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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Marzo - ore 16.10

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Nove morti sulla strada nello Spezzino, aumetano gli incidenti

E' quanto emerge dalle analisi Istat per gli anni 2016 e 2017. In Liguria hanno perso la vita 87 persone.

due anni fa erano stati 12
Nove morti sulla strada nello Spezzino, aumetano gli incidenti

La Spezia - Aumentano gli incidenti stradali e i feriti. Calano i sinistri mortali. E' l'istantanea scattata dall'Istat sull'incidentalità stradale, con il confronto del biennio 2016-2017, nella parte di competenza sul territorio provinciale spezzino. La Spezia, assieme a Genova e Imperia, segna un aumento sensibile dei sinistri.
Nel 2016 in provincia gli incidenti stradali sono stati 783 per un totale di 1044 feriti. L'anno successivo sono stati 880 i sinistri e 1215 le persone rimaste ferite. Nei periodi presi in esame si segna un calo degli incidenti mortali: nel 2016 erano stati 12, nel 2017 erano rimaste uccise 9 persone.
Per quanto riguarda i dati regionali, Istat riporta che nel 2017 si sono verificati in Liguria 8.680 incidenti stradali che hanno causato la morte di 87 persone e il ferimento di altre 11.082. Rispetto al 2016, aumentano sia gli incidenti (+4,8%) che i feriti (+6,8%), in controtendenza rispetto ai dati nazionali (rispettivamente -0,5% e -1,0%); cresce considerevolmente il numero di vittime della strada (+50,0%), a fronte di un più contenuto aumento del dato nazionale (+2,9%).

Le vittime della strada. Dati che cambiano. I programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili. Nella regione Liguria, nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte del 51,4%, più della media nazionale (-42,0%); nel periodo 2010-2017 si registrano variazioni, rispettivamente, di +3,6% e -17,9%. Sempre fra 2010 e 2017 l’indice di mortalità sul territorio regionale è aumentato da 0,9 a 1,0 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale è rimasto invariato (1,9) (Cartogrammi in allegato). In Liguria, nel 2017, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), deceduti in incidente stradale, è superiore alla media nazionale (48,3% contro 45,2%). Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è nettamente superiore a quello nazionale (71,3% contro 49,8%). Negli ultimi otto anni (2010-2017) l’incidenza di pedoni deceduti è cresciuta di più in Liguria (da 16,7% a 25,3%) che nel resto del Paese (da 15,1% a 17,8%).

I costi sociali I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2017 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in oltre 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (287,8 euro pro capite) e in oltre 694 milioni di euro (444,6 euro pro capite) in Liguria; la regione incide per il 4,0% sul totale nazionale.

I rischi. Tra il 2016 e il 2017 l’indice di lesività aumenta lievemente, da 125,3 feriti ogni 100 incidenti a 127,7; l’indice di mortalità cresce da 0,7 a 1,0 decessi ogni 100 incidenti e quello di gravità passa da un valore di 0,6 a 0,8. L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia. Lungo la strada statale 1 (Aurelia) è aumentato il numero degli incidenti (248 contro i 187 dell’anno precedente); tuttavia, l’indice di lesività è rimasto costante (circa 143 feriti ogni 100 incidenti). Il numero di incidenti è aumentato rispetto al 2016 nei comuni di Genova, La Spezia e Imperia mentre è diminuito a Savona. L’A26 è l’autostrada che nel 2017 ha registrato il maggior numero di vittime (4).
Nel 2017 il maggior numero di incidenti (7.453, l’85,9% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 57 morti (65,5% del totale) e 9.196 feriti (83,0%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 4,4% in ambito urbano e del 15,6% sulle strade extraurbane, rimangono costanti sulle autostrade. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (3,2 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (1,7 ogni 100). Circa la metà dei sinistri stradali avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane che su quelle extraurbane. In ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di una intersezione rappresentano il 18,6% del totale, seguono quelli che si verificano in corrispondenza degli incroci (13,6%) e in curva (12,3%). Lungo le strade extraurbane il 34,8% degli incidenti si verifica in curva, il 5,5% nei pressi di un incrocio e il 5,1% nei pressi di una intersezione.

I periodi più a rischio. Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti è più elevata, in coincidenza con la maggiore mobilità legata ai periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 3.988 incidenti (il 45,9% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subìto lesioni 5.157 persone (46,5%) e 49 sono decedute (56,3%) (Figura 5). Quasi l’80% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 2 e le 3 della notte (5,6 morti ogni 100 incidenti) e tra le 6 e le 7 del mattino (2,9), con valori di molto superiori alla media giornaliera (1,0). Nelle notti di venerdì e sabato si concentrano il 44,7% degli incidenti notturni, il 31,3% delle vittime e il 45,5% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 1,8 decessi ogni 100 incidenti.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte. La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (63,6%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (1.967 casi, 15 vittime e 2.524 feriti), seguita dal tamponamento (1.523 casi, 9 decessi e 2.275 persone ferite). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 1,6 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (0,7 decessi). La tipologia più pericolosa è l’urto con ostacolo accidentale (3,0 decessi ogni 100 incidenti), seguono l’urto con veicolo in sosta e la fuoriuscita dal veicolo (1,9). Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto della distanza di sicurezza sono le prime tre cause di incidente: costituiscono complessivamente il 44,2% dei casi. Considerando le strade urbane, la guida distratta incide da sola per il 28%; sulle strade extra-urbane la prima causa di incidente è la velocità eccessiva (19,7% dei casi) (Tavola 14, in allegato). Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per gli ultrasessantaquattrenni (6,3 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 64,4% delle vittime e il 66,8% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 10,3% dei morti e il 21,3% dei feriti, i pedoni il 25,3% dei deceduti e l’11,8% dei feriti. Il 59,1% dei pedoni rimasti vittima di incidente appartiene alla classe di età 65+ mentre il 62,3% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. L’indice di lesività standardizzato è pari a 1420,1 per la classe di età 15-29 anni e a 897,8 per quella 30-44 anni.

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