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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 13.35

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Per il morbillo ci si vaccina meno, la Spezia in calo rispetto ai dati nazionali

Il dottor Francesco Maddalo fa il punto della situazione con CDS: "Non si registra una situazione d'allarme, ma il virus non va trascurato".

Per il morbillo ci si vaccina meno, la Spezia in calo rispetto ai dati nazionali

La Spezia - Chi è nato negli anni '80 si ricorderà bene cosa significava perdere un giorno di scuola o all'asilo e andare dal dottore per vaccinarsi. Forse molti non sanno che in quel periodo il morbillo causò oltre due milioni e mezzo di morti. Colpisce soprattutto i bambini nei primi anni di vita, motivo per cui vengono posti al ciclo di immunizzazione tramite vaccino, e raramente ha gravissime complicanze ma se subentrano si rischiano anche danni neurologici.
Nello Spezzino e in Liguria, la copertura vaccinale per il morbillo oscilla tra l'81 e l'82 per cento. Un dato inferiore del 3-4 per cento rispetto alla media nazionale. A fare il punto della situazione è il dottor Francesco Maddalo Direttore delle Strutture complesse dell’Igiene pubblica e igiene degli alimenti e nutrizione dell’Asl 5 spezzino.
Mentre l'opinione continua a spaccarsi sulle vaccinazioni diventa d'uopo capire quali sono le caratteristiche della malattia e i principali rischi. Sul sito del Ministero della Salute compare una pagina dedicata alla malattia, aggiornata nell'ultimo mese. E parlare di morbillo, in questa fase storica nel corso della quale ci si affida a Google piuttosto che al medico, rimane di attualità perchè i casi in Italia sono triplicati. Recentemente sull'agenzia di stampa Agi si leggeva: " Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi, che sono più che triplicati: a fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall'inizio dell'anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230 per cento".
La malattia. E le complicazioni. Dal Ministero della Salute.Sulla pagina del Ministero si legge: "E’ una malattia infettiva causata da un virus a RNA del genere Morbillivirus, della famiglia dei Paramyxovirus, che si localizza in vari organi e tessuti. La recettività (possibilità di essere infettati da un agente patogeno) è universale e il morbillo è una delle malattie più contagiose che si conoscano. Prima dell’introduzione dei vaccini antimorbillosi, quasi tutti i bambini si ammalavano di morbillo prima del 15° anno di vita. Il morbillo è una malattia endemo-epidemica, vale a dire che è sempre presente nelle collettività, presentando picchi epidemici ogni 3-4 anni, legati al fatto che i nuovi nati vengono a formare gradualmente una massa cospicua di soggetti suscettibili all’infezione. Il morbillo lascia un’immunità che dura per tutta la vita; anche l’immunità indotta dal vaccino è di durata molto lunga".
L'incubazione e come si sfoga. Il morbillo si manifesta con il rush cutaneo e i sintomi dell'influenza: "Dopo un periodo di incubazione che può variare da un minimo di 7 ad un massimo di 18 giorni (solitamente circa 10 giorni) - si legge ancora sul sito del Ministero -, si ha la comparsa di febbre, raffreddore, tosse secca, congiuntivite, chiazze rossastre sulla mucosa della bocca e della faringe e macchioline bianche sulle gengive, all’altezza dei molari (macchie di Koplik). Questo periodo dura 4-5 giorni, al termine del quale compare un'eruzione cutanea maculo-papulosa che dal collo e dal capo si estende a tutto il corpo (esantema discendente). L’inizio dell’esantema è solitamente accompagnato da un innalzamento della febbre che diminuisce poi piuttosto rapidamente. L’esantema persiste per 5-6 giorni e, così come è iniziato, scompare a cominciare dal collo. Per qualche giorno rimane una desquamazione della pelle (fase di convalescenza). Il decorso del morbillo può essere mite nei lattanti, se ancora in parte protetti da anticorpi di origine materna ma, solitamente, la malattia è più grave nei bambini molto piccoli e negli adulti".
Le complicanze. I rischi, la mortalità . "Le complicanze più frequenti del morbillo - si legge nelle pagine del Ministero della salute - sono rappresentate dalle otiti dell'orecchio medio, dalle polmoniti e broncopolmoniti (5-6 per cento dei bambini), dalle laringiti e laringotracheiti, dalla diarrea. La complicanza più grave è l'encefalite/encefalomielite, un'infiammazione a carico del cervello e del midollo spinale) che si presenta in circa 1 caso su 1000. La mortalità dell’encefalite morbillosa è superiore al 10 per cento e si stima che il 20-40 per cento delle persone sopravvissute ad una encefalite morbillosa subiscano conseguenze permanenti a livello neurologico.
Una complicanza del morbillo, rarissima, ma dagli effetti devastanti, è la panencefalite sclerosante subacuta (PESS). Si tratta di una encefalite a lenta evoluzione, che può manifestarsi in un caso su 100mila a distanza di molti anni dall’infezione con virus morbilloso, per lo più in persone che hanno avuto il morbillo nei primi due anni di vita".

