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Peracchini, cisl:"Ue condanna Italia, cdr non è materia prima ma rifiuto"

La Spezia. "L'italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea per aver violato la direttiva europea sui rifiuti, e precisamente nella parte in cui assimila il cdr-q e i materiali ferrosi di scarto alle materie prime e non ai rifiuti. Questa grave sentenza, del 22 dicembre 2008 e pubblicata ieri, colpisce duramente il nostro Paese ed ha un effetto , probabilmente, gravissimo sul piano dei rifiuti della nostra provincia e quindi su Acam per l'impianto di Saliceti, sugli spezzini per la beffa di pagare un impianto non più utile per fare il combustibile da rifiuto come materia prima, e di fatto ci mette in una situazone di ulteriore emergenza, anche dopo la sentenza del consiglio di stato. Le furbate italiche sono state smascherate una volta per tutte e dopo tre anni dalla apertura di infrazione europea è definito che i rifiuti rimangono rifiuti, cioè non diventano materie prime in base alla destinazione di smaltimento e come tali devono essere trattati e gestiti. Infatti è stato ribadito che "la sua combustione presenta rischi e pericoli specifici per la salute umana e l'ambiente" principi che vanno tutelati maggiormente come prevede la norma europea sui rifiuti. Significa che non si può bruciare il cdr dentro la centrale dell'Enel perchè non è materia prima come il carbone o il metano, come la Cisl ha sostenuto nell'ultimo anno, anche perchè l'italia per cercare di sanare l'infrazione europea da circa un anno ha modificato la legge classificando il cdr rifiuto. Possibile che nessuno in Acam o in Provincia sapesse nulla? Perchè sapendo che da oltre tre anni era contestata dalla Unione Europea la classificazione del Cdr come materia prima si è fatto finta di nulla? Ignoranza o peggio? Pensare che qualcuno "pensava e pensa" di salvare Acam bruciando il Cdr nella centrale Enel. E ora chi risarcirà gli spezzini del danno o meglio della beffa di pagare un impianto, tramite la bolletta della spazzatura che non servirà più? Che fare con quell'impianto?
Serve da subito un tavolo istituzionale per affrontare tale emergenza e trovare velocemente una volta per tutte la decisione per il problema rifiuti della nostra provincia. Le opzioni ci sono e devono soprattutto guardare il futuro, affrontando però l'emergenza:
rifiuti zero?, dissociazione molecolare?, trattamento al plasma? termovalorizzazione? esportazione dei rifiuti ? quante e quali discariche di servizio, o altre soluzioni sono disponibili ma non si perda tempo e nel giro di pochi giorni si decida per il bene di tutti gli abitanti della nostra provincia. La Cisl contribuirà, come sempre, con le proprie idee e responsabilità". Pierluigi Peracchini , segretario generale Cisl La Spezia.

11/01/2009 13:52:54
redazione
















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