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Sanità, sindacati uniti: "Recuperare gli assistiti fuori regione. Basta tagli al budget"

La Spezia - "Nel complesso della crisi in cui versa la sanità spezzina - affermano Cgil, Cisl, Uil e Fials in un comunicato - assume rilievo la gestione della mobilità passiva dei pazienti verso altre regioni. Questo aspetto non tocca solamente le acuzie e i ricoveri ma anche il settore dell’assistenza sociosanitaria e della riabilitazione. Una sana gestione della materia vorrebbe l’immediata attivazione di iniziative che arginino il fenomeno, particolarmente quando si tratti di disabili e anziani che ricorrono a ricoveri e residenzialità di lungo periodo".

"In questo momento - propongono i sindacati - la direzione della Asl e dei distretti sociosanitari devono avviare un’indagine che, nel giro di pochissimi giorni, identifichi i soggetti in questa condizione, contattandoli per offrire loro la sistemazione nelle nostre realtà locali (pubbliche o convenzionate) e sottolineando il grave e ingiustificabile danno economico che la scelta di usufruire dei servizi fuori regione sta provocando all’intero sistema sanitario locale. Con questo tipo di azione si potrebbero recuperare posti di residenzialità per disabili presso le strutture spezzine e così riallineare il bacino di utenza complessivo scongiurando ogni rischio di eventuali esuberi del personale determinatisi dopo l’introduzione della nuova delibera regionale. Non ha senso piangere l’emorragia di risorse verso le altre regioni e rimanere inerti di fronte all’opportunità di portare a pieno regime l’uso delle realtà efficienti e di qualità presenti nel nostro territorio.
Pretendiamo che la direzione della Asl e dei Distretti agisca immediatamente e con assoluta fermezza nel recupero di pazienti in regime di assistenza sociosanitaria consentendoci così di diminuire l’abnorme esborso di risorse verso le regioni limitrofe e salvaguardare professionalità, posti di lavoro e tenuta del nostro sistema sanitario.
Per il futuro delle strutture della nostra provincia la scelta di inserire ospiti che oggi sono fuori è doverosa, come è doveroso trovare tutti gli strumenti che possano offrire ai nostri cittadini la possibilità di curarsi qua e non altrove.
Chi ancora indugiasse nell’agire sulla strada del rientro di questi pazienti lasciando così che i nostri soldi migrino altrove, si assumerebbe una responsabilità gravissima e imperdonabile verso tutta la comunità".
Sabato 4 febbraio 2012 alle 10:35:45




























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