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Perché le mascherine non costano ancora cinquanta centesimi

Questioni di Iva e di metodi di vendita non comunicati per tempo. Intanto compaiono i cartelli fuori da alcuni esercizi e che annunciano: vendita delle chirurgiche sospesa. Il punto con la dottoressa Borachia presidente dei titolari di farmacia.

i dubbi. le soluzioni?

La Spezia - La corsa alle mascherine non è mai finita. Anzi, dopo gli ultimi aggiornamenti in vista della Fase 2, i Dpcm e i tutorial per farsele in casa sembra levarsi un grido da parte dei cittadini: “Ne vogliamo di più e a un prezzo basso”. Di fatto qualcuno si è già avventurato chiedendo con forza le mascherine chirurgiche a cinquanta centesimi. Ma è chiaro come la luce del sole che la questione non è né facile, né immediata.
E' di questi giorni la comparsa di cartelli sia, in alcune farmacie che nei negozi specializzati nella distribuzione di prodotti di igiene per la persona e la casa, che annunciavano la sospensione della vendita delle mascherine chirurgiche. La questione è complessa anche nelle farmacie, dove prima che esplodesse la pandemia erano andate a ruba per poi tornare con il contagocce. A fare chiarezza su quanto sta accadendo è la dottoressa Elisabetta Borachia, farmacista e presidente dell'Unione Ligure delle associazioni titolari di farmacia.
“Domenica sera – ricostruisce Borachia – il presidente Conte ha annunciato un provvedimento e un prezzo, quindi, la gente ha capito che le mascherine si sarebbero trovate immediatamente a quel prezzo. Domenico Arcuri della Protezione civile nazionale ha fatto il provvedimento immediato e ci siamo trovati in seria difficoltà. Infatti, in farmacia vanno rispettati dei codici che vanno interpretati in maniera univoca perché si vendono tanti prodotti di importazione. Di conseguenza è un nostro obbligo verificare sul sito dell'Inail prodotto per prodotto i loro requisiti. Se questi rientrano nell'allegato 1 (del Dpcm, Ndr) non ci sono problemi, ma se per caso fossero rientrati in uno diverso avremmo potuto continuare a vendere i prodotti non a 0.50 centesimi più Iva, quindi al prezzo stabilito dal governo”.

“Inoltre - prosegue la presidente - Federfarma nazionale era stata ricevuta nel pomeriggio di lunedì per illustrare il metodo di vendita. Agli ordini dei farmacisti è stato annunciato solo ieri sera alle 18. Queste mascherine non sono un farmaco salvavita, non abbiamo tolto nulla alla popolazione ma abbiamo dovuto capire quello che stava accadendo. Ieri in tutta la regione alcuni colleghi sono stati controllati da Asl e Guardia di finanza. Ci vuole cautela in tutto: acquisti, certificati. L'appello che ho fatto, in via cautelativa a tutti i colleghi, è stato quello di non fare ordini”.

Alcuni clienti si sono già impuntati sui prezzi chiedendosi perché le chirurgiche non costino ancora cinquanta centesimi: “E' stato complicato spiegare che l'abbassamento del prezzo non è immediato anche perché è stato annunciato al netto dell'Iva - conclude Borachia -. Finché l'Iva rimarrà al 22 per cento e non subentrerà un decreto specifico che la abbassi allo 4 per cento, le mascherine chirurgiche non potranno costare cinquanta centesimi. Nessuno di noi vuole lucrare e questo deve essere chiaro. Se ce le manderanno le venderemo ma non le suddivideremo in pacchetti, perché richiederebbe un lungo e particolare procedimento per garantire il mantenimento della sanificazione. Non è necessario se rimangono nella confezione originale”. In serata la Regione Liguria ha annunciato l'inizio della distribuzione delle mascherine chirurgiche nelle farmacie a partire dal 6 maggio: "Giusto questa mattina ho rinnovato all'assessore Viale la nostra disponibilità, ora aspettiamo che ci venga comunicata con precisione la modalità di distribuzione".

Nel caso specifico dei negozi Ipersoap un cartello annuncia la sospensione della vendita delle mascherine chirurgiche. In un volantino affisso all'esterno di un negozio della catena, l'azienda rimarca la propria estraneità ad ogni speculazione e di essere in attesa di direttive specifiche dal governo centrale: “No alle speculazioni, Ipersoap non ha mai ceduto a queste tentazioni - cita il volantino -. Il prezzo da noi praticato per le mascherine chirurgiche è figlio del prezzo pagato, delle tasse a suo carico, e di un onesto margine di ricarico. Ci risulta di aver praticato, fino ad oggi, un prezzo assolutamente in linea con quello dei nostri concorrenti. Nessuno può dimostrare il contrario. Quando il Governo toglierà, davvero e non a parole, le tasse e ci rimborserà la differenza di quanto abbiamo pagato saremo felici, di abbassare di conseguenza il prezzo, a favore dei nostri affezionati clienti. Pertanto è con grande rammarico che comunichiamo la sospensione della vendita delle mascherine chirurgiche in attesa di chiarimenti”.

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