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Ultimo aggiornamento: 21/09/2020 13:25:25 Sezioni 0 di 0

Rapinano minimarket, cinque giovani nei guai

Fra maggiorenni e minorenni, la banda aggrediva il gestore e depreda il registratore di cassa. Nella fuga perdono uno smartphone e quando tornano sul luogo del misfatto per recuperarlo trovano la Polizia.

chiuso il cerchio
Rapinano minimarket, cinque giovani nei guai

La Spezia - Si concludono le indagini avviate dalla Polizia di Stato a seguito della rapina del 25 maggio scorso presso un minimarket di via Garibaldi. Dopo l’arresto di tre cittadini minorenni sudamericani avvenuto nei giorni scorsi, è stata eseguita a carico di due maggiorenni albanesi l’ordinanza che dispone l’obbligo di dimora con il divieto di allontanarsi
dall’abitazione in orario serale e notturno, disposta dal Gip Fabrizio Garofalo, su richiesta del Sostituto Procuratore titolare delle indagini, Claudia Merlino. Cosa accadde quella sera? Intorno alle 21.20 le volanti della Questura della Spezia intervenivano in viale Garibaldi, presso un minimarket, dove era stata segnalata una lite tra cittadini stranieri.
Sul posto gli operanti constatavano la presenza di qualche banconota, spiccioli e alcune cassette di frutta rovesciate per terra identificando, con l’ausilio di una pattuglia della Polizia Locale, alcuni giovani stranieri che riferivano di essere stati aggrediti, senza alcun motivo, dal titolare del minimarket.

L’uomo, un cittadino bengalese, asseriva invece di essere già stato in passato vittima di alcuni furti da parte di componenti del gruppo precisando di essere stato, quella sera stessa, percosso e rapinato da cinque giovani. Gli approfondimenti investigativi, tempestivamente avviati dagli agenti della Squadra Mobile, ricorrendo alle tradizionali tecniche investigative, permettevano di fare chiarezza sulla vicenda ed identificare compiutamente tutti i cinque autori della rapina, ricostruendo dettagliatamente i fatti attribuendo, a ciascuno di loro, un preciso ruolo. In effetti quello stesso pomeriggio cinque giovani si erano presentati nel minimarket, cercando di distrarre il gestore per sottrarre degli alcolici, come era già successo nel recente passato, ma venivano allontanati dallo stesso che, ricorrendo all’aiuto di un connazionale, metteva in fuga il gruppo. Poco dopo tre dei cinque giovani, tutti minorenni di origine sudamericana, ritornavano nel minimarket, questa volta in compagnia di altri due ragazzi, poco più grandi di loro, di origine albanese.

Con la forza prevaricatrice del branco, i giovani entravano prepotentemente nell’esercizio commerciale, disponendosi in luoghi diversi, in modo da non poter essere controllati dal gestore che, intuendo di poter essere nuovamente vittima dell’ennesima intimidazione e di furto, richiedeva ancora una volta l’ausilio del suo connazionale, chiamandolo al telefono. Nel frattempo, però, i cinque giovani lo aggredivano, prendendolo a pugni e, aperto il registratore di cassa, si impossessavano della somma di 130 euro. Ne nasceva un’ulteriore colluttazione, all’esito della quale il gestore del market veniva refertato con prognosi di 7 giorni per trauma cranico, ma i giovani riuscivano ugualmente a dileguarsi con il denaro appena asportato, perdendo nel corso della fuga un telefono cellulare, che la vittima recuperava e consegnava agli agenti della Volante prontamente sopraggiunti. Poco dopo i cinque fuggitivi ritornavano sul posto per recuperare il cellulare, ma venivano sorpresi e identificati dalla Polizia di Stato presente sul luogo dell’aggressione.

Uno di loro, a seguito di perquisizione personale, risultava ancora in possesso dei 130 euro prelevati poco prima dalla cassa nel corso della concitata rapina. Successivamente all’esecuzione delle misure cautelari emesse nei confronti dei tre minorenni, due cittadini ecuadoregni ed uno dominicano, l'altro pomeriggio veniva dunque eseguita, nei confronti dei due complici ventenni di origine albanese, già gravati da precedenti di Polizia, l’ordinanza che dispone l’obbligo di dimora con il divieto di allontanarsi dall’abitazione in orario serale/notturno, chiudendo il cerchio su tutti i responsabili.

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