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Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Marzo - ore 23.46

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Stalking e percosse alla ex, denunciato un operaio

Una donna colpita al volto e alla testa dal suo vecchio fidanzato, intervengono i carabinieri. Sempre più donne denunciano gli atti persecutori anche in provincia della Spezia.

Stalking e percosse alla ex, denunciato un operaio

La Spezia - La Festa della donna significa sapere che, quantomeno, il suo persecutore è stato denunciato e che i Carabinieri lo tengono sott'occhio. Si spera sia la fine di un incubo per una donna di Sarzana, vittima di violenza da parte del suo ex fidanzato che ancora non si rassegna alla fine del loro rapporto. Ieri è stato deferito in stato di libertà dalla stazione Sarzana un operaio 40enne, resosi responsabile dei reati di atti persecutori, lesioni personali, violenza privata e danneggiamento.
La scorsa notte, quando erano circa le 1.30, si è presentato a casa della donna con il pretesto di volerle parlare ma, improvvisamente, le ha strappato con forza dalle mani due suoi cellulari, distruggendoli, tirandola poi per i capelli e costringendola a salire sulla sua auto, dove l'ha colpita alla testa al volto. Fortunatamente la donna ha avuto la forza di allontanarsi a piedi e di recarsi all’ospedale San Bartolomeo. Dimessa con una prognosi di sette giorni di riposo medico per contusioni e una ferita da morso. Al pronto soccorso sono giunti anche i carabinieri, a cui la donna ha denunciato altri episodi analoghi accaduti in passato.

E' l'ultimo episodio di violenza di genere di una lunga serie. Una piaga sociale, anche in provincia della Spezia. Nel corso del 2016 sono stati 25 i casi di stalking accertati dai carabinieri spezzini. Per tre di essi i magistrati hanno emesso altrettanti provvedimenti di custodia cautelare mentre per altri 15 episodi analoghi è stato imposto all’indagato il divieto di avvicinamento alla vittima. Cinque gli episodi di percosse denunciati da donne nei confronti di mariti, conviventi o ex, altrettanti i casi di lesioni personali.
Queste cifre confermano l’andamento del fenomeno. Praticamente invariati i numeri rispetto all’anno precedente ma notevolmente aumentati rispetto al biennio 2013-2014. Nel 2015, infatti, gli atti persecutori denunciati sono stati 22 e di fatto identico è stato il numero di casi di lesioni personali e percosse. Sia nel 2013 che nel 2014 gli episodi di stalking denunciati sono stati rispettivamente 12 e 14. Il graduale incremento degli atti persecutori negli ultimi quattro anni non vuol dire che la specifica delittuosità è in aumento ma che ormai in questa provincia le donne stanno prendendo sempre più coscienza del fenomeno.

In tale contesto si pone l’operato dei carabinieri, che operano tutto l’anno a tutela delle fasce vulnerabili e, più specificatamente, delle donne e non necessariamente perché vittime di violenza o soprusi. Presso le ventuno stazioni del Comando provinciale diverse sono le donne che riferiscono problematiche relazionali, soprattutto quando terminano rapporti sentimentali o di convivenza, ed intravedono nell’atteggiamento dell’ex compagno segnali preoccupanti, che lasciano presagire una deriva violenta. Per questo le stesse donne chiedono consigli ai carabinieri su cosa fare. Per loro è quasi quotidiano il rassicurante contatto con il comandante della stazione.
Inoltre, sempre nell’ambito del Comando provinciale, opera una vera e propria struttura anti-violenza, un pool di militari, specializzati ed in gran parte prescelti tra il personale femminile, inquadrati nelle due Compagnia della Spezia e Sarzana, che fanno capo a due marescialli del reparto operativo. Personale altamente preparato e specificatamente formato.
Il pool, preposto anche a ricevere le attivazioni dei oronto soccorso provinciali in forza del protocollo “Codice Rosa”, recepisce le segnalazioni di situazioni sospette dalle stazioni, le valuta, le approfondisce ed interloquisce con l’autorità giudiziaria, supportando tutti i comandi dell’Arma spezzina sia nelle attività d’indagine delegate dalla procura che nei contatti con la rete “antiviolenza”. Infatti, contestualmente alle vittime vengono fornite le indicazioni per ricevere il supporto necessario anche solo di tipo psicologico. L’obiettivo che il Comando Provinciale dei Carabinieri si è preposto non è la sola repressione del reato ma la tutela della donna, far sì che la donna esca dal tunnel della violenza e si riprenda la sua vita: di donna prima di tutto.

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