Il nuovo casello La Spezia Nord? La Salt ci pensa
In corso uno studio trasportistico per capire la fattibilità. Paita: "Cerchiamo una formula di finanziamento".
La Spezia - "E' un progetto su cui lavoriamo da tanto tempo. Abbiamo coinvolto la Salt che si è detta abbastanza interessata e sta compiendo uno studio trasportistico per capire se c'è una vera e propria convenienza ad aprire questo nuovo asse". Raffaella Paita, assessore regionale alle infrastrutture, ha incontrato oggi Ettore Incalza capo della struttura tecnica del Ministero delle Infrastrutture e uno degli argomenti è stato proprio quello del casello La Spezia Nord.
Una nuova porta autostradale sulla A12 in Val di Vara che permetta di raggiungere la città da nord e, attraverso la tangenziale in via di completamento, la Val di Magra. Se ne parla da anni della possibilità (o della necessità) di dotare la città di un nuovo accesso autostradale, ma oggi il tema ritorna in auge per almeno due buoni motivi. Il primo è che la strada tangenziale al capoluogo sta prendendo forma: con il terzo lotto dal Felettino alle Pianazze in costruzione, il quarto da San Benedetto a Beverino in fase di progettazione preliminare (ma non ancora finanziato) e il nuovo casello, la viabilità dell'intera provincia avrebbe a disposizione un asse in grado di razionalizzare gli spostamenti dei tanti pendolari che ogni giorno si muovono tra la Val di Magra e la Val di Vara con la Spezia come fulcro. La seconda - non meno importante - è che la Val di Vara ha bisogno di risollevarsi dopo l'alluvione, e non è un caso che alcuni autorevoli imprenditori della zona abbiano di recente espresso parere favorevole alla realizzazione del casello La Spezia Nord.
"Il riconoscimento degli imprenditori - continua l'assessore - è molto importante. Chiedono un'opera che possa migliorarne la competitività delle aziende in un momento in cui fanno i conti con le problematiche legate al post alluvione. Non dimentichiamo che quella è una terra che ha completamente cambiato il proprio volto".
Il progetto è già al Cipe, il comitato per la programmazione economica, ma per fare sì che rientri tra le priorità nazionali bisognerà trovare dei finanziatori. "Il governo attuale sta lavorando per allargare le maglie dei finanziamenti - illustra Paita - e in queste maglie bisogna trovare gli spazi per trovare i soldi per l'opera. L'idea sarebbe quella di "asciugare" molto le spese per il quarto lotto che dovrebbero essere sui 240 milioni di euro, apportando delle rettifiche. Con una concezione di opera meno dispendiosa stabilire poi un rapporto proficuo con il concessionario. Bisogna riuscire a mixare le modalità di intervento e trovare una formula che faccia rientrare il casello di Beverino nell'elenco delle priorità".
Mercoledì 22 febbraio 2012 alle 22:45:56
ANDREA BONATTI
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