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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Gennaio - ore 18.07

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Pozella: "Gogna basata su supposizioni, consapevole delle mie responsabilità"

L'ex dirigente di Ap e presidente del consorzio Discover dopo il verdetto di ieri: "Devastata la mia esistenza. Vergognosa l'ipocrisia di figure che hanno goduto di interventi per la propria collocazione lavorativa o per quella di amici o familiari".

pena di 4 anni di reclusione
Pozella: "Gogna basata su supposizioni, consapevole delle mie responsabilità"

La Spezia - Una sentenza molto attesa quella di ieri. Il gup Marta Perazzo ha scritto la parola fine in calce al primo capitolo dell'inchiesta sul sistema della gestione degli appalti all'interno dell'Autorità portuale spezzina. Nel pomeriggio, infatti, il magistrato ha emesso i verdetti per i cinque imputati che avevano scelto il patteggiamento nel corso dell'udienza del 6 novembre scorso. Fra gli altri l'ex dirigente di Via del Molo Maurizio Pozella, difeso dall’avvocato Alessandro Civitillo, che ha ricevuto una pena di 4 anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici e incapacità perpetua a trattare con la pubblica amministrazione. Oggi è invece il giorno dei commenti e proprio Pozella si difende e, a sua volta, attacca: "Intendo chiudere una vicenda che mi ha devastato l’esistenza, con conseguenze importanti anche sul mio stato di salute. Una gogna mediatica vergognosa, basata su mere supposizioni e senza mai ascoltare imprese, commissioni di gara, interlocutori istituzionali che ben conoscevano il mio reale modo di agire. E nonostante sia completamente crollato il castello di menzogne costruito da certa stampa nei miei confronti, non ho letto una sola riga in merito a ritrattazioni e rivisitazioni di circostanze sulle quali sono stati precedentemente sviluppati titoli da locandina".

Pozella va oltre e individua nel suo sfogo degli obiettivi precisi: "Trovo vergognosa l’ipocrisia di alcune figure, anche all’interno dell’Ente, che hanno ampiamente goduto di interventi per la propria collocazione lavorativa o per quella di famigliari o amici, scandalizzate per quanto emerso. Ho agito sempre in buona fede e nell’interesse dell’Ente e del porto, detto ciò sono consapevole delle mie responsabilità che, come sempre, mi sono assunto, di aver procurato utilità a terzi attraverso la sola segnalazione per posti di lavoro non ricevendo da questo alcun vantaggio personale sia economico sia di altro tipo, specificando inoltre che mai si è trattato di oggetto di scambio con le imprese interessate, come del resto semplice da appurare. Quanto alla predisposizione dei bandi contestati si agiva senza la consapevolezza dell’illecito cercando di migliorare i servizi a vantaggio dell’ente e del porto, con modalità da sempre adottate".

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