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L'ambulanza come un bus, e tanti saluti al braccialetto elettronico

Il trucco escogitato da un 25enne marocchino agli arresti domiciliari. Giovedì l'ultima evasione da casa e l'ennesima resistenza opposta ai carabinieri.

L'ambulanza come un bus, e tanti saluti al braccialetto elettronico

La Spezia - Negli ultimi giorni i carabinieri hanno dovuto vedersela con la condotta di un marocchino 25enne dimorante a Beverino, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico a seguito di arresto operato da militari dell’Arma per reati in materia di stupefacenti. Il giovane si è dimostrato costantemente voglioso di raggiungere il capoluogo, desiderio ostacolato dal provvedimento e in particolare dal braccialetto elettronico, che allerta la centrale operativa del Comando provinciale carabinieri ogni qualvolta l’interessato esce dal perimetro “elettronico” della sua abitazione. Legata a una ragazza la volontà di lasciare Beverino per il capoluogo.
L’escamotage adottato negli ultimi giorni dal giovane, noto alle forze dell’ordine oltreché per spaccio di stupefacenti anche per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, è consistito nel segnalare telefonicamente ai carabinieri di essere stato colto da un malore per il quale occorreva il trasporto in ospedale a mezzo ambulanza. Raggiunta la struttura sanitaria spezzina, approfittando della presenza di altri degenti e del fatto che in pronto soccorso medici, infermieri ed addetti sono sempre molto impegnati, il giovane si è allontanato per dirigersi in centro a piedi. Insomma, una concezione creativa del trasporto pubblico locale.
In due occasioni, negli ultimi tre giorni, è evaso facendo abilmente uso di questo metodo per raggiungere la ragazza spezzina con la quale ha avuto in passato una relazione sentimentale, che non ha esitato poi ad aggredire.
Il primo episodio di aggressione è avvenuto sulla Passeggiata Morin dove è stato intercettato da una Volante della Questura, alla quale si è affiancata per dare man forte una Gazzella dei Carabinieri. Il soggetto ha opposto una forte resistenza aggredendo agenti e militari e danneggiando seriamente l’auto della Polizia.
Il secondo episodio, invece, il più recente, è avvenuto il 10 settembre scorso quando lo straniero è stato rintracciato tra Piazza S.Bon e Via Fiume, dove ha tentato di incontrare nuovamente la ragazza. Anche in questo caso si è rifiutato di salire sul mezzo dei carabinieri, intenzionati a ricondurlo a Beverino, andando in escandescenze ed opponendo una certa resistenza. I militari sono riusciti, infine, a convincerlo a desistere da tale comportamento e lo hanno ricondotto presso la sua abitazione di Beverino dove è stata ripristinata la misura cautelare.

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