Inviti a cena 'speciali', dieci arresti per l'operazione 'Black Hurricane'
La Guardia di Finanza sequestra 19 kg di stupefacenti tra cocaina ed eroina.
La Spezia - “E' pronta la cena?”, “Ci vediamo per cena?”, “La mozzarella è arrivata”. Niente sarebbe più insospettabile di un gruppo di persone che cordialmente si invitano per scambiarsi qualche parola e passare una serata insieme, magari perchè no, assaggiando qualche prodotto tipico locale.
Ma l'apparenza inganna e quei 'cordiali' inviti si sono rivelati la copertura di un traffico di eroina e cocaina che ha portato all'arresto di dieci persone. A finire in manette 7 stranieri e tre italiani su cui ora pende l'accusa di ora pendono reati di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione, denominata 'Black Hurricane' ha portato al sequestro di un totale di 19 chilogrammi di stupefacente per un valore che supera il milione e mezzo di euro.
La droga veniva acquistata a Pisa e Milano, sedi operative dell'organizzazione, poi veniva portata alla Spezia e smerciata.
L’attività di esecuzione delle misure cautelari è avvenuta a conclusione di investigazioni che hanno interessato il periodo gennaio/giugno 2011 ed hanno consentito di accertare che al vertice di tale sodalizio, operante nella città della Spezia, vi erano detto “Omar”, tunisino di 22 anni detto “Nino”, suo connazionale, di 31anni i quali, con la collaborazione più o meno occasionale di svariati soggetti, per lo più tossicodipendenti ed avvalendosi di corrieri sempre diversi, erano in grado di approvvigionarsi di cospicui quantitativi di droga poi smerciata sul territorio spezzino.
Erano proprio quest’ultimi due extracomunitari a tenere i contatti con i fornitori dello stupefacente ed, in particolare, con un marocchino, con dimora a Milano, in grado di movimentare cospicui quantitativi di stupefacente che confezionava all’interno di un appartamento ubicato nella predetta città; proprio in tale luogo i finanzieri, al fine di impedire che tale “fiorente” attività delittuosa proseguisse indisturbata e per quantitativi così rilevanti, decidevano di intervenire, sottoponendolo a perquisizione e rinvenendo oltre due kilogrammi di cocaina; nell’occasione, 'l'aggancio' non era presente ed il sequestro ed il conseguente arresto fu operato a carico di un connazionale con cui condivideva l’appartamento.
L’impulso che ha caratterizzato l’evolversi dell’indagine in questione è stato determinato dalla scelta operata dagli investigatori di intervenire prontamente, al fine di debellare, sul nascere, l’incisività della nascente organizzazione criminale, radicatasi nel territorio della città della Spezia; infatti, già agli albori della sua costituzione, ha dato prova di avere i contatti giusti e quella forte determinazione a delinquere che le ha consentito di far pervenire da subito importanti quantitativi di droga sulla piazza spezzina.
In alcuni casi è stato invece riscontrato che erano una spezzina ed un ventisettenne tunisino a tenere i rapporti con i corrieri incaricati del trasporto dello stupefacente, perlopiù italiani con problemi di tossicodipendenza che si prestavano ad effettuare viaggi, a volte, anche solo in cambio di alcune dosi di droga.
In altri casi è stato riscontrato che erano due napoletani a rifornire di stupefacente l’organizzazione dei tunisini, in particolare un ventottenne detto 'Markam', il quale aveva la conferma dell’arrivo dello stupefacente quando i primi due gli confermavano che gli avrebbero portato “la mozzarella”.
Il linguaggio tipico culinario utilizzato per concordare acquisti e consegne di stupefacente faceva spesso riferimento a cene da fare, al pesce bianco da comprare, a latticini di ogni genere. Infatti, nelle conversazioni intercettate, “Makram” chiedeva ad altro suo fornitore, un trentenne marocchino residente a Sarzana, se la “cena era pronta” per sapere in pratica se poteva passare da lui a ritirare lo stupefacente che aveva ordinato.
Infine si aggiungeva la figura di un altro marocchino detto “Najib”, che si occupava in particolare dello smercio di eroina della quale si riforniva presso la piazza di Pisa, incaricando del trasporto in genere giovani ragazze italiane.
L'organizzazione aveva radicato la propria base per lo smercio delle sostanze stupefacenti in particolare nel quartiere Umbertino; al riguardo, infatti, numerosi sono stati gli interventi operati in tale zona della città dagli uomini delle fiamme gialle, allo scopo sia di porre freno a tale attività sia per trovare riscontri investigativi per le indagini in corso.
Tra i numerosi tossicodipendenti che si rivolgevano agli extracomunitari per l’acquisto dello stupefacente già confezionato in dosi sono state individuate un centinaio di persone, di età compresa tra i 18 ed i 50 anni e delle più disparate estrazioni sociali (studenti, operai, artigiani, piccoli imprenditori, ecc.).
Infatti, le condotte illecite monitorate dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Spezia sono state acclarate mediante attività di appostamenti, pedinamenti e con interventi nelle fasi di acquisto, trasporto e cessione dello stupefacente che hanno consentito di trarre in arresto, in flagranza di reato, 14 persone, delle quali 8 italiani e 6 extracomunitari e di sequestrare complessivamente oltre 4 kilogrammi di droga tra eroina e cocaina.
Tali riscontri probatori hanno corroborato un’intensa attività di indagine tecnica, eseguita mediante l’ascolto di decine di utenze telefoniche in uso agli indagati, permettendo di ricostruire non solo la fitta rete di contatti che portavano la droga nella provincia spezzina, ma anche di accertare cessioni di stupefacente per quantitativi complessivi di oltre 15 chilogrammi, pari a circa 37.000 dosi.
Il lavoro investigativo ha portato l’Autorità Giudiziaria ad applicare, a carico dei cittadini stranieri, la misura della custodia cautelare in carcere mentre per quelli italiani sopramenzionati, in ragione del minore coinvolgimento nell’attività di spaccio e/o della minore entità del quantitativo trattato, la misura degli arresti domiciliari.
I provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P. Marta Perazzo, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal Procuratore della Repubblica Giovanni Maddaleni.
Giovedì 2 febbraio 2012 alle 13:27:00