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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Marzo - ore 20.55

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Maltrattamenti, una volta al mese una donna si affida al Codice rosa

Oggi in Sala Dante la giornata "Orange the world. End violence against women and girls". Banchero: "Questi dati fanno riflettere. La consapevolezza tra gli operatori sta aumentando"

i dati provinciali
Maltrattamenti, una volta al mese una donna si affida al Codice rosa

La Spezia - Una bambina non ancora in età scolare abusata sessualmente in una struttura. Un delicato intervento chirurgico e l'assistenza della stanza rosa nel reparto di Pediatria alla Spezia potranno aiutarla a superare, almeno in parte, un trauma di questa portata. E' questo forse il dato più drammatico emerso dall'incontro di sensibilizzazione contro contro i maltrattamenti organizzato da Asl 5 dal titolo "La violenza contro le donne: una priorità sanitaria e sociale" al quale hanno partecipato nel pomeriggio, in Sala Dante, professioniste ed esperte per la giornata internazionale delle Nazioni Unite "Orange the world. End violence against women and girls". Si tratta di una giornata formativa nel corso della quale la dirigente Asl Maria Antonietta Banchero ha fornito i dati di accesso al Pronto soccorso Pediatrico e alle strutture sanitarie della Spezia e Sarzana.

I dati sono in linea con l'andamento nazionale anche se fanno riflettere questi relativi agli accessi alla stanza rosa presente all'interno del pronto soccorso pediatrico. "Nei primi dieci mesi del 2018 - ha spiegato Banchero - gli accessi di soggetti in età evolutiva al Pronto soccorso pediatrico con codice rosa sono stati 51 intesi come fragilità intesi come abuso, maltrattemento, violenza assistita, autolesionismo, stato ansioso e psicosi. In particolare sono stati 13 i casi con diagnosi di abuso, maltrattamento e stato ansioso. Gli accessi in al Pronto soccorso generale (notturno e domenicale, ndr) sono stati 31 di cui 13 con diagnosi di maltrattamento. In un caso specifico un paziente di 8 anni aveva subito abusi. Nove sono stati ricoverati in Osservazione breve intensitva".

Gli accessi generici in Pronto soccorso per violenza altrui e i dati del codice rosa. Per quanto riguarda gli accessi in codice rosa nel 2016 sono stati quattro, 6 l'anno successivo e altri 4 nei primi dieci mesi del 2018. In generale al Pronto soccorso nel 2016 gli accessi, per violenza altrui, sono stati 502: 180 erano donne, 322 uomini (del totale 332 erano persone italiane) di cui 170 stranieri. L'anno successivo gli accessi sono stati 411, 159 erano donne, 252 uomini , 144 cittadini stranieri. Del totale 267 erano italiani.
Venendo al 2018, con i dati aggiornati a ottobre 2018, gli accessi sono stati 385, 141 erano donne, 244 uomini, 129 stranieri. Anche in questo caso il maggior numero di accessi (256) è rappresentato dagli italiani. Il dato relativo alla violenza subita dagli uomini non è avvenuta in una realtà domestica, salvo rare eccezioni.
Relativamene al Sant'Andrea della Spezia nel 2016 si sono verificati 4 accessi al Codice rosa. Nel 2017 sono stati 6 e nei primi dieci mesi del 2018 sono stati 4. Al San Bartolomeo di Sarzana sono stati 8 gli accessi dal Codice rosa. Sono tutte donne e hanno un'età media di 42 anni con una prognosi media di 8 giorni. Cinque hanno dichiarato di aver subito percosse al triage. Le altre tre ne hanno parlato al medico durante la visita. Facendo una media approssimativa una donna ogni trenta giorni si rivolge oppure viene affidata alle cure sanitarie dopo una violenza.

"Questi dati - ha aggiunto Banchero - devono far riflettere, l'incremento è dato dall'aumento della percezione e della preparazione di tutti gli operatori, possiamo definirlo un autentico aumento della consapevolezza. Il nostro obiettivo come operatori della Sanità deve essere intercettare le violenze, perché siamo i primi a entrarvi in contatto quando le persone si rivolgono alle strutture sanitarie. E diventa fondamentale per tutto il personale ricevere la giusta formazione per cogliere questi segnali e intervenire".

