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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Giugno - ore 22.04

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I finanzieri mettono nel mirino gli esercenti che speculano sul coronavirus

Mascherine chirurgiche vendute con ricarichi "monstre" in farmarcia e ferramenta. Guai anche per una parafarmacia che vendeva disinfettante al 310% in più della spesa. Ma c'è anche chi si comporta in modo eccellente, vendendo i dpi al prezzo di c

Denunciati tre soggetti

La Spezia - A partire dagli inizi del mese di marzo, la Guardia di Finanza della Spezia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, nell’ambito delle attività attuate per l’emergenza sanitaria “Covid-19”, ha proceduto a monitorare numerose attività commerciali, al fine di scongiurare possibili manovre speculative su beni di prima necessità e presidi sanitari indispensabili durante la pandemia. Oltre cinquanta invece gli accessi presso diversi negozi di generi alimentari, piccoli empori, supermercati, pescherie, macellerie. Sono state inoltre effettuate numerose verifiche presso farmacie, parafarmacie e ferramenta che ponevano in vendita i ricercatissimi dispositivi di protezione individuale (Dpi), utilizzati per la prevenzione del contagio da “Covid-19”, al fine di valutarne le oscillazioni di prezzo in relazione alla notoria difficoltà di reperimento in questo particolare periodo.

Dai primi riscontri, è stato accertato, in tre casi tutti nel centro cittadino, applicazioni di ricarichi fino ad oltre il 300%: una farmacia poneva in vendita le mascherine chirurgiche a 5.50 euro per singolo pezzo, avendole acquistate a 2 euro, con un ricarico del 175%; una ferramenta offriva in vendita le mascherine, in confezioni da venti pezzi, a 40 euro avendole, però, acquistate al prezzo di 0,50 centesimi l’una, con un ricarico del 311%; una parafarmacia vendeva la confezione di 0,25 ml di gel disinfettante a 3.90 euro, avendolo acquistato a 0,95 €, con un ricarico del 310%.

Tuttavia, i controlli dei finanzieri hanno anche rilevato che tantissimi esercizi commerciali hanno continuato a praticare gli stessi prezzi di vendita del periodo pre-Covid. Particolarmente apprezzabile il caso di una farmacia in un paese della costa, che ha inteso porre in vendita i dispositivi di protezione individuale (mascherine, gel disinfettante, guanti) allo stesso prezzo di costo, azzerando di fatto ogni profitto sugli specifici prodotti. Al momento, sono state denunciate tre persone titolari di attività commerciali per il reato di cui all’art. 501-bis del c.p. (manovre speculative su merci). Il Procuratore della Repubblica della Spezi Antonio Patrono ha, inoltre, delegato la Guardia di Finanza ad individuare ogni esercizio commerciale che abbia posto in essere analoghe manovre. In tal senso, sono state anche analizzate le numerose segnalazioni giunte al numero di pubblica utilità 117, che, sullo specifico tema, in pochi giorni ha ricevuto una trentina di chiamate da altrettanti cittadini.

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