescara ,Lecce momenti di gioia indimenticabile ed ancor piu’ indimenticabile la tua forza nell'affrontare la malattia, la tua grande dignità anche nei momenti più duri; hai dato a tutti noi una lezione di vita.
Si ci mancherai tantissimo- e ripensando a questi ultimi mesi in cui abbiamo rincorso la salvezza della nostra squadra dietro a costruttori, imprenditori petrolieri mi casca il mondo addosso - , ciò che rende veramente questo sport unico sono le persone come Te. Con tutta onesta che si rimanga in C o in promozione non me ne importa più nulla una cosa é certa noi saremo sempre dentro quella curva e Tu sarai sempre insieme a noi.

Ci ha appena inviato il suo pensiero anche Daniele Rabuazzo, nostro collega, uno dei principi delle telecamere di TLS:
'Come tante altre persone ho conosciuto benissimo ilaria. Addirittura dai tempi della scuola. In questo momento di così grande sconforto penso che ogni parola sia superflua. La voglio ricordare come sempre é stata fin da piccola,dolce e carina, mai una parola di troppo. Anzi. Bastava un solo sguardo. Ora che se n'é andata credo che ci veglierà da lassù con la maglia e la sciarpa bianonera,la passione e l''amore della sua vita. Con profondo affetto,ciao piccola e dolce 'ILA'.


Spettabile Redazione.
Oggi, nel giorno dell'ultimo saluto ad Ilaria, leggo dell'iniziativa
avallata da CDS per l'intitolazione della curva ad Ilaria Franchetti
Rosada.
Non vorrei essere frainteso ed apparire dissacrante. Ilaria l'ho
conosciuta e la notizia mi ha riempito di dolore.
proporrei però una cosa.
ilaria, come mattia, come massimiliano forieri, come il tepi, come
altri ancora che ho conosciuto avevano nel cuore la CURVA FERROVIA.
Non a caso Ilaria l'ha scelta per l'ultimo saluto.
lasciamo il nome com'è.
Ma lassù, all'ultimo gradino, in posizione centrale, vedrei bene una
lapide, magari in pietra bianca, che occupi il posto di una persona.
Coi nomi di quelli che non ci sono più rivolti verso il campo.
Per averli sempre vicini, anche loro, dodicesimo giocatore in maglia
bianca.

Paolo Peveri.


Martedì 8 luglio 2008 alle 12:43:34
BENEDETTO MARCHESE
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