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Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Aprile - ore 11.40

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Truffe per due milioni di euro, arrestati cinque "maghi del nolo"

Vasta operazione delle fiamme gialle che hanno smantellato un'organizzazione specializzata nel far decadere le finaziare legate al leasing delle auto.

"un'associazione a delinquere"
Truffe per due milioni di euro, arrestati cinque "maghi del nolo"

La Spezia - Ileciti per due milioni di euro. Manette ai polsi per cinque "maghi del nolo". E il bilancio dell'operazione condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di La Spezia che questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti, all’esito di una vasta operazione di polizia giudiziaria che ha visto i militari operare anche numerose perquisizioni e sequestri di documentazione ed altri elementi probatori.
Le misure della custodia cautelare in carcere sono state emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale della Spezia nell’ambito delle indagini - coordinate dal Procuratore della Repubblica della Spezia Antonio Patrono - che hanno permesso di svelare l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere costituita dagli arrestati, al fine di procurarsi profitti e vantaggi economici illeciti per un valore totale di oltre 2 milioni di euro.
I cinque indagati erano dediti alla commissione di una serie continua di truffe a danno di società di “leasing”, finanziarie ed istituti di credito.
Gli associati avevano messo a punto un sistema di frode finalizzato ad ottenere l’erogazione, da parte dei già citati operatori finanziari, di denaro che sarebbe dovuto essere destinato al noleggio di macchinari, beni ed arredi uso ufficio da parte di aziende. In realtà, alcuni degli arrestati, utilizzando due società spezzine a loro riconducibili, facevano credere alle finanziarie di aver provveduto a fornire, consegnare e porre in funzione i beni strumentali, in realtà inesistenti, ad altre società utilizzatrici. Le società destinatarie dei beni erano, a loro volta, fittizie oppure compiacenti, comunque manovrate dagli stessi truffatori.
I sodali si adoperavano per produrre documentazione falsificata, anche fotografica, nonché per superare i controlli posti in essere dalle società finanziarie, le quali, in taluni casi, richiedevano di fare dei sopralluoghi presso i locali ove erano stati installati i beni oggetto del finanziamento: in questi casi, venivano allestiti “ad hoc” dei finti uffici, quasi degli studi cinematografici, presi in affitto per poche ore in edifici ove coabitano numerose sedi di società.
In ragione della sistematicità, della pericolosità economico-sociale e dell’attualità delle condotte illecite poste in essere dagli associati, l’Autorità Giudiziaria procedente ed il Giudice hanno condiviso l’urgenza dell’adozione del provvedimento cautelare di carattere personale al fine di impedire la reiterazione dei reati e che il disegno criminoso venisse portato a conseguenze ulteriori.

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