Lunezia: in due giorni quasi seicento votanti
La Spezia - Evidentemente l'argomento dell'indagine di opinione di CDS di questa settimana stuzzica la fantasia di molti, visto che i voti espressi si avviano speditamente verso quota seicento.
L'input è venuto dall'attualità, in particolare dalla proposta del Governo di tagliare le piccole province e dal conseguente dibattito, lanciato dall'ex senatore Forcieri.
In realtà Lunezia è un progetto che affonda le sue radici agli albori della Repubblica italiana, quando i padri dello Stato ridisegnarono per l'annesima volta i confini del territorio italiano. Lunezia doveva essere la 21^ regione, quella che univa popolazioni affini, separate solamente dal passo della Cisa e accomunate da scambi economici e culturali che si protraevano da secoli.
Ancora oggi l'economia spezzina e quella di Parma, per citare i due centri probabilmente più desiderosi di imprimere una svolta alle proprie economie fondendole (ne è un esempio l'ormai leggendario raddoppio della Pontremolese), sono in stretto contatto, basti pensare ai treni merci e ai tir che superano quotidianamente gli Appennini, alla probabile prossima fuzione tra Carispe e Cariparma, all'interessamento delle società turistiche emiliane per il golfo della Spezia (leggi porticciolo Mirabello).
E che dire della Lunigiana, l'antica regione di provenienza degli Apuani, popolazione che vendette cara la pelle all'Impero romano. Un territorio i cui confini sono marcati dai ritrovamenti delle statue stele, ma anche dalla certezza di appartenersi gli uni gli altri, più di quanto non ci si senta legati ai rispettivi capoluoghi regionali.
E voi che ne pensate? Dite la vostra nel box alla destra dell'articolo.
Venerdì 4 giugno 2010 alle 16:20:08