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Pecora sbranata alla Foce, la conferma: "E' un lupo"

Il predatore ha colpito in un'azienda agricola. I tecnici della Regione: "Comportamento tipico: uccisa con un morso al collo e poi divorato il petto. Per l'uomo nessun pericolo". L'assessore Piana informato: "Un bando da 2 milioni per le recinzioni"

a due passi dalla città
Pecora sbranata alla Foce, la conferma: "E' un lupo"

La Spezia - La conferma è arrivata in queste ore a seguito delle analisi condotte dai tecnici regionali dell'ufficio fauna selvatica. La pecora scomparsa da un'azienda agricola alla Foce, in località Sommovigo, è stata sbranata senza dubbio da un lupo. All'interno del territorio comunale della Spezia, a meno di cinque chilometri dal centro della città e ad un'altitudine di poco superiore ai 200 metri sul livello del mare. Da lì in poi, rivolgendosi a Nord, si può arrivare fino al cuore dell'Appennino passando solo attraverso boschi di lecci, castagni, acacie e i pini morenti. Ed è proprio questo il corridoio che il predatore ha con tutta probabilità utilizzato per arrivare a pochi passi dal capoluogo.
"Abbiamo quattro pecore, galline, un pony e diversi cani - racconta Cinzia Cassinelli, nella cui azienda agricola è avvenuta la caccia -. Tutti vivono bradi, le pecore sono libere di pascolare nel bosco e non le rinchiudevamo neanche durante la notte. Non ce n'era mai stato bisogno. E' mio padre che fa la conta ogni mattina, così ci siamo accorti che ne mancavano due. Non c'è voluto molto a trovare la carcassa di una di loro. Abbiamo capito subito che era successo qualcosa di diverso dal solito". La prima chiamata è stata diretta ad un veterinario dell'ASL che ha fatto le prime notazioni confermando la compatibilità con l'attacco di un grande carnivoro. Ma per prassi tocca alla Regione Liguria emettere la sentenza in questi casi, anche perché da questo dipendono i rimborsi.

"Il comportamento che abbiamo notato è chiaramente quello del lupo, anche un occhio poco esperto lo avrebbe capito subito - spiega Davide Pini -. La preda è stata uccisa da un morso netto al collo, un'operazione per cui nei branchi spesso esiste un esemplare preposto. L'animale è stato eviscerato, poi è stato asportata la zona del petto. La carcassa non era del tutto spolpata, come invece si può verificare in alcuni casi. Ma questo non esclude che l'attacco possa essere stato portato da più esemplari". I tecnici della Regione Liguria non sono rimasti particolarmente sorpresi. "Sappiamo da anni che il lupo frequenta la Val di Vara così come tutta la riviera. Non più tardi di due settimane fa ne abbiamo recuperato uno nei pressi di Riccò del Golfo, investito da un'auto".
Con tutto l'entroterra a disposizione, perché cacciare così vicino alla città? "Il lupo è un animale opportunista - spiega Fausto Carabelli -, da queste parti caccia soprattutto cinghiali e caprioli, ma una pecora indifesa rappresenta la preda per eccellenza. Il fatto è che qui non esistono molti allevamenti, quindi non ha generalmente motivo di avvicinarsi più di tanto alle zone abitate. La stessa cosa non si può dire dell'Alta Val di Vara per esempio. Oltretutto è facile ritorni per finire il pasto perché segue per istinto la preda. Ma in questo caso non troverà più nulla perché abbiamo smaltito la carcassa". Ed in effetti alcuni residenti del Monte Parodi avevano segnalato negli scorsi giorni la presenza di un grosso canide del tutto simile ad un lupo, intravisto magari a bordo strada prima che si dileguasse. Senza però avere certezze.

La zona di Sant'Anna è molto bene conosciuta anche dagli escursionisti, meta di camminate domenicali e uno degli snodi panoramici più belli di tutta l'Alta Via del Golfo. "Non c'è alcun motivo per cambiare le proprie abitudini o per avere paura - assicura Pini -. Il lupo è difficile anche solo da vedere, perché ha sensi sviluppati che gli permettono di percepire la nostra presenza molto prima di quanto noi possiamo notare la sua. Ed essendo un animale schivo, si tiene generalmente alla larga dall'uomo".
La segnalazione spezzina arriva proprio nei giorni in cui sta per essere avviato il progetto Life WolfAlps, finanziato dall'UE, che punta a monitorare lo stato di conservazione del lupo su tutto il territorio italiano e migliorare la convivenza con l'uomo. L'enorme lavoro di censimento sarà portato avanti proprio dagli specialisti regionali del Dipartimento fauna selvatica. "Si utilizzeranno transetti, analisi delle tracce, impronte, escrementi, resti di predazione... tutto ciò che può fornirci informazioni qualitative e quantitative sul lupo nella provincia spezzina e in tutta la Liguria".

Nel frattempo la famiglia Cassinelli studia come evitare di perdere altri capi. "Il nostro è un bosco recintato - spiega Cinzia Cassinelli -, ma le recinzioni erano pensate per tenere lontani cinghiali e caprioli. Qui siamo di fronte ad una sfida diversa. Potremmo innalzarla fino a due metri e mezzo, visto che il lupo è un ottimo arrampicatore. Tanto è vero che non abbiamo trovato alcuna breccia nel nostro perimetro. Nel frattempo ora abbiamo preso a rinchiudere gli animali per la notte. L'altra pecora dispersa? Nessuna traccia".
In questo viene in aiuto la Regione. L'assessore Alessandro Piana, informato in mattinata del fatto, ha subito chiesto aggiornamenti. "Sono episodi che si stanno moltiplicando in tutta la Liguria e in alcuni casi possono riguardare anche gli animali da compagnia - spiega -. Come Regione Liguria abbiamo un bando aperto da 2 milioni di euro che permette di accedere a contributi per chi volesse cambiare una recinzione. Chiaramente l'azienda spezzina, presentando una richiesta danni, potrà accedere ai rimborsi per i capi persi. Rimborsi finanziati con le quote per i tesserini venatori. Infine segnalo la convenzione in atto con un allevamento, per cui si può ottenere un cane da pastore già addestrato in maniera del tutto gratuita a chi ne facesse richiesta".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Davide Pini e Fausto Carabelli


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