Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Novembre - ore 21.34

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Rapine senza armi, un arresto. Colpo anche nello Spezzino | Foto

La Polizia di Stato di Massa Carrara lo ha idenfiticato e arrestato al termine di due anni di indagini. Gli accertamenti proseguono.

capobanda in manette
Rapine senza armi, un arresto. Colpo anche nello Spezzino

La Spezia - Una banda di rapinatori che riusciva a mettere a segno i colpi senza utilizzare armi. Con forti e puntuali pressioni psicologiche, riusciva compiere i propri intenti in diverse banche del nord Italia e tra le città colpite c'è anche la Spezia. A chiudere il cerchio sulla parte lunigianense è stata la Squadra mobile che ha arrestato il capobanda dopo due anni di indagini serrate.

Una delle rapine era avvenuta quasi due anni fa, il 24 novembre 2016, alla Carige del Cinquale nel comune di Montignoso. Il bottino fu piuttosto cospicuo: la banda, composta da quattro uomini, riuscì a rubare 81mila euro, dopo aver sequestrato per oltre un'ora la direttrice della filiale e altre tre impiegate.
Il colpo prese avvio intorno alle 15.50, quando il capobanda, un siciliano quarantenne incensurato, fece ingresso nell'istituto a volto scoperto, come un normale cliente. Dopo pochi secondi fece un balzo oltre il bancone, immobilizzando l'addetta e dando così il la ai suoi tre complici entrati in azione a volto travisato da passamontagna.
Il modus operandi era sempre lo stesso: i quattro agivano senza l'utilizzo di armi ma attraverso lo "strumento" della minaccia verbale nei confronti dei dipendenti dietro la quale c'era un dettagliato lavoro di giorni e giorni di raccolta di informazioni circa la vita dei bancari e delle loro famiglie.
"Per quanto riguarda il colpo portato a segno al Cinquale – ha spiegato il capo della squadra mobile di Massa Antonio Corcione – i rapinatori avevano già iniziato due settimane prima a pedinare gli addetti della Carige e a raccogliere informazioni molto puntuali su di loro e sulle loro abitudini".
L'utilizzo della parola e della pressione psicologica sui dipendenti diventava quindi un grimaldello molto potente che riusciva, attraverso la minaccia e l'intimidazione verbale, a scardinare le loro resistenze, inducendoli senza troppa fatica a cedere alle richieste dei rapinatori.
Operando in questo modo sono riusciti a prelevare 81mila euro, ma il colpo poteva essere molto più cospicuo nel caso in cui i quattro fossero riusciti a mettere le mani sulla cassaforte del bancomat, la cui apertura non è avvenuta perché la direttrice della banca, andando in panico, si era completamente dimenticata il codice di sicurezza per la sua apertura. I rapinatori hanno così lasciato la banca intorno alle 17.05, un'ora e un quarto dopo il loro ingresso. E anche questo è un elemento che differisce dalla "classica" rapina che solitamente avviene in 5-10 minuti.
"Le nostre indagini sono iniziate subito – ha affermato Corcione – ma non sono state facili dal momento che partivamo con quasi nessun elemento. Le uniche due informazioni che avevamo erano il volto di un soggetto senza alcun precedente e l'impronta di una scarpa, con segni evidenti e particolari. Fondamentale il ruolo svolto in questo senso dalla polizia scientifica".

Dall'incrocio delle banche dati delle questure di altri territori italiani colpiti dal commando, soprattutto del nord Italia e anche della vicina provincia della Spezia, la polizia di Stato è così riuscita a risalire al capobanda, un 40enne originario di Catania, arrestato pochi giorni fa a Cremona. Sugli altri tre le indagini stanno andando avanti serrate per poterli il prima possibile assicurare alla giustizia. Per quanto riguarda lo Spezzino le indagini sono ancora in corso.
Una rapina con un modus operandi simile a quello descritto era stata portata a termine il 21 gennaio del 2016 (clicca qui). Anche in quel caso non furono usate armi e il bottino era da capogiro: 165mila euro. All'epoca dei fatti nei locali dell'ex banco di San Giorgio di Via XXIV Maggio i rapinatori erano entrati in intimando ai cassieri di consegnare loro tutto quello che c'era. Chi aveva fatto irruzione aveva l'accento siciliano. Entrarono con le mani in tasca simulando il possesso di una pistola, mentre un quarto era fuori a fare il palo.
Nel corso della rapina vennero chiusi nell'ufficio del direttore sei clienti e tre cassieri per quarantacinque minuti e una donna avvertì anche un malore. Solo ulteriori accertamenti potranno confermare questa pista.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


Fotogallery

Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News