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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 15.51

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Pulli in difficoltà e nessun ente può occuparsene. Una cittadina li svezzerà

La giovane Pamela è incappata nella vicenda che riguarda un gabbiano ed un piccione. Cerca una soluzione tra le maglie della burocrazia, ma sembra impossibile.

Pulli in difficoltà e nessun ente può occuparsene. Una cittadina li svezzerà

La Spezia - Piccoli indifesi e dal futuro incerto. Parte da qui la storia di due pulli, uno di piccione e uno di gabbiano, che qualche giorno fa sono stati trovati per terra, anzi uno dei due era addirittura finito in una botola. Il pigolare dei pulcini ha attirato l'attenzione dei passanti che mossi a compassione li hanno raccolti.
Un gesto d'amore, atto di carità ma a conti fatti ora questi due uccellini non si sa che fine faranno. Sono troppo piccoli per essere liberati e devono essere svezzati. Ed è così che tramite un tam tam di telefonate e conoscenze a prendersene cura è stata una giovane spezzina che ha cercato uno spazio tra le maglie burocratiche per capire come, dove e quando questi piccoli animali potranno essere recuperati.
Avendo alle spalle un'attività di servizio civile con WWF qualche buon consiglio, almeno per la prima emergenza, lo ha acquisito ma al momento viaggia iassieme ai due cuccioli all'interno di altrettante scatole perchè da enti e burocrazia non trova risposte concrete. Sembrerebbe che la competenza per questi due uccelli non sia di nessuno.
"Solo in Prefettura - spiega Pamela - hanno cercato di darmi un aiuto, perchè si sono impegnati mettendomi in contatto con gli uffici regionali dai quali però mi hanno detto che non è attiva alcuna convenzione per il trattamento di queste due razze di volatili. Sono animali selvatici, ma vengono considerati "urbani". L'ufficio provinciale tutela animali non può occuparsene. Dagli altri enti c'è un rimpallo di competenze".
Si tratterebbe dunque di un'altra questione rimasta in sospeso dopo la cancellazione delle Province. La Regione Liguria a suo tempo ha diffuso le linee guida per il recupero degli animali in difficoltà , tra le quali viene imposta la piena autonomia finanziaria delle associazioni che si possono occupare degli animali . Un cavillo non da poco, se si calcola che in particolare alla Spezia sono le onlus ad essere in prima linea nel soccorso, nel sostegno degli animali in generale e non hanno la disponibilità economica quindi richiesta dalle linee guida. "Loro non si impegnano in nessun modo - spiega Pamela - mentre l'associazione che chiede l'autorizzazione ad intervenire, per averla dovrebbe accettare in toto una serie di aspetti molto onerosi. Ovvero dovrebbe essere in grado di anticipare l'impegno economico che comporta, convenzionandosi con un veterinario, con un centro di recupero, procurandosi locali idonei, mantenendo una reperibilità telefonica di 10 ore al giorno tutti i giorni. Tutto questo senza sapere se al termine del periodo convenzionato la Regione contribuirà. Infine, se l'associazione che accetta queste condizioni non dovesse adempiere in pieno per qualsiasi ragione subentrano nuove problematiche, perché si è firmato un impegno e lo si deve mantenere completamente".
Dello svezzamento dei due cuccioli per un po' se ne occuperà Pamela che da privata cittadina lancia un appello: "Io chiedo solo che l'istituzione che se ne deve occupare lo faccia".

Questo episodio però non è isolato. Giusto qualche giorno fa, una signora di Pegazzano era incappata in un altro rimpallo di competenze. Non si trattava di cuccioli ma di un gabbiano deceduto (clicca qui).


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