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Varrella (Legambiente): "Spezia ha il suo mare, e non è quello della diga"
La Spezia - Gli spezzini, da decenni privati del proprio mare, devono mettersi in viaggio per fare un tuffo. Questo è il ragionamento dal quale prende le mosse il sondaggio di CDS di questa settimana.
Un tema che ha suscitato l'interesse di Paolo Varrella, responsabile provinciale di Legambiente: "Spezia senza il mare? No! Il mare c'è, ma per anni non ce l'hanno fatto vedere, perché l'industria militare, delle demolizioni e del porto avevano un gran peso, anche in termini sanitari, basti pensare al problema dell'amianto".
Ma se la sottrazione di gran parte del litorale è frutto di scelte o imposizioni messe in atto da più di un secolo, ben più recenti sono le rinunce alla liberazione di alcuni specchi d'acqua.
"Oggi appena c'è un buco libero: zac!, barche. Ma Spezia - continua Varrella - aveva e avrebbe il suo mare, e se si volesse veramente fare un atto rivoluzionario, basterebbe con un piccolo intervento intercettare gli scarichi fognari della Morìn e renderla balneabile. Questa sì, sarebbe una svolta per la città, senza archistar e senza cemento sulla costa. Ma anche questa sarà, temo, un'occasione mancata per la città".
E la balneabilità della diga?
"Il mare si allontana dalla città anche in questo caso, invece di cedere alla speculazione edilizia del waterfront sarebbe giusto cercare di riportare gli spezzini a fare il bagno sul loro molo. La Morin era il litorale dei bagni spezzini, non ce lo dimentichiamo".
Mercoledì 1 settembre 2010 alle 21:39:12
T.D.L.
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