Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 18.46

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Violenza contro le donne, bisogna abbattere il muro

In provincia nell'ultimo anno sono stati emessi 16 ammonimenti del questore per stalking e 10 per violenza domestica, ma i numeri reali sono ben più elevati: le vittime nella maggior parte dei casi non denunciano i maltrattamenti.

La campagna "...Questo non è amore"
Violenza contro le donne, bisogna abbattere il muro

La Spezia - La violenza è un reato, anche quando avviene dentro le mura di casa o all'interno di una relazione sentimentale. Uno schiaffo è una percossa, un reato, e non c'è detto più sbagliato di quello che recita "I panni sporchi si lavano in famiglia".
Nell'inferno della violenza nei confronti delle donne, uno dei problemi maggiori è infatti proprio quello delle mancate denunce da parte delle vittime. Il superamento della barriera fisica non viene considerato grave, mentre una denuncia viene ritenuta come un marchio che rovina la vita. Due errori.
Nella relazione di 400 pagine elaborata dalla commissione parlamentare di inchiesta sui femminicidi salta all'occhio come nella stragrande maggioranza dei casi analizzati ci fossero stati episodi di violenza precedenti all'omicidio, avvisaglie mai comunicate alle forze di pubblica sicurezza. Inoltre è importante che le donne sappiano che esistono misure amministrative come gli ammonimenti del questore, che non compromettono penalmente l'aggressore e che possono invece essere un aiuto per fermare la spirale dei maltrattamenti.

Alla vigilia della Giornata interazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre, questa mattina sono state presentate le iniziative che saranno messe in campo da parte della Polizia di Stato, il cui significato è racchiuso nelle parole della campagna "...Questo non è amore".
Il capo di gabinetto Francesco Bertoneri ha annunciato che il gazebo inizialmente previsto non sarà montato a causa del maltempo e che l'appuntamento nella giornata di domani sarà presso l'Urban Center di Via Carpenino, per tentare di abbattere il muro che spesso le vittime di violenza innalzano nei confronti delle istituzioni. Tra le altre cose sarà distribuito materiale informativo plurilingue (comprese arabo e spagnolo).

"Questa iniziative di avvicinamento tra gli uffici delle questure e le donne - ha spiegato Marina Listante, dirigente della divisione anticrimine della questura spezzina - sono state ideate dalla direzione centrale anticrimine e puntano a incidete sotto l'aspetto comunicativo e sanitario. In questo contesto si comprende meglio l'importanza di una figura come il poliziotto di quartiere e grazie alla presenza dei responsabili degli uffici in centro città viene automaticamente abbattuta quella barriera che allontana le vittime. Siamo convinti che si possa fare di più, e così lo dimostriamo. Dobbiamo risvegliare l'attenzione dei vicini e dei familiari, a fin di bene. Dal 2009 è in vigore la legge contro lo stalking che prevede la possibilità dell'ammonimento amministrativo questorile in seguito alla richiesta di aiuto da parte della vittima, ma dal 2013 la norma sulla violenza domestica rende possibile l'ammonimento d'ufficio da parte del questore". Materiale plurilingue, in arabo spagnolo, ma non solo.
Nell'ultimo anno alla Spezia le istanze di ammonimento per stalking sono state alcune decine e 16 (equivalenti al 60 per cento) sono state quelle accolte da parte del questore Francesco Di Ruberto. Sono invece una decina i provvedimenti amministrativi per violenze domestiche decisi d'ufficio da parte della questura. "Sembrano pochi - ha chiarito Listante - ma bisogna considerare che spesso il processo di emissione del provvedimento amministrativo si interrompe di fronte a fatti più gravi, che portano direttamente verso l'inchiesta penale".

L'assessore comunale alle Pari opportunità, Giulia Giorgi, ha ricordato l'importanza fondamentale del lavoro in rete, che veda coinvolti tutti i soggetti che operano nel settore. "Nel 2019 il Centro antiviolenza Irene e la collaborazione con le associazioni del territorio compiranno dieci anni. Irene è uno dei pochi centri gestiti direttamente dall'amministrazione comunale e purtroppo quello della violenza contro le donne è un tema che non va a calare". Una considerazione confermata dai numeri illustrati poco dopo dalla coordinatrice del centro, Sara Madiai: "Spesso la nostra attività parte dalle segnalazioni delle forze dell'ordine. Allo sportello prendiamo in carico una media di 60/70 donne, ma sono molte di più le telefonate che riceviamo al numero verde 800 14 43 88, sull'ordine di 300/350 all'anno. Purtroppo non tutte le situazione di disagio finiscono per andare verso una soluzione. Quando questo avviene possiamo anche offrire ospitalità in abitazioni comunali a donne e bambini e siamo arrivati ad avere sino a 16 persone in contemporanea".
Ma, come ha spiegato l'assessore Giorgiu, c'è bisogno di creare strutture anche per il dopo, lavorando per offrire una casa, un lavoro e un supporto quando una donna cerca di rinascere dopo un'esperienza di violenza e ha bisogno di trovare una indipendenza.

Per il mondo dell'associazionismo hanno partecipato alla presentazione delle iniziative Cristina Failla, presidente dell'associazione "La casa delle donne", ed Eliana Bacchini, presidente della Consulta provinciale femminile. "Il nostro scopo - ha illustrato Failla - è quello di collaborare con le istituzioni fornendo sostegno legale e psicologico. Cerchiamo di essere d'aiuto anche attraverso la formazione e ogni altra attività, ma ogni 3 giorni, comunque, una donna viene uccisa nel nostro Paese. La Giornata internazionale contro questo fenomeno è importantissima perché è indispensabile che tutto il mondo si unisca nel combatterlo".
Bacchini ha parlato a nome della Consulta (numero verde 1522), che riunisce ben 17 associazioni. "C'è davvero molto da fare in ottica di sensibilizzazione. Credo che dovremmo pensare di incontrare le scuole e magari di realizzare corsi di aggiornamento per i docenti. Nelle nostre attività cerchiamo di portare un messaggio di speranza, anche se rimane purtroppo teorico. Infine dovremmo riprendere in mano il protocollo siglato alcuni anni fa con la prefettura e poi rimasto lettera morta".

Per concludere, una buona notizia. Le cooperative Isforcop, Maris e il Centro Irene hanno recentemente lanciato un per progetto di recupero dei maltrattanti. Si chiama "Ama-li" e punta a portare i carnefici a rendersi conto del proprio comportamento su tutti i fronti, raggiungendoli anche in carcere, se necessario. "Tre compagni che avevano maltrattato altrettante donne - ha spiegato Madiai - hanno aderito al progetto e stiamo raccogliendo i primi risultati".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News