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Sparo al Canaletto, convalidato l'arresto ma le indagini non si fermano | Foto

Carabinieri e Polizia di Stato hanno ricostruito l'intera vicenda. Potrebbe cambiare qualcosa per l'uomo ferito: sarebbe arrivato in Via Giulio della Torre per usare violenza contro il suo aggressore.

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Sparo al Canaletto, convalidato l'arresto ma le indagini non si fermano

La Spezia - Una faida famigliare conclusa con un colpo di pistola, un arresto e le indagini che ancora non si fermano. E' arrivata la convalida dell'arresto per il cittadino albanese resosi responsabile della sparatoria avvenuta al Canaletto, dopo gli interrogatori del Pm e del Gip che si sono tenuti in carcere ieri e oggi. A ricostruire nei dettagli l'intera vicenda sono state l'Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato questa mattina in una conferenza stampa congiunta in questura.
I fatti, risalenti alle 20 di sabato sera, si sono consumati in mezzo alla strada davanti ad un bar di Via Giulio della Torre. Proprio a quell'ora due uomini, il 35enne poi ferito e il fratello, sono arrivati davanti al bar armati di mazze e bastoni. In pochi momenti l'uomo arrestato per la sparatoria è andato, con tutta probabilità, a recuperare la pistola che forse teneva nascosta in auto oppure nello scooter con il quale è poi scappato, è tornato sul posto e ha sparato per poi scappare via.
Lui è regolare sul territorio nazionale e aveva una ditta di impianti, per la quale aveva lavorato in passato anche il cugino che a seguito della sparatoria ha avuto lesioni per quaranta giorni. Ed è proprio per questioni lavorative, stando a quanto riferito dalle forze dell'ordine anche se sono ancora in corso accertamenti, che sarebbero nate le divergenze.

Una serie di conflitti inconciliabili che negli ultimi giorni si sono acuiti anche in risse e danneggiamenti alle rispettive vetture. Il culmine, come detto, è sfociato sabato sera. A ricostruire l'evento di Via Giulio della Torre sono stati i carabinieri assieme alla Polizia di Stato che nel corso delle ricerche, per l'intuizione di un agente fuori servizio, ha permesso che il fuggitivo venisse individuato due ore e mezzo dopo l'episodio criminoso con la pistola ancora addosso.
L'arma, risalente al periodo della Prima guerra mondiale e reperita con facilità da qualche canale illecito atipico per lo Spezzino, era stata rubata cinque anni fa in Piemonte e sul posto sono stati recuperati anche le mazze e i bastoni, uno dei quali nascosto tra i cespugli. Tutte armi che sarebbero potute essere utilizzate se non fosse partito il colpo di pistola. L'ogiva dal femore del 35enne è stata recuperata, repertata e sottoposta a confronto balistico.

Dopo la sparatoria il 39enne è sparito nel nulla, staccando il cellulare, perdendo i contatti anche con la famiglia e mentre le pattuglie gli davano la caccia, una di quelle della Polizia di Stato lo aspettava nell'ombra del quartiere del Felettino. Gli agenti lo hanno fermato, non ha posto resistenza e ha ammesso di aver sparato perché temeva per la sua incolumità.

Il puzzle è giunto ormai al suo completamento. Adesso verrà valutata anche la posizione dell'uomo ricoverato in ospedale e della terza persona presente sul luogo del delitto per il possesso di oggetti atti a offendere.
"Polizia di Stato e Carabinieri - ha detto il questore vicario Giuseppe Mariani - hanno affrontato tempestivamente una situazione che avrebbe potuto destare grande allarme in città. E' stato un lavoro proficuo, di squadra e che ha garantito un repentino ritorno alla serenità in una zona periferica della città. Il fatto è stato di particolare gravità anche perché è avvenuto sulla pubblica via".
"Il lavoro congiunto - ha aggiunto il tenente colonnello comandante del Reparto operativo dei carabinieri della Spezia Andrea Fabi - e vedere i colleghi lavorare gomito a gomito ha portato al grande risultato della convalida dell'arresto ed è un motivo di grande soddisfazione".
"Il momento dell'arresto - ha aggiunto il dirigente della Squadra volanti Lorenzo Mulas - è stato dettato da operazioni fatte con estrema discrezione e in massima sicurezza con tutto il personale preparato e dotato di giubbotti antriproiettile. Voglio ringraziare il nostro agente che in ospedale ha notato l'arrivo dell'uomo ferito fornendo sin da subito le generalità dell'aggressore".

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