Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Novembre - ore 22.51

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

L'ultima corsa del partigiano Sgancia

Oggi ai Boschetti si sono svolte le esequie di Giuseppe Cargioli, protagonista della Resistenza spezzina scomparso all'età di 86 anni. La figlia: "Ricordatelo con un sorriso"

L'ultima corsa del partigiano Sgancia

La Spezia - Poco più di due settimane fa intonando “Fischia il vento” al termine dei funerali di Vanda Bianchi, Giuseppe Cargioli aveva tirato fuori le ultime lacrime rimaste ai tantissimi accorsi a salutare la staffetta partigiana 'Sonia'. Lunedì sera un destino poco paziente si è improvvisamente portato via anche lui, quello che per tutti era “Sgancia”, un pezzo importante della Resistenza spezzina che all'età di 86 anni aveva ancora l'entusiasmo e la brillantezza del 1944, quando scelse i sentieri dei monti combattendo con Giustizia e Libertà, Gordon Lett, il comandante Tullio e la Brigata Garibaldi "Ugo Muccini". Si era guadagnato il nome di battaglia che portava con orgoglio perché essendo un gran camminatore conosceva alla perfezione ogni sentiero del nostro territorio, spostandosi rapidamente da un monte all'altro durante i rastrellamenti portava così gli ordini di sganciamento alle diverse brigate.
“In queste ore ho sentito il dolore vero delle persone che gli volevano bene – ha detto oggi la figlia Mara, aprendo le esequie che si sono tenute al cimitero dei Boschetti – era una persona meravigliosa ma tante volte mi sono chiesta da dove venisse tutto questo amore nei confronti di mio padre, oggi ho avuto la risposta. Per lui la famiglia era sacra – ha aggiunto – e qui sul suo feretro c'è tutto il suo mondo: la bandiera dell'Anpi di Lerici ricamata dalla madre e tre rose. Una per la moglie Lina che dalle colline emiliane fino all'Australia è sempre stata con lui, l'altra per me, perché mi ha insegnato ad affrontare la vita sempre a testa alta, mentre la terza è per la sua adorata nipote Simona. Quando pensate a papà – ha concluso – fatelo con un sorriso perché lui voleva questo”.
Lo ha invece ricordato come un compagno di battaglia “leale e disponibile” il Comandate Fra' Diavolo Luigi Fiori: “Lui c'era sempre, con grazia e con affetto – ha sottolineato – è stato partigiano fino alla fine della guerra, sempre convinto di essere dalla parte del giusto. Mi sento quasi in colpa per essere ancora qui oggi ma gli prometto che continuerò a difendere i valori di libertà, giustizia e uguaglianza che lo hanno sempre contraddistinto e per i quali abbiamo combattuto”.
Giuseppe Cargioli era nato a Fosdinovo e cresciuto a Lerici anche se come molti partigiani dopo la Liberazione era dovuto emigrare per trovare lavoro. Era andato in Australia – esperienza che ricordava sempre con grande piacere – per poi fare ritorno a casa dove partecipava attivamente alla vita politica e sociale della comunità, come ricordato dal sindaco Marco Caluri, vicino ai rappresentanti dei comuni della Spezia, Arcola e Castelnuovo e all'assessore regionale Vesco. “Ha sempre difeso i valori della libertà e della pace – ha spiegato Caluri - e gli sono grato per ogni parola di sostegno e amicizia che mi ha regalato. Il suo insegnamento è stato fondamentale per costruire un cammino fatto di valori importantissimi”.
Come Vanda Bianchi anche Sgancia aveva uno straordinario rapporto con i giovani ai quali come un nonno affettuoso raccontava aneddoti ed episodi di una vita avventurosa che lo aveva portato faccia a faccia con il nemico nazifascista, dall'altra parte mondo o davanti alla sua impareggiabile griglia per la carne. “Ci ha trasmesso grandi valori e sentimenti autentici come il suo sorriso – hanno detto Lombardi e Domenichini di Rifondazione – è stato un valoroso partigiano e un vero comunista”.
Particolarmente significativa anche la testimonianza di Alessio Giannanti di Archivi della Resistenza: “Dopo la morte di Vanda per noi questo è stato un altro colpo al cuore visto che nonostante l'età lo abbiamo sempre considerato una roccia. Sgancia è stato un esempio – ha concluso – e ci mancherà moltissimo, era un 'navigatore della Resistenza', non si era piegato nemmeno alle torture durante la detenzione dei fascisti e aveva ben chiaro il significato della solidarietà. Chiamava le cose con il proprio nome, è stato un uomo giusto che si è meritato il bene che si riserva alle persone speciali”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Uno degli interventi (foto Archivio CDS)
Il picchetto (foto Archivio CDS)
Il feretro di 'Sgancia' (foto Archivio CDS)


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News