Alla Spezia è presente da anni una rete con i centri antiviolenza del territorio, le istituzioni e le forze dell'ordine per assistere le vittime di abusi e violenze. Per le madri e i figli è stata realizzata anche la stanza rosa grazie al contributo degli Amici della pediatria che rencentemente è stata dotata anche di un monitor multiparametrico.
"Dopo il ricovero di una bambina non ancora in età scolare vittima di una violenza sessuale - ha dichiarato a una platea di 150 persone Alessandra Mari dell'Associazione amici della pediatria - in una struttura si sono aperte numerose riflessioni. Il sostegno sanitario, per quanto efficente e corretto, aveva bisogno di un aiuto in più. Ed è così che grazie a una grande staffetta della solidarietà siamo arrivati a questa preziosa stanza dotata anche di un'anticamera dove si possono svolgere anche delle sedute di ascolto con il personale della Polizia e sanitario".

Le donne, le prime a lavorare meno e a fare un passo indietro per la famiglia.La giornata non è stata solo occasione per fare un punto locale ma hanno parlato dell'epidemiologia della violenza. Ad approfondire questo tema è stata Alessandra Kustermman Direttore Uoc Ps e Accettazione Ostetrico Ginecologica, Soccorso Violenza Sessuale e Domestica e Consultori Familiari Integrati Fondazione Ircss Cà Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Kustermann ha tenuto due interventi: Genere e identità di genere: maschile e femminile nelle culture tradizionali e nella società postmoderna” e “Violenza sessuale e violenza domestica: la spirale della violenza. Epidemiologia”.
Nel corso degli interventi si è focalizzata du dati internazionali nei quali è stato messo in evidenza che nella gestione della famiglia, ad esempio, sono ancora le donne a fare un passo indietro.
"Da una ricerca europea - ha spiegato Kustermann - il 31.4 per cento delle donne lavora part time. Con una sensibile differenza rispetto ai colleghi uomini. Anche in realtà come i Paesi bassi in cui c'è un'altissima attenzione alla natalità, all'assistenza alle nascite sono sempre le donne a fare un passo indietro nella gestione dei figli e della famiglia. Al primo figlio il 70 per cento delle donne continuano a lavorare, dalla nascita secondo si arriva al 50 per cento. Al terzo il dato si abbassa sensibilmente fino all'abbandono dell'occupazione. In Italia, soprattutto al sud, le donne non riescono a garantirsi una situazione di autonomia e si vengono a creare situazioni di rischio in caso di violenza: non hanno la possibilità di allontanarsi da chi le maltratta. E il dato della natalità in Italia è molto diverso dal resto d'Europa: molte donne rinunciano alla maternità e la media di 1.3 figli a famiglia".

All'intervento di Kustermann sono seguiti quelli di Alessandra Farina, Direttore S.C. Pronto Soccorso e Osservazione Breve Ospedale Cantù, A.S.S.T. Lariana con “La dipendenza affettiva: analisi delle dinamiche dipendenti che degenerano in violenza".
"E' ancora molto complicato riuscire a liberare le donne dalla spirale della violenza - ha dichiarato a margine del convegno Alessandra Farina -. La tendenza, mediamente, è ancora quella di tenere nascosta la loro situazione quindi il passaggio di consapevolezza delle donne è molto difficile, doloroso. C'è bisogno di tutta la rete e che lavori in modo consensuale per aiutare queste donne che chiedono, in qualche modo a volte anche non consapevolmente, di uscire dalle relazioni volenti. La formazione è fondamentale perché altrimenti gli operatori non possono riconoscere le manifestazioni di questo tipo di problema. E questa è la prima difficoltà dell'operatore: passare sopra tutti i pregiudizi, a partire da come è stato educato. Siamo stati educati ad avere una diversa percezione del valore dell'uomo e della donna. Bisogna superare i pregiudizi personali e affrontare questo tipo di problema in maniera più efficace ed efficiente".

Marina Listante Dirigente Divisione Anticrimine Questura della Spezia ha tenuto la relazione: “Dal racconto alla denuncia: attività di polizia giudiziaria”.
"La Polizia di Stato - ha dichiarato a margine del convegno - è sempre a sostegno del cittadino e realizza la campagna 'Questo non è amore'. Saremo presenti con i gazebo, mezzi mobili e personale specializzato per raccogliere eventuali denunce di violenze in ambito familiare. Anche quest'anno alla Spezia l'appuntamento è per sabato 24 novembre in Piazza Mentana sia al mattino che al pomeriggio con la collaborazione delle associazioni femminili presenti sul territorio".

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