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Gioacchino Verde, l'addio al maestro del mare | Foto

Oggi pomeriggio in cattedrale si sono tenuti i funerali del militare della Bergamini. Una folla e il picchetto d'onore ad attenderlo.

lutto
Gioacchino Verde, l'addio al maestro del mare

La Spezia - La bara di Gioacchino Verde è entrata nella cattedrale di Cristo Re avvolta nel tricolore della Marina Militare. A rompere il rispettoso silenzio, accompaganto da un inno sacro, è stato l'urlo straziante della madre distrutta da un dolore immenso: la perdita di un figlio.
Il luogotenente Verde è morto dopo un gravissimo incidente a bordo della Fregata Bergamini.
Uomo dalla carriera impeccabile, durata 36 anni la maggior parte dei quali passati mare, un padre e nonno amorevole generoso. Un maestro che ha dimostrato cosa significhi dare la vita per il lavoro e lo Stato. E' questa l'immagine dipinta dal vescovo militare, dal Capo di Stato Maggiore della Marina Girardelli e dallo zio che al termine della cerimonia ha recitato la preghiera del marinario.

La cattedrale di Cristo Re era gremita di istituzioni civili, miltari e religiose tra le quali il prefetto della Spezia Antonio Lucio Garufi, il questore Francesco Di Ruberto, il presidente della Provincia Giorgio Cozzani, il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini i comandati delle forze dell'ordine e della Difesa. Ad accogliere le spoglie mortali di Gioacchino Verde c'era il picchetto d'onore che lo ha atteso anche all'uscita nell'estremo e tracico saluto.
Le navate della cattedrale erano gremite di donne e uomini in divisa ma anche tanta gente comune che ha incrociato la vita di Gioacchino.
Nell'omelia, dopo la lettura del Vangelo di Giovanni sulla resurrezione di Lazzaro di Betània, il vescovo ha paragonato il dolore della famiglia di Verde a quella della famiglia di Lazzaro.
"Il lutto è per questa famiglia e anche per la famiglia della Marina militare. Il vostro dolore è lo stesso - ha detto il vescovo - profondo e lacerante. Le parole non servono ma si mescolano a quelle di Gesù, lui ci ama e piange e in questo troviamo consolazione. Siamo tristi ma siamo amati nonostante la profonda solitudine che provoca la morte, anche Gioacchino forse in quel momento si è sentito solo ma nella resurrezione che troviamo la speranza".
"Il suo è un esempio di vita che onora e responsabilizza la Marina - ha proseguito -. Gioacchino ha compiuto l'estremo sacrificio donando la sua vita offrendoci il senso della sua morte insegnandocelo: mostrandosi pronto fino all'ultimo per compiere il suo dovere. In molti sono pronti a dare la vita. Gesù ha donato la sua vita per ridarla a Lazzardo ed è questo che ha spostato il masso del sepolcro. Noi ti ringraziamo Gioacchino per tutto quello che hai fatto per noi. Che Dio ti accolga e ci porti conforto".

Al termine dell'eucarestia uno zio ha preso la parola, non prima di aver letto la preghiera del marinaio poi seguito da un lungo applauso al termine delle sue parole. "Per me era come un figlio - ha detto -. Sin da quando era piccolo aveva scoperto l'amore del mare, anche io sono un nostromo e con me non ha mai nascosto questa sua passione che lo ha spinto ad entrare in tutti i costi in Marina. Ha realizzato il suo sogno. Chiedo solo una cosa a tutti voi. Al tramonto dite una preghiera in suo ricordo".
Il capo di Stato maggiore Girardelli ha aggiunto: " Ora ogni parola è vuota. Verde, primo maresciallo, esperto nocchiere è stato un maestro e oggi a rendergli onore ci sono tutti dal suo equipaggio, al suo equipaggio ai suoi superiori. Alla famiglia di Gioacchino, alla madre, alla moglie, ai figli e ai nipotini voglio dire che non sarete mai soli".

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