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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Gennaio - ore 18.04

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Inchiesta Ap, emesse le condanne per chi ha patteggiato la pena

Quattro anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici e al trattare con la pubblica amministrazione per Pozella, tre anni e mezzo per Terenziani e un anno e otto mesi per Santini e Condotti.

Rinviati a giudizio gli altri imputati
Inchiesta Ap, emesse le condanne per chi ha patteggiato la pena

La Spezia - Il gup Marta Perazzo ha scritto la parola fine in calce al primo capitolo dell'inchiesta sul sistema della gestione degli appalti all'interno dell'Autorità portuale spezzina. Nel pomeriggio, infatti, il magistrato ha emesso le sentenze per i cinque imputati che avevano scelto il patteggiamento nel corso dell'udienza del 6 novembre scorso. L'ex dirigente di Via del Molo Maurizio Pozella, difeso dall’avvocato Alessandro Civitillo, ha ricevuto una pena di 4 anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici e incapacità perpetua a trattare con la pubblica amministrazione, mentre l'amministratore delegato di Infoporto, Massimo Terenziani, rappresentato dall'avvocato avvocato Fulvio Biasotti, è stato condannato a 3 anni e sei mesi. Stessa pena per l'ex segretario generale dell'Authority, Davide Santini, difeso dagli avvocati Alessandro Rappelli e Daniele Caprara, e l'imprenditore Marco Condotti, assistito dagli avvocati Paolo Barbanente e Andrea Corradino, condannati a 1 anno e otto mesi di reclusione. Alessandra Albanese, Alessandra Albanese, difesa dall’avvocato Paolo Paterno, ha infine ricevuto una condanna di 1 anno e sei mesi di reclusione.

Sempre nella giornata di oggi la dottoressa Perazzo ha deciso il rinvio a giudizio per gli altri imputati. Si tratta di: Lorenzo Forcieri, difeso dagli avvocati Paolo Mione e Andrea Corradino, Matteo Balestrero, assistito dall'avvocato Corradino, Davide Vetrala, con l’avvocato Riccardo Birga, Angela Fruzzetti, rappresentato dall'avvocato Pier Paolo Tiepidino, Massimo Vigogna, difeso dall'avvocato Mione, e Giacomo Erario, difeso dall'avvocato Stefano De Ferrari.
Per loro il dibattimento riprenderà il 13 febbraio 2019.

Era il 2 novembre 2016 quando la Guardia di finanza, su ordine del procuratore capo Antonio Patrono e del pm Luca Monteverde, entrò negli uffici dell'Autorità portuale, decapitando l'ente con gli arresti del manager Maurizio Pozella e l'iscrizione nel registro degli indagati dell'allora presidente Forcieri e del segretario Santini.
Le accuse che andavano dalla turbativa d’asta alla corruzione, all’abuso di ufficio, e hanno rappresentato un vero e proprio sisma dal quale gli uffici di Via del Molo si sono ripresi con molta fatica.

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