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I geologi si propongono come sentinelle del territorio
Tavolo tecnico con la Provincia e la Protezione civile per arrivare alla firma di una convenzione con la Regione. (VIDEO)
La Spezia - La prevenzione deve soppiantare gli interventi di emergenza, per questo il Consiglio nazionale dei geologi ha avanzato anche alla Spezia la proposta di sottoscrivere una convenzione a livello locale per istituire presidi territoriali permanenti composti da geologi, per monitorare costantemente il territorio e ridurre al massimo gli effetti dei disastri ambientali.
Questa mattina il vice presidente del consiglio nazionale Vittorio D'Oriano, insieme ai presidenti degli ordini regionali di Liguria e Toscana, Giovanni Scottoni e Mariateresa Fagioli, e altri colleghi hanno preso parte ad un tavolo tecnico con il presidente della Provincia della Spezia, Marino Fiasella, e funzionari del dipartimento nazionale della Protezione civile, per illustrare il contenuto e il funzionamento della proposta, che prende le mosse dall'esperienza avviata da tempo in Sicilia.
"Il territorio verrebbe suddiviso in particelle di circa 50 chilometri quadrati, che comprenderanno l'area di alcuni comuni. Ogni settore - spiega Michele Orifici, della commissione di Protezione civile del consiglio nazionale dei geologi - potrà essere affidato ad un geologo che effettui sopralluoghi e report sulle situazioni di rischio in maniera continua". Se la convenzione venisse attivata, sarebbero stipulati piani di intervento e piani di emergenza, per poter agire nel consolidamento del territorio nella fase di emergenza, e limitare al massimo i rischi per la popolazione al momento degli eventi calamitosi.
Considerando gli 882 chilometri quadrati della provincia spezzina i geologi ipoteticamente da impiegare sarebbero una quindicina e a loro sarebbe corrisposto un rimborso spese giornaliero di 200 euro. Per farsi un'idea: la convenzione tra il consiglio nazionale dell'ordine con la Regione Sicilia (che si estende per 27mila chilometri quadrati, con una suddivisione in particelle di circa 100 chilometri quadri) costa annualmente 150mila euro, una cifra nemmeno paragonabile a quelle che si spendono ogni anno nel solo Spezzino per ripristinare la viabilità interrotta dalle frane o dalle voragini. Senza considerare il costo provocato dall'ultima alluvione in termini di vite umane.
"I geologi, coordinati dalla Protezione civile regionale, diventano sentinelle del territorio, attive anche e soprattutto in 'tempo di pace'. Uno strumento di prevenzione che ha dimostrato la sua validità in Sicilia - afferma il vice presidente del consiglio nazionale dell'ordine - e che vogliamo esportare anche in questa regione, per il quale chiediamo ora alla Regione Liguria la disponibilità a sottoscrivere il protocollo d'intesa".
La firma dell'accordo potrebbe essere una risposta alla necessità di sterzare verso la cultura della prevenzione, ma la presenza dei geologi negli uffici degli enti pubblici è ancora troppo scarsa. Nessun Comune spezzino si avvale dell'operato di un geologo, in Provincia sono quattro quelli assunti. Una situazione motivata da anni di politica poco attenta al territorio, che negli ultimi anni non è stato possibile correggere per le impossibilità di assunzioni imposta dal patto di stabilità. La strada per il cambiamento definitivo della cultura di difesa del suolo, dall'emergenza alla prevenzione, è ancora lunga.
La proposta dei geologi, anche per i costi contenuti, è il primo passo da fare e su questo concorda anche il presidente della Provincia Marino Fiasella: "Accolgo con favore l'idea, e a prescindere da quello che sarà l'accordo con la Regione Liguria, la Provincia della Spezia si mette a disposizione da subito per favorire in fase sperimentale, pur con poche risorse a disposizione, la creazione di presidi sul proprio territorio".
Venerdì 18 novembre 2011 alle 17:32:01
THOMAS DE LUCA
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