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L'ultimo saluto a Mario Iacopini, storico difensore delle marine del Canaletto

Profondo il cordoglio di molti che oggi pomeriggio non sono voluti mancare per porre l’ultimo e rispettoso saluto ad un uomo che si è saputo distinguere nella vita.

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L'ultimo saluto a Mario Iacopini, storico difensore delle marine del Canaletto

La Spezia - C’era tutto il quartiere del Canaletto, in chiesa, per dare l’ultimo saluto a Mario Iacopini, ex capo tecnico di Enel scomparso nei giorni scorsi a 85 anni. Da tempo affrontava una malattia che l’ha avuta vinta. Profondo il cordoglio di molti che questa mattina non sono voluti mancare per porre l’ultimo e rispettoso saluto ad un uomo che si è saputo distinguere nella vita.
“Don Mario” come lo avevano ribattezzato all’oratorio del Canaletto, dove era attivissimo, non solo si dedicava alle attività ricreative di quel luogo ma fu tra gli attivisti più battaglieri in merito alle vicende legate alle marine del Canaletto.
Alle esequie di oggi erano presenti anche tanti compagni delle vecchie battaglie per il quartiere. Profondo il ricordo di Guido Melley che ricorda così: “Ha cercato di salvaguardare delle storie che identificavano il quartiere stesso. Aveva uno stile, una misura e un garbo fuori dal comune. Aveva una splendida famiglia”.

“Mario è stato per tanti anni uni degli storici dirigenti della Pgs Canaletto - ha proseguito Melley -, una realtà che negli anni ‘70 grazie al basket ma non solo ha favorito la crescita di un fenomeno di aggregazione sociale forse irripetibile.
In quel periodo l’oratorio del Canaletto visse un periodo in cui centinaia di bambini, ragazzi ed adulti frequentavano la palestra di via Palmaria per giocare a pallacanestro, divertirsi, gioire e soffrire, stare assieme genitori e figli, fare comunità come si dice ora”.
“Ho avuto il privilegio e la fortuna di aver fatto parte di quella comunità per una decina di anni - ha detto -, nel momento forse più fulgido dell’esperienza sportiva del mitico oratorio del Canaletto: e non posso dimenticare tutto ciò che Mario ha fatto per noi, insieme a Don Franco, Vittorio, Renzo, Giancarlo, Angelo, Nini, Massimo, mio padre Sergio ed a tante, tante altre splendide Persone di quella lunga stagione. Stamattina don Franco ha ricordato Mario proprio con queste parole: una Persona dedita agli altri, un esempio di pazienza ed educazione, un educatore laico sempre disponibile e presente che ha formato ai valori dello sport e del rispetto decine di ragazzi che sono diventati uomini e che oggi erano lì, in chiesa come me , per un ultimo caro ed affettuoso saluto a Mario”.
“Mario, come ha ricordato poi con belle e commosse parole il figlio Luca – ha aggiunto -, si è sempre dedicato agli altri con generosità e senza tornaconto. È vero, è proprio vero. Per questo voglio ringraziarlo un’ultima volta e di tutto. Grazie Mario, anzi grazie “don Mario” come ti abbiamo chiamato per anni e sempre con affetto in tanti ragazzi dello storico Canaletto basket di quegli anni. Sarai per sempre nei nostri cuori”.

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