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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Ottobre - ore 16.43

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Stretta sui borseggi, mercatino del "venerdì" fra i luoghi preferiti

La Polizia di Stato sulle tracce di una donna che aveva derubato una signora sopra un autobus. L'indagine della Squadra Mobile e i luoghi più "caldi".

determinanti le immagini delle telecamere
Stretta sui borseggi, mercatino del "venerdì" fra i luoghi preferiti

La Spezia - Furti a ripetizione, una pioggia di denunce e l'attività della Polizia di Stato per fermare la deriva dei "borseggi" perpetrati ripetutamente in centro città, soprattutto in occasione del mercato rionale del “Venerdì” e sui mezzi del servizio di trasporto pubblico. Fra gli episodi quello dello scorso 31 agosto quando una signora spezzina si recava presso l’Ufficio Denunce della Questura per riferire di aver patito il furto del proprio portafoglio, specificando successivamente di aver subito anche due prelievi fraudolenti effettuati mediante l’utilizzo del bancomat a lei asportato.
Nello specifico la donna dichiarava che il giorno precedente, verso le 11,45, dopo aver effettuato alcuni acquisti al mercato di Piazza Cavour, si recava alla fermata dell’Atc di Via Gramsci: secondo il racconto proposto ai poliziotti, una volta preso l'autobus qualcuno deve averle asportato il portafoglio, contenente denaro, effetti personali ed una tessera bancomat. La signora, in seguito al menzionato furto, contattava la sua banca, apprendendo dal direttore che la sua tessera bancomat era stata utilizzata per eseguire due prelievi fraudolenti da 500,00 euro cadauno (1000,00 euro in totale), eseguiti in rapida successione rispettivamente nel giorno 30 agosto presso lo sportello della Carispezia - Credit/Agricole Agenzia “A” della centralissima Piazza Verdi. Sono stati gli agenti della Squadra Mobile ad occuparsi innanzitutto delle registrazioni delle telecamere di sicurezza della banca, in particolare quelle puntate sul bancomat dove erano stati perpetrati i prelievi fraudolenti. Dalla visione delle immagini acquisite, i poliziotti appuravano che detti prelievi erano stati effettuati da una giovane donna, apparentemente italiana, dalla corporatura molto robusta, indossante un vestito di colore nero e scarpe da ginnastica bianche, la quale per non farsi riconoscere, scaltramente, si era travisata il viso, utilizzando un paio di occhiali da sole ed un particolare foulard di colore chiaro; capo quest’ultimo che riusciva a coprire quasi interamente i lineamenti del viso.

Con altri frame, emersi dal sistema di videosorveglianza comunale installato in questa piazza Verdi, i poliziotti hanno tentato di identificare l'autrice del reato, ipotizzando che la stessa, prima del suo ingresso in banca, non fosse ancora travisata. Un'ottima intuizione investigativa visto che dalla visione dei filmati si riusciva ad individuare l’autrice del reato, priva del travisamento, e quindi identificarla. Aveva anche due ipotetiche complici, anche se elementi obiettivi in tal senso non sono stati raccolti nel prosieguo delle indagini. Dalle registrazioni acquisite, si appurava infatti che il “terzetto” era presente sull’autobus “21/PIEVE”, proprio il medesimo mezzo utilizzato dalla vittima, dove riteneva probabile di essere stata borseggiata. In pratica dette immagini mostrano, in modo nitido, le tre donne scendere contemporaneamente dall’autobus alla fermata della piazza. Grazie all'ottima definizione delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza comunali, veniva riconosciuta con certezza assoluta la responsabile dei reati: la donna è una 24enne nativa di Massa, per nulla sconosciuta agli uffici. A seguito degli elementi probatori raccolti, la parte lesa veniva invitata in Questura e sottoposta ad individuazione fotografica, mediante la visione dell’album, riconoscendo appunto la giovane e il portafoglio, un oggetto dalla particolare fattura di forma rettangolare, in similpelle di colore nero con cerniera. In pratica la donna riferiva che, il portafogli che era ripreso dalle telecamere era identico a quello appena asportatole.

Passano giorni e siamo al 7 settembre. Esattamente alle 12:47, durante un servizio antiborseggio in occasione del mercatino del “Venerdì”, una pattuglia della Squadra Mobile, transitando all’altezza dell’intersezione tra Corso Cavour e Via Di Monale, dove aveva modo di notare la solita 24enne, unitamente a due presunte complici, che si trovavano, guarda caso, anche questa volta nei pressi di una fermata dell’autobus situata nella zona compresa tra Piazza del mercato ed il mercato del venerdì, zona solitamente afflitta dal fenomeno dei borseggi. Le tre donne, immediatamente fermate: oltre alla suddetta, c'erano infatti le sorelle, la prima nata a Genova nel 1964, l'altra a Pavia nel 1963. Tutte e tre le donne, dal controllo eseguito alla banca dati, risultavano essere gravate da precedenti per reati contro il patrimonio e, pertanto, sussistendo i presupposti di legge, le stesse venivano accompagnate in Questura e sottoposte a perquisizione personale. Le menzionate operazioni terminavano con esito negativo per quanto concerne il rinvenimento di armi o strumenti di effrazione, anche se permettevano di rinvenire, all’interno della borsa di proprietà della prima, il foulard di colore bianco e grigio di forma quadrata ed il paio di occhiali da sole marca “DE”, con inserti dorati, dalla stessa utilizzati, in data 30 agosto, per travisare il volto durante i prelievi fraudolenti effettuati con il bancomat di proprietà della derubata. Oggetti che venivano, pertanto, sottoposti a sequestro penale, in quanto pertinenti all’accertamento dei fatti. Anche il controllo eseguito nei confronti delle due sorelle, permettevano di appurare che all’interno delle loro borse erano risposti cappelli (invernali) e foulard, capi di abbigliamento che solitamente vengono utilizzati dalle borseggiatrici per occultare i loro lineamenti e non essere riconosciute durante la perpetrazione dei borseggi e/o successivi prelievi fraudolenti. Per i fatti sopra esposti, la ventiquattrenne è stata segnalata all’autorità giudiziaria in qualità d’indagata per i reati accertati, tra cui il furto con destrezza, mentre a carico delle sorelle, pur essendo notoriamente dedite alle medesime attività criminose, non è stato possibile raccogliere ulteriori elementi obiettivi a riscontro.

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