Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 02 Dicembre - ore 22.50

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Turni infiniti e minacce, il caporalato nel cantiere degli yacht di lusso

La Guardia di Finanza della Spezia ha scoperto lo sfruttamento di 150 operai bengalesi: 8 italiani in carcere, sequestri di quote, immobili e auto per un milione di euro.

operazione "dura labor"
Turni infiniti e minacce, il caporalato nel cantiere degli yacht di lusso

La Spezia - Minacce, offese e perfino e percosse. In cantiere sotto il costante ricatto di essere licenziati, e costretti così a turni che potevano arrivare a 14 ore filate, senza riposi o ferie, per una paga di 4 o 5 euro l'ora. La Guardia di Finanza della Spezia alza il velo sul caporalato nei cantieri navali degli yacht di lusso con l'operazione Dura Labor, che ha portato ad otto arresti e al sequestro preventivo oltre 900mila euro in un’operazione condotta che ha toccato anche Savona, Ancona e Carrara.
L'operazione, coordinati dalla Procura spezzina condotta da Antonio Patrono, ha preso le mosse da una serie di controlli in materia di lavoro nei confronti di una società con oltre 150 dipendenti, perlopiù di provenienza bengalese, che operava presso importanti cantieri spezzini che realizzano yacht di lusso. Partendo da alcune anomalie, individuate e segnalate dalla Prefettura della Spezia, i finanzieri hanno condotto una complessa indagine che ha individuato una serie di condotte di sfruttamento, ai danni di decine e decine di operai bengalesi, punite dalla recente normativa a contrasto del caporalato.

Sono state acquisiti gli orari di ingresso ed uscita al lavoro, testimonianze dei lavoratori e di altri soggetti contigui ed avviate intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno confermato "le gravi condizioni di sfruttamento a cui erano assoggettati gli operai, in un regime di sopraffazione, a volte minaccioso e violento, messo in atto da un sodalizio di altri connazionali e di un italiano", scrivono gli inquirenti. Saldatura, stuccatura e verniciatura erano le mansioni in cui erano impiegati gli operai extracomunitari, per “paghe globale” di 4 o 5 euro l’ora, con turni massacranti e in un ambiente fatto di minacce e soprusi.
"Lo stato di assoggettamento degli operai era favorito dall’imprescindibile necessità di non perdere il lavoro, unico mezzo di sostentamento delle famiglie e unico veicolo per godere di un valido permesso di soggiorno in Italia. Si sono verificati casi in cui, in caso di infortunio sul lavoro, i mal capitati lavoratori erano costretti a fornire una falsa dichiarazione al personale sanitario del pronto soccorso, senza fare alcun riferimento al lavoro svolto", spiega una nota delle Fiamme Gialle. In caso di assenza dal cantiere, non percepivano alcun emolumento.

I Finanzieri del gruppo spezzino hanno svolto numerosi accertamenti bancari effettuati su decine di conti correnti e su carte postepay intestate agli operai. Questi hanno consentito di svelare il particolare sistema adoperato dai caporali: tutte le buste paga ed i relativi versamenti risultavano, ad un primo controllo, conformi, la posizione lavorativa delle maestranze era in perfetta regola e tutto veniva contabilizzato (permessi, turni festivi, ore di lavoro e bonifici per le retribuzioni). "In realtà, una volta pagate le buste paga con bonifici bancari, i caporali pretendevano, anche con l’uso della violenza e con la minaccia della perdita del posto di lavoro, la restituzione, in contanti, di parte degli emolumenti bonificati, costringendo gli operai a continui prelievi al bancomat".
Il meccanismo era stato studiato da un membro del sodalizio, un consulente del lavoro di Ancona (QUI una precisazione del Consiglio dell'ordine), il quale predisponeva false buste paga con il minimo dei contributi previdenziali, consentendo all’azienda di essere apparentemente in regola per poter ricevere le sostanziose commesse ed accedere ai prestigiosi cantieri navali spezzini.

Il gip della Procura della Spezia ha disposto la custodia cautelare nei confronti degli otto membri del sodalizio criminale ed il sequestro dei beni a loro riconducibili, per un valore di circa un milione di euro, tra quote societarie, immobili e autovetture. È stata anche disposta la misura cautelare del controllo giudiziario nei confronti dell’azienda che sfruttava gli operai, misura che consente di rimuovere le condizioni di sfruttamento e di salvaguardare la posizione lavorativa delle maestranze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News