Il punto spezzino con il dottor Maddalo.

Qual è la situazione spezzina?
Al momento non si registra una situazione di allarme circa la diffusione della malattia nel nostro territorio; viene rispecchiata la situazione nazionale, che nel tempo ha visto gradualmente accumularsi fra la popolazione coloro che non si sono vaccinati e che conseguentemente oggi presenta un numero notevole di soggetti suscettibili all’azione di questo virus e quindi esposti a una possibile epidemia, data la facilità di diffusione ed alta contagiosità del virus attraverso le vie respiratorie. Ricordiamo che la malattia non è di impatto trascurabile (può essere letale), sia come decorso sia come possibili complicanze. E’ quindi potenzialmente attesa una diffusione improvvisa, a forma epidemica, che in altri stati europei si è già verificata nel recente periodo o si sta verificando in questi giorni. Il Ministero della Salute ha predisposto una rete di sorveglianza, che sa dare anche a livello laboratoristico tramite una rete di laboratori di riferimento regionale (tra cui quello ligure) una stima precisa sulla diffusione del virus; a sua volta l’Italia fa parte di una rete di monitoraggio europea e mondiale (clicca: qui )

Quanti casi ci sono stati dal 2015 ad oggi? E la tendenza?
Fortunatamente solo un caso si è manifestato nel 2017; ciononostante esso può rappresentare un “approdo” del virus anche nel nostro territorio, in analogia alla situazione italiana. Non va trascurato che il virus è ad alta contagiosità, essendo in grado di infettare anche il 90% dei soggetti suscettibili (cioè non vaccinati o non immunizzati a seguito di malattia).
Ragionevolmente, nel prossimo futuro, si potrebbe concretizzare una possibilità di microepidemie in soggetti non vaccinati, che potranno essere contrastate dalla presenza di una consistente percentuale di vaccinati nella stessa comunità dove si manifestano (cosiddetto “effetto gregge” di protezione comunitaria). Le microepidemie a loro volta potranno concretizzarsi in puntate epidemiche, in relazione all’entità dei soggetti non protetti.
In generale le vaccinazioni registrano da tempo un calo nelle adesioni, del tutto immotivato secondo un approccio razionale. Va ricordato infatti che i benefici ottenibili dalla protezione reale nei confronti di numerose malattie infettive superano di gran lunga qualunque obiezione sui possibili rischi che si corrono, rischi che costantemente la letteratura scientifica ha dimostrato concretizzarsi in numero estremamente piccolo rispetto ai milioni di dosi somministrate nel mondo.
L’esistenza del rischio morbillo dovrebbe indirizzare verso un approccio più razionale al bilancio rischi/benefici della vaccinazione, che costantemente si è rivelata estremamente vantaggiosa.


A livello di vaccinazioni come siamo messi in provincia?
Purtroppo il dato di copertura vaccinale non è ottimale nello Spezzino e in Liguria, avvicinandosi a circa l’81-82%; il dato nazionale è circa dell’ 85%, comunque inferiore al 95% che è ritenuto essere il livello da raggiungere per ottenere la difesa comunitaria, sia per il morbillo che per le altre malattie infettive prevenibili con le vaccinazioni. (Nella tabella 1.0 sono riportati i dati della rilevazione nazionale di coperture vaccinali rilevate al 31 dicembre 2015 e a breve saranno disponibili quelli 2016, ndr).

Come ci si vaccina per il morbillo?
Sono previste due dosi, al 13°-15° mese e al 5°-6° anno di vita, con offerta gratuita al 14° anno per chi non vi avesse aderito in precedenza, come da tabella sottostante del vigente calendario ligure, che per il morbillo ricomprende da anni il calendario recentemente definito dal Piano Nazionale Vaccini 2017-19. Fino al compimento del 7° anno le vaccinazioni in ASL 5 sono eseguite presso gli ambulatori della Struttura Consultoriale, successivamente dalla Struttura di Igiene Pubblica. Il richiamo dei 14enni avviene su invito della Struttura Igiene Pubblica. I genitori dei non vaccinati potranno richiedere la vaccinazione alle due Strutture secondo le età di riferimento.(tabella 1, il calendario vaccinale, ndr).

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Tabella 1 - Il calendario delle vaccinazioni
Tabella 1.0 - Dati della rilevazione nazionale di coperture vaccinali rilevate al 31 dicembre 2015


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