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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 15.25

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I condomini: "Privati della nostra libertà, i richiedenti asilo sono troppi"

Intervento di Silvana Restelli in rappresentanza dei residenti.

I condomini: "Privati della nostra libertà, i richiedenti asilo sono troppi"

La Spezia - "Siamo i condomini di Via Spallanzani che stanno vivendo da un anno i disagi che ci arreca quotidianamente il C.a.s - Centro di accoglienza straordinaria la cui sede, come è noto, è nel nostro vecchio palazzo. Un anno iniziato con la menzogna, in cui la gerente giustificava la presenza degli ospiti raccontandoci che erano giocatori di basket". Si apre così la lettera di Silvana Restelli, che interviene in rappresentanza dei condomini che vivono nel palazzo dove è stato allestito il centro di accoglienza (nelle scorse ore l'allontanamento di sette persone, vedi QUI).
"I richiedenti asilo sono 35 - scrive la signora -, e nelle ore dei pasti ne arrivano altri 9 da un'altra struttura privata. Il cucinare per più di 40 persone genera, come è facile intuire, un 'effetto ristorante', per immissioni di odori e rumori molesti, al punto che non possiamo né stendere i panni né tenere le finestre aperte nella parte di affaccio che abbiamo in comune dal lato cortile.
Questo avviene ripetutamente due volte al giorno tutti i santi giorni. È una grande limitazione della nostra libertà di cittadini e si scontra con ciò che è scritto sul Codice Civile.
Le scale del palazzo sono perennemente luride, non è più sufficiente il passaggio dell’impresa di pulizie una volta alla settimana. Andrebbero pulite almeno una volta al giorno a causa del passaggio degli ospiti del c.a.s. con i piatti in mano da un piano all’altro.
L’ascensore, d’ epoca, è stato danneggiato durante il trasporto dei letti matrimoniali,
sostituiti da letti a castello. Ovviamente siamo tutti testimoni oculari di ciò che è successo e abbiamo parecchia documentazione fotografica nonché filmati. Inoltre l’ascensore è usato dal Centro come un montacarichi per grosse quantità di cibo, grossi sacchi di immondizia stipati sei alla volta per la pigrizia di non fare un piano a piedi o un viaggio in più. Ci caricano anche i grossi sacchi delle lenzuola di ricambio, e, poiché questi non passano attraverso le delicate porte antiche dell’ascensore, le forzano. Il pianale dell’ascensore a forza di trascinare è completamente consumato. La pulsantiera è stata divelta. Inoltre il povero ascensore antico è stato oggetto di atti vandalici. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri verso ignoti, per il timore di avere noi di rimando una querela, ma soprattutto abbiamo sfiorato la tragedia, quando un ragazzino ha rischiato di cadere nel vano ascensore aperto, senza l’ascensore presente. Per fortuna nessuno si è fatto male, solo il danno economico".

Prosegue la Restelli: "Le spese condominiali della luce sono letteralmente raddoppiate, possiamo mostrarle a chi interessato. Il portone di ingresso del palazzo antico è deturpato da targhe dell’ ex affittacamere trasformato in c.a.s., e non indicano più alcunché. Oscurate con una bomboletta spray bianca.E’ stata installata una telecamera sul telamone di sinistra, seppur non funzionante. Anch’essa deturpa la facciata del palazzo, per non parlare delle pulsantiere elettroniche piazzate a lato del portone in legno antico.
I terrazzi del primo piano lato via Leonardi hanno enormi piante secche, morte e teloni di plastica a mo’ di tenda. Sempre meglio che i sacchettoni pieni di immondizia che quest’estate piazzati sui terrazzi al sole, hanno prodotto larve di mosca finite poi sul terrazzo della signora del piano di sotto. Le larve non erano cinque vermetti come affermato dalla signora Grammatica (titolare del c.a.s., ndr), perché la signora del piano di sotto ne aveva il terrazzo pieno. Anche qui abbiamo le foto, in caso qualcuno volesse verificare. Testimoni anche i vigili, che chiamati sono arrivati tempestivamente. Avevamo fatto al riguardo vari esposti, ma le larve sono state più veloci della burocrazia. Al primo piano la reception è indicata da un foglio di carta appiccicato con lo scotch al muro con scritta a pennarello. Il venerdì sera, il giorno che depositiamo i rifiuti di indifferenziata, abbiamo una collina di rifiuti davanti al portone.
Questo era un bel palazzo d’epoca tardo liberty e questa è la fine che ha fatto. Possibile non interessi a nessuno il degrado dei nostri beni storici?".

"Non parlateci di accoglienza perché questo è business - prosegue la Restelli -, business che crea guadagno anche col nostro contributo, ottenuto senza chiedere, con arroganza come se fosse un diritto. Un bel risparmio per il C.a.s riparare i loro danni, l’usura maggiorata, le pulizie, con i soldi del condominio. Non parlateci di razzismo perché qui non c’ entra il colore della pelle , fosse anche una colonia di 40 svedesi in trasferta il disagio sarebbe il medesimo perché sarebbero comunque 40. Sono troppi, non possono non sporcare, non possono non fare rumore, anche solo sposandosi dai diversi piani in cui vivono.
Non possono non pesare sulla nostra amministrazione condominiale, non possono non cucinare.
Tutto ciò che abbiamo scritto è dimostrabile. Per concludere, possiamo immaginare che su 35 o 40 persone giovani non ci una testa calda? Ne basta una per provocare una rissa, lo abbiamo vissuto. Parecchi interventi della Polizia e dei Carabinieri in un anno non tutti finiti sui quotidiani.
Anzi ringraziamo le forze dell’ordine, Polizia, Digos, Carabinieri, Polizia Municipale e il nostro assessore alla sicurezza per i tempestivi interventi e la solidarietà, ma purtroppo non è sufficiente il problema, le ingiustizie vanno risolte alla radice.
Immagino uno Stato equo con i suoi cittadini, che accolga proporzionalmente alle proprie possibilità, non scaricando su malcapitati le proprie scelte utopistiche o di comodo. Noi cittadini vorremo sentirci al sicuro almeno in casa nostra.
E’ un palazzo, un condominio, non una struttura indipendente: esistiamo anche noi.
Quindi noi facciamo appello al sig. Prefetto, chiedendogli di intervenire con tutto il peso della sua autorità per trovare strutture adeguate indipendenti, e intervenire con misure atte a riequilibrare la normalità in questo palazzo, di modo che ci sia restituita la nostra libertà, libertà che da un anno non abbiamo più.
Libertà semplici, ma necessarie per vivere: riposare, poter aprire le finestre e non avere paura di essere coinvolti in risse o semplicemente rientrare alla sera
Se le problematiche di cui ci lamentiamo sono sancite dal Codice Civile perché siamo qua a supplicare di riavere la nostra libertà? Perché dobbiamo pagare avvocati quando le leggi ci sono e basterebbe solo un po’ di buon senso e buona volontà per cercare a questi immigrati una sistemazione migliore.
È passato un anno tra poco scadrà la concessione. Attendiamo risposte e soluzioni".